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TematicheMedio Oriente e Nord AfricaIl Partito Sociale Nazionalista Sirano nella Guerra Civile Siriana

Il Partito Sociale Nazionalista Sirano nella Guerra Civile Siriana

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Il Partito Sociale Nazionale Siriano (PSNS) fa parlare ancora di sé.Nato nel 1932 in risposta all’istituzione delle tutele mandatarie in Libano (1920-1943) e in Siria (1920-1946), dopo la caduta dell’Impero Ottomano avvenuta alla fine della Prima Guerra Mondiale, è passato attraverso la formazione di due Stati-nazioni indipendenti e separati, Repubblica del Libano e Repubblica araba di Siria e le rispettive guerre civili. Oggi è uno dei principali attori nella guerra civile siriana.

Il Partito Sociale Nazionale Siriano

Il Partito Sociale Nazionale Siriano (PSNS), attualmente uno degli attori più attivi nella guerra civile siriana, ha partecipato e continua a partecipare attivamente, alternando fasi di clandestinità a fasi di legalità, alla vita politica Libanese e Siriana. Fondato nel 1932 da Antun Saadé, il Partito Sociale Nazionale Siriano si definisce ‘nazionalista siriano’: infatti inneggia alla riunificazione della Grande Siria nei suoi confini naturali – Siria, Libano, Israele, Palestina, Giordania, la parte ovest dