Illyrians to the Albanians – dagli Illiri agli Albanesi

In data 22 aprile 2015, ore 16:00, negli ambienti del Rettorato dell’Università “Sapienza” di Roma, Sala degli Organi Collegiali è stata svolta la presentazione del libro “Illyrians to the Albanians – dagli Illiri agli Albanesi” di S.E. Prof. Neritan Ceka, Ambasciatore della Repubblica d’Albania in Italia, Ordinario di Archeologia all’Università di Tirana. Promosso del Centro Studi, Alta Formazione e Ricerca Italo-Albanese del CEMAS Università “Sapienza” di Roma, grazie all’impegno profuso dai Proff. Antonello Biagini, Andrea Carteny, Ersi Bozheku, Gabriele Natalizia e la dott.ssa Ilda Kashami, l’evento ha visto la partecipazione, oltre che di esponenti di varie rappresentanze diplomatiche accreditate in Italia, anche di numerosi studenti italiani e albanesi che svolgono i propri studi universitari presso l’Università “Sapienza” di Roma.

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Nella presentazione il Prorettore per gli Affari Generali e Direttore del Centro di Ricerca Cooperazione con l’Eurasia, il Mediterraneo e l’Africa Sub-Sahariana (CEMAS) dell’Università Sapienza di Roma, Prof. Antonello Biagini ha sottolineato come il libro dell’ Amb. Ceka si propone quale strumento conoscitivo della storia delle popolazioni balcaniche di lingua albanese e delle loro radici “Iliriche”, con l’opera si contraddistingue per la combinazione illustrativa di scoperte archeologiche, avvenute in varie parti dell’Albania tra la fine dell’800, inizi del 900, fino a giorni nostri, con fonti storiche provenienti da scrittori greci, latini, veneziani che, di volta in volta, dall’antichità fino al rinascimento hanno raccontato episodi legati alla storia dei Balcani sudoccidentali ed in particolare delle popolazioni che abitavano quelle zone. Il tutto, all’interno di un quadro denso di contenuti ed informazioni, che l’autore analizza per dimostrare una continuità storico-culturale tra le popolazioni degli Illiri e gli odierni albanesi.

Anche il Prof. Andrea Carteny, Ricercatore, Aggregato di Storia dell’Europa Orientale, ha rimarcato come a seguito di una accurata indagine storica ed archeologica, il testo dia una risposta affermativa alla domanda da dove provengono gli albanesi, avvertendo il lettore della natura stessa del lavoro, ossia di un viaggio conoscitivo alle radici della storia e della civiltà di questo popolo, sottolineando come le origini della civiltà degli “arber”, antenati degli odierni “albanesi”, si trovano negli “iliri”. Tra le caratteristiche del libro evidenziate dal Prof. Carteny di particolare interesse è sicuramente quella che, dati storici e scoperte archeologiche alla mano, svela come alcune delle peculiarità proprie degli “Iliri” erano rinvenibili anche nelle comunità del sud dell’Albania e dell’Epiro e ciò sia perché la storia di questi territori, per come testimoniata anche dall’archeologia, è identica a quella del resto dell’Albania, sia in virtù del fatto che fin dall’antichità buona parte dell’Epiro è stata popolata da genti che parlavano lo stesso “idioma”. Come illustrato dal Prof. Carteny, secondo il Ceka, gli odierni albanesi non provengono da un unico ceppo “Ilir”, ma da diverse regioni abitate nell’antichità da questo popolo o comunque da comunità aventi una identità etnico-linguistica simile agli Iliri

Il Prof. Bozheku, infine, avvocato penalista, Associato di Diritto Penale e Direttore Esecutivo del Centro Studi, Alta Formazione e Ricerca Italo-Albanese del CEMAS Università “Sapienza” di Roma, si è soffermato sull’accuratezza dell’opera, sotto il profilo scientifico quanto metodologico. Un viaggio – come lo stesso lo definisce – che parte dalla storia, narrata nei classici di Erodotto, Virgilio, Plinio, Strabone,  che cerca e trova continue conferme nell’archeologia e nelle scoperte degli archeologi, per ritornare di nuovo e cristallizzarsi in storia nel testo dell’Amb. Ceka.

S.E. Prof. Ceka, Ordinario di Archeologia, Ambasciatore della Repubblica d’Albania in Italia, infine, attraverso documenti ed illustrazioni fotografiche delle scoperte archeologiche, gran parte dallo stesso realizzate in loco, ha espletato un breve ma esaustivo quadro di quella che lui stesso a definito “un libro autobiografico” che accoglie in sé una vita (quella dell’Autore) dedicata all’archeologia. Oltre ad offrire un panorama sulla storia dell’archeologia in Albania, S.E. ma sottolineato l’importanza dei ritrovamenti effettuati dagli archeologici albanesi e non solo in oltre cento anni di ricerche. Egli si è soffermato in particolare sul fondamentale contributo offerto dagli archeologi italiani come Luigi Ugolini, negli anni ’30 del secolo scorso e su alcune scoperte di grande interesse espletate da diversi archeologi, tra cui padre dello stesso, Hasan Ceka, considerato il padre fondatore dell’archeologia, intesa come scienza, in Albania. Sono state, poi, illustrate le sensazionali scoperte fatte a Durrazzo, Korce, Kolonje con la scoperta di una serie di città “Ilir” come Amantia, Lisi, Selca, Apollonia, Antigona, Dimali, Bylis, Foenika. Butrot,  ecc., ove i scavi archeologici hanno portato alla luce basiliche, oggetti in ceramica, tombe, statue, colonne, monete, utensili, armi da guerra, fondamentali per l’avvio di importanti studi sulla genesi degli Iliri, la loro scultura, l’architettura, il sistema istituzionale e militare ecc..

Il testo, di pregevole valore sia per la qualità di ricerca che la densità di contenuti, si può trovare presso gli ambienti dell’ambasciata della Repubblica d’Albania in Roma, via Asmara 5, ovvero è consultabile presso la biblioteca del Centro di Ricerca Cooperazione con l’Eurasia, il Mediterraneo e l’Africa Sub-Sahariana (CEMAS) dell’Università Sapienza di Roma, sita nell’ambienti dell’Università in piazza Aldo Moro 6, Roma.