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Rubriche#USA2024Il ruolo dei “Super PAC” nella politica americana

Il ruolo dei “Super PAC” nella politica americana

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In prossimità di ogni tornata elettorale le questioni legate ai finanziamenti dei candidati alla Presidenza tornano a ricoprire una posizione centrale all’interno del dibattito politico statunitense, evidenziando una serie di criticità e problematiche non da poco. Per spiegare al meglio l’intricato rapporto che intercorre tra la politica e il denaro, in questo articolo parleremo delle organizzazioni che fanno da protagonista in tema di finanziamenti elettorali: “PAC” e “Super PAC”.

Cosa sono i “PAC”?

Innanzitutto, bisogna sapere che la legge americana impone che ogni candidato alla Presidenza capace di raccogliere più di 5000$ per la propria campagna elettorale debba registrarsi alla “Federal Election Commission”, nominando anche un comitato volto a gestire e coordinare i fondi che vengono raccolti dalle organizzazioni chiamate “Political Action Committee”, abbreviate “PAC”.

Il ruolo dei “PAC”, quindi, è quello di sostenere economicamente la campagna elettorale di un determinato candidato racimolando donazioni principalmente da cittadini e sindacati.

Queste organizzazioni sono fortemente regolamentate e devono adempiere a vari obblighi imposti dalla legge federale statunitense: innanzitutto, le somme di denaro raccolto devono essere comunicate in modo trasparente alla FEC, specificando anche il nominativo dei donatori; inoltre l’ordinamento giuridico americano impone un limite massimo ai fondi raccoglibili da un singolo comitato 

Tali norme hanno lo scopo di uniformare i finanziamenti alle campagne elettorali di tutti i candidati, cercando, così, di agevolare anche quei concorrenti che non dispongono di elevati mezzi monetari: ad esempio, a livello locale, i PAC che raccolgono le donazioni dei cittadini possono offrire maggiori opportunità a politici emergenti e giovani che lavorano a contatto con la comunità.

Tuttavia, dopo la sentenza della Corte Suprema Citizens United v. FEC del 2010, l’influenza dei finanziamenti politici è cresciuta esponenzialmente. Parallelamente ai PAC sono nate delle ulteriori organizzazioni chiamate “Super PAC” che hanno radicalmente mutato il rapporto tra il denaro e la politica.

“Super PAC”: sempre più influenti e sempre più discussi

I Super PAC sono delle organizzazioni volte a supportare dei candidati politici, ma che, a differenza dei PAC, non possono donare direttamente ai comitati delle campagne elettorali; bensì possono raccogliere da chiunque soggetto, anche da multinazionali e filantropi, e spendere qualsiasi cifra per sostenerle indirettamente.

In altre parole, i Super PAC devono rimanere formalmente indipendenti dal politico che supportano, ciò significa che la gestione del comitato deve essere affidata a figure esterne non in conflitto di interessi con il candidato, il quale non può in alcun modo influenzare le azioni dell’organizzazione.

Il problema principale di questa normativa è il seguente: è molto difficile definire il concetto di indipendenza del Super PAC. In primis, dal punto di vista ideologico vige una relazione molto forte con il candidato, visto che in base ai temi trattati e allo stile comunicativo, è possibile distinguere facilmente quelli a favore dei democratici da quelli repubblicani. Inoltre, poiché lo scopo di queste organizzazioni consiste nel supportare un determinato concorrente, inevitabilmente le azioni dei Super PAC sono strettamente legate alle idee, alle proposte e proprio alla figura del candidato in questione.

Un’altra criticità del sistema è rappresentata dai “dark money”, ovvero i fondi raccolti dalle organizzazioni no-profit che non devono essere necessariamente dichiarati alla FEC; questa mancanza di trasparenza ha contribuito in maniera sleale al finanziamento di campagne elettorali, violando in certi casi il principio di indipendenza o dando luogo ad episodi fraudolenti.

Per citarne uno, nel 2020 un ente non profit chiamato Blue Lives Matter, il cui presunto scopo era quello di promuovere la sicurezza dei poliziotti americani a seguito delle proteste “Black Lives Matter”, al posto di donare il ricavato ai vari dipartimenti di polizia, ha devoluto tutti i contributi ad un controverso Super PAC, ovvero “Law Enforcement for Safer America”, che ha utilizzato i fondi per supportare la campagna elettorale di Trump, oltre che per sanare le proprie passività. 

