Il Vaticano promuove da tempo i valori intangibili. Ma è possibile misurarli?

Il più importante cambio di paradigma di questo secolo, il vero e proprio segno distintivo del nostro modo di intendere la nuova società odierna, è che il “valore totale” rappresenta non soltanto il “valore finanziario” ma anche il “valore sociale”.

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Fonte originale dell’articolo: http://www.zenit.org/en/articles/the-vatican-has-long-promoted-intangible-values-can-they-be-measured

È quanto afferma il professor Olinga Ta’eed, che è alla ricerca di una nuova valuta per i valori intangibili.

Dato che il dollaro è la valuta del valore finanziario, la ricerca punta a sviluppare una valuta per il valore sociale – chiamata Impatto Sociale.

Il professor Ta’eed è noto per aver inventato il metodo di misurazione dell’impatto sociale più rapidamente adottato in tutto il mondo, il “Rapporto degli Utili Sociali” (S/E, Social Earnings Ratio), uno strumento che aiuta le istituzioni a misurare l’impatto sociale delle loro azioni operando una comparazione tra privato, pubblico, terzo settore e comunità.

Lo scorso mese di giugno, ZENIT è stata la prima agenzia di stampa a intervistare Ta’eed sul legame che sussiste tra la motivazione che spinge a fare soldi e quella che spinge a ridurre la povertà.

Nei giorni precedenti all’intervista, aveva partecipato come oratore a una conferenza tenutasi a Roma, dal titolo “Povertà e bene comune: porre ‘l’opzione preferenziale per i poveri’ a servizio della dignità umana”  (“Poverty and the common good: putting the ‘preferential option for the poor’ at the service of human dignity”), organizzata dall’Istituto Dignitatis Humanae (DHI), una piattaforma di discussione e confronto a favore della vita. Tra i relatori vi erano anche alti funzionari del Vaticano ed esponenti di spicco del panorama politico, mediatico ed economico.

Nel suo discorso, aveva descritto il “Rapporto degli Utili Sociali” (S/E) come “la scala metrica dell’impatto sociale più rapidamente adottata al mondo”, ma da allora il suo lavoro è sempre stato etichettato in termini biblici come “la Metrica di Dio” ed egli stesso è stato chiamato “l’Angelo del Valore Sociale”. Siamo tornati da lui a chiedergli come mai; gli abbiamo domandato se ritenga appropriato questo titolo e quali passi avanti abbia compiuto il suo lavoro.

Il Rapporto degli Utili Sociali fa da corollario alla metrica basata unicamente su un indicatore di tipo finanziario, il Rapporto Prezzo/Utili (P/E, Price Earnings Ratio), e i due valori insieme forniscono con estrema chiarezza il valore totale di qualsiasi organizzazione.

“La misurazione del valore finanziario è stata stabilita molto prima della venuta di Gesù Cristo, e in tempi odierni è stata tradotta nei tangibili e coerenti Principi di Contabilità Generalmente Accettati (ad esempio negli Stati Uniti ‘US GAP’, nel Regno Unito ‘UK GAP’, dove GAP sta per Generally Accounting Principles)” ha comunicato il professore a ZENIT.

“Ma il Vaticano promuove da tempo i valori intangibili come amore, felicità, pace, benessere, carità, generosità… Come possiamo misurarli?” ha continuato. “Forse la prima domanda che dobbiamo porci è perché abbiamo la necessità di farlo, qual è la motivazione che spinge questa ricerca universale, ed è forse un’eresia pensare di misurarli?”

Olinga Ta’eed è alla testa di questa ricerca di uno standard che permetta di misurare e analizzare i valori intangibili della vita. Il processo si manifesta nelle iniziative sociali e nel servizio sociale.

Considerato un’autorità in fatto di innovazione sociale, Ta’eed è a capo di una squadra internazionale che si pone come obiettivo di stilare entro il 2020 una relazione annuale sul valore sociale di un miliardo di organizzazioni. Inoltre egli fornisce consulenza sull’impatto degli investimenti alla Big Society del Regno Unito, quella serie di organizzazioni dei cittadini che secondo alcune fonti mediatiche sarebbe alla base di tutte le azioni del governo.”

Nel novembre del 2014, l’imprenditore attivista, che ha lavorato in più di 50 Paesi, è stato nominato a Bruxelles presidente del progetto UE SEiSMiC per il Valore Sociale, che si prefigge di risolvere i problemi sociali nelle aree urbane europee per mezzo dell’innovazione nel sociale. Accettando l’incarico e la responsabilità che ne deriva, Ta’eed ha nominato a Roma un caporedattore per l’Europa, Raisa Ambros, per la pubblicazione del Journal of Social Value (Giornale del Valore Sociale), e mira tenere a marzo 2015 la prima di dieci conferenze che avranno luogo a Londra.

Attualmente, poiché in tutta Europa vi è un’alta richiesta per le sue soluzioni, Ta’eed ha in programma di lanciare progetti pilota in altre nazioni europee come fase preliminare che porterà poi all’estensione più ampia del progetto a ottobre 2015, avendo già stretto accordi a livello governativo con due nazioni.

“Dio non è misurabile, né lo sono i suoi attributi” ma Ta’eed sostiene che “se vogliamo soluzioni sostenibili, allora è necessario trattare la questione della misurazione degli intangibili con tanta fermezza e serietà quanta ne usiamo per i valori finanziari.”

A causa della loro stessa natura, spiega Ta’eed, questi intangibili non sono facili da individuare.

Papa Francesco, ad esempio, in un discorso recente a proposito della schiavitù, ha affermato “Nella nostra città ci sono persone che commettono sacrifici umani, uccidendo la dignità di questi uomini e queste donne, queste ragazze e questi ragazzi che sono sottoposti a tale trattamento, alla schiavitù. Non possiamo restare calmi.”

Detto ciò, Ta’eed si chiede: “Quindi da che punto in poi la degradazione della libertà può essere categorizzata con quella parola altamente densa di significato, ‘schiavitù’?”

“Dopo tutto,” continua ,”i quadri legislativi attuali, nel creare Valore Sociale, Salute e Benessere, Schiavitù Moderna, Responsabilità Sociale di Impresa, Benessere degli Animali, etc., richiedono dati numerici non solo per assicurare l’adempimento ma per fornire anche tabelle di gestione per il monitoraggio dei progressi compiuti.”

“Ovviamente il concetto della “Teoria del Tutto” – il titolo del film uscito di recente che narra la vita di Stephen Hawking, un membro a vita della Pontificia Accademia delle Scienze, è il coinvolgente concetto scientifico del riuscire a capire tutto ciò che non sappiamo del nostro mondo.”

“Teoria a parte, comunque,” aggiunge, “la massima è che ‘ciò che viene misurato viene fatto’ e che per poter tradurre i buoni insegnamenti di Gesù Cristo in obiettivi raggiungibili abbiamo bisogno di strumenti di legislazione, governo e gestione che possono ottenere risultati su larga scala solo se siamo in grado di misurare facilmente tali risultati.”

“La misurazione dei concetti intangibili ed effimeri soggiacenti è diventata un ostacolo alla nostra capacità di cambiare il mondo, e vi è quindi la necessità di piattaforme informatiche che possano farlo in modo rapido, economico ed efficiente,” spiega il professore.

Ta’eed cita un esempio semplice, affermando: “Non possiamo misurare l’amore, ma possiamo misurare gli indicatori dell’amore.”

Dichiara a ZENIT: “Un collega di recente mi ha raccontato di come il marito di sua sorella esprima il suo amore per lei portandole campioni di latte da ogni viaggio che fa. Altre coppie spesso esprimono il proprio amore a seconda della misura dell’anello di fidanzamento, altre ancora lo esprimono attraverso la soddisfazione fisica. Non possiamo misurare l’amore, ma possiamo misurare gli indicatori dell’amore. Non vi è un modo giusto o sbagliato – ma la metrica deve essere in grado di analizzare tutti gli indicatori validi e operare una comparazione equa e obiettiva.”

Da quando l’abbiamo incontrato a giugno, Ta’eed è stato incaricato di includere schiavitù (trasparenza nelle catene di fornitura), violenza domestica, salute e benessere, benessere degli animali e arte nella sua metrica S/E a unità di misura singola, in più rispetto a quanto ha già misurato, tra cui ambiente, finanza, popolazione, iperlocalizzazione, scarto retributivo ed evasione fiscale; la lista degli intangibili sembra essere infinita.

Un mese più tardi, ha raggiunto accordi di principio con ben 40 organizzazioni, che rappresentano un budget dedicato agli appalti di 7 miliardi di euro, desiderose di mettere in pratica il programma, in un momento in cui gli enti pubblici in tutto il mondo vivono un clima di tensione.

Questi risultati sono stati ottenuti senza un sito web, senza campagna pubblicitaria e senza un personale dedicato a tale scopo. Rispetto ad allora, è stato assunto personale a tempo pieno e a tempo parziale. Cominciando con 12 progetti pilota nel Regno Unito a gennaio 2015, Ta’eed ha finanziato personalmente il programma, ma punta a raccogliere 3 milioni di euro per portare l’impresa sociale a livello internazionale.

Inoltre, ha comunicato che per il 2015 sono in programma numerosi sviluppi.

“La nostra capacità di misurazione degli intangibili all’interno del valore sociale è ancora sul nascere, ma con il nuovo impulso dato finalmente dalla legislazione e dagli appalti, sta mantenendo le promesse che ci aveva fatto più di vent’anni fa – di portare soluzioni per l’innovazione sociale che siano reali, sostenibili e misurabili, e che portino sollievo alle condizioni di degrado che colpiscono gli esseri umani. Segna l’alba di una nuova era che si spera possa durare a lungo,” ha affermato Ta’eed, sottolineando che sta già sperimentando le applicazioni dei consumatori.

“La domanda che dobbiamo porci,” sostiene, “è se questa metodologia sia giustificabile a livello morale, o se in qualche modo sia fonte di degrado per il messaggio spirituale che tutti abbiamo promosso in termini molto più vaghi.”

Ta’eed pensa che sia vero il contrario, sostiene infatti che questa metodologia rafforzi il messaggio di Dio.

Afferma: “Non si tratta di Dio, ma solamente di un indicatore degli attributi spirituali che tutti dovremmo prefiggerci.”

“La mia prova del nove è semplice. A un bambino che soffre non interessano le motivazioni etiche, il bimbo o la bimba vuole soltanto sollievo. Io mi concentro sul risultato finale.”

Nonostante dica di essere in pensione, Ta’eed porta avanti il suo programma di valore sociale con lo stesso fervore di ogni missionario, eppure sostiene che il suo vero lavoro sia quello di occuparsi della sua figlia adulta durante la settimana e di fornire assistenza in caso di emergenza tenendo in affido durante i fine settimana i bambini adottati che si trovano in situazione di crisi con le proprie famiglie di adozione.