#IlCongressodiXi – Il pensiero di Xi Jinping

La centralità del pensiero di Xi Jinping all’interno del Partito Comunista Cinese e della Repubblica Popolare è andata crescendo sempre più dalla sua ascesa nel 2012. La consacrazione ufficiale potrebbe arrivare con il 19° Congresso iniziato il 18 ottobre e che potrebbe inscrivere il pensiero di Xi all’interno dello Statuto del Partito. Se e come tale riconoscimento avrà luogo, sarà un importante indizio sulla fiducia e sulla popolarità di cui gode il leader cinese.

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Ad oggi, lo statuto del Partito recita: “il PCC assume come guida della propria azione il Marxismo-Leninismo, il pensiero di Mao Zedong, la teoria di Deng Xiaoping, l’importante Teoria delle tre rappresentanze e la visione scientifica dello sviluppo.” Gli unici due nomi, quindi, sono quelli di Mao e Deng, ma vengono menzionati (anonimamente) anche i concetti formulati da Jiang Zemin e Hu Jintao. L’omissione dei nomi, pur sembrando una piccolezza, in realtà testimonia il processo di rivendicazione collettiva di quei concetti fatto dal Partito.

Da domani, potremmo leggere anche i concetti centrali del pensiero di Xi Jinping. Dal 2012, l’attuale segretario del PCC ha pubblicato tre libri, il più rilevante dei quali è “Governare la Cina”, una raccolta di discorsi in cui vengono riportate le linee guida del suo pensiero riassumibili nella nozione di “Sogno Cinese”, l’aspirazione ad assurgere nuovamente all’apice del sistema internazionale. La riaffermazione (un “risorgimento nazionale”) della Cina dopo il trauma storico del “secolo delle umiliazioni” (ca. 1849-1949) è, in realtà, una retorica ripresa da tutti i leader cinesi a partire da Sun Yat-sen in poi.

Xi, dal canto suo, ha declinato questo concetto in riferimento all’appuntamento storico dei “Due Cento” per i quali la Cina dovrà diventare una società moderatamente prospera (2021, centenario della fondazione del PCC) e un paese “prospero, forte, democratico, avanzato culturalmente e armonioso (2049, centenario della fondazione della Repubblica), correggendo le distorsioni sociali ed economiche provocate da una cavalcata economica lunga 40 anni: consumi risicati, tassi di risparmio elevati, grande disuguaglianza regionale, un ceto medio urbano propenso a disaffezionarsi al Partito, tra gli altri problemi. Xi dimostra grande lucidità analitica quando nel suo discorso di apertura al 19° Congresso afferma che “la principale contraddizione che la società cinese affronta oggi è quella tra uno sviluppo squilibrato e insufficiente e la crescente domanda di benessere della popolazione” e che, a tal fine, la RPC ha bisogno di una “nuova visione di sviluppo”.

All’interno di questa cornice trovano spazio i c.d. “Quattro Principi Comprensivi” secondo i quali la leadership cinese dovrà lavora in modo integrato per:

  1. Costruire una società moderatamente prospera
  2. Intensificare le riforme
  3. Affermare lo stato di diritto
  4. Amministrare il partito rigidamente

L’obiettivo? Perseguire i “Quattro Grandi”:

  1. Confrontarsi con grandi sfide
  2. Costruire grandi progetti
  3. Promuovere grandi imprese
  4. Realizzare grandi sogni

Rivolgendosi al Partito, Xi ha ideato i c.d. “Quattro Principi della Fiducia in sé stessi”, secondo i quali il PCC dovrà confidare nel proprio cammino, nelle proprie teorie, nei propri sistemi, nella cultura del “Socialismo dalle caratteristiche cinesi”. Il ruolo del Partito è centrale nella riflessione di Xi poiché considerato l’unico soggetto capace di guidare il paese nelle acque profonde delle riforme strutturali da intraprendere. Un Partito che, quindi, si deve stringere attorno alle proprie strutture, alla propria storia, ai propri leader e alle proprie idee evitando “errori sovversivi”. Non a caso la prima delle raccomandazioni fatte da Xi al 19° Congresso è di “assicurare la leadership del Partito su tutti gli impegni di sviluppo”.

Nell’affermazione internazionale della RPC, un ruolo peculiare è conferito da Xi alle Forze Armate. Dal 2012 l’Esercito Popolare di Liberazione è stato oggetto di una riorganizzazione profonda ispirata a 3 obiettivi principali:

  1. Un miglioramento professionale del personale
  2. Una riorganizzazione dall’alto delle strutture per una maggiore efficienza e fedeltà
  3. Un maggiore impegno all’estero sia per le missioni internazionali di peacekeeping che per la sicurezza commerciale e dei propri investimenti

La chiusura del 19° Congresso del Partito Comunista Cinese darà le risposte alla domanda principale: il pensiero di Xi Jinping diventerà parte della dottrina del Partito e, quindi, dello Stato cinese? Il nome di Xi verrà accostato ai leader del passato, Mao e Deng? La leadership cinese del futuro si ispirerà ai principi e ai concetti elaborati in questi anni da Xi Jinping?