Evidentemente, la mancanza di un’adeguata regolamentazione, tra le altre cose, ha fatto sì che dal 2010 in poi il numero di Super PAC aumentasse notevolmente elezione dopo elezione, basti pensare che nel 2012 il numero di essi ammontava a 1275, mentre oggigiorno sono oltre 2100. In questi dodici anni anche il totale di denaro raccolto è cresciuto passando da poco più di 800 milioni di dollari fino a quasi un miliardo e mezzo.

Gran parte dei fondi vengono impiegati per sviluppare prodotti pubblicitari, come spot televisivi, radiofonici e altre forme di advertising molto più semplici come gadget o volantini, a favore o contro di certe cause e/o candidati. Ricordiamo, infatti, che l’organizzazione non profit e conservatrice Citizens United che vinse la causa contro la FEC nel 2010, ottenne il consenso a pubblicare un documentario contro la figura e le idee di Hilary Clinton in modo palese e quasi diffamatorio. Non a caso, un’altra critica molto frequente a tali organizzazioni è quella di sottostare a poche imposizioni o limiti riguardanti al modo in cui operano.

USA 2024 e Super PAC

Fino ad ora il totale speso dai Super PAC durante questa campagna elettorale ammonta a oltre 400 milioni di dollari, di cui la maggior parte sono stati utilizzati per finanziare le cause repubblicane o quanto meno conservatrici. Tuttavia, molti dei fondi a sostegno dei democratici che sono stati raccolti, devono essere ancora concretamente spesi; quindi, è sbagliato affermare che il GOP tragga maggiore beneficio da questo sistema. 

È pur vero, però, che solo a maggio, le organizzazioni pro-Trump hanno racimolato più di 70 milioni di dollari con l’intenzione di spenderne altrettanti durante l’estate negli Stati in bilico e in quelli in cui Trump perse nel 2020, come Pennsylvania, Georgia, Nevada e Arizona. Molti analisti politici americani fino a qualche settimana fa pensavano che il supporto al Tycoon sarebbe diminuito dopo la condanna per il caso Stormy Daniels; invece si è avverato l’esatto opposto: sono stati fondati nuovi Super PAC, tra cui quello di Miriam Adelson, miliardaria che, nella precedente tornata elettorale, sborsò oltre 90 milioni di dollari.

Concentrandoci ora sui democratici, essi dal punto di vista finanziario sono leggermente avvantaggiati visto che possono contare su un investimento di oltre 250 milioni da parte di un Super PAC la cui strategia è quella di ideare spot televisivi e contenuti social per dare visibilità alla Convention del Partito e per convincere gli elettori indecisi nei swing states, da lanciare poco prima delle elezioni. 

Nel frattempo, altri Super PAC hanno raccolto discrete somme e stanno cercando di convincere la fascia degli elettori dai 18 ai 30 anni a votare per Biden sfruttando anche la visibilità e l’influenza di alcune celebrità di Hollywood.

I problemi del sistema Super PAC

Al di là dell’aspetto monetario, per quanto esso sia importante, il vero potere di questi comitati formalmente indipendenti è quello comunicativo: le loro iniziative possono influenzare il voto degli americani, in modo molto più efficace e mirato di quanto non possa fare un candidato, un politico o l’intero Partito.

Oltre a ciò, i limiti imposti dalla legge non sono abbastanza per arginare questo fenomeno, anzi, permettono ai Super PAC di ottenere sempre più peso politico, di fatto trasformandosi in dei veri e propri organi politici, abusati da membri del congresso e senatori per mantenere la loro leadership, o addirittura per ottenere incarichi prestigiosi: Kevin McCarthy, ex speaker della Camera, è riuscito ad ottenere proprio quell’incarico grazie ad una fitta rete di interessi tra lobby e Super PAC. 

Alla luce di quanto detto, risulta evidente che il sistema americano dei finanziamenti elettorali presenti varie problematiche che la politica non è riuscita (o non ha voluto) a risolvere, legando sempre di più candidati e Partiti a interessi economici più che politici ed indebolendo il processo democratico.

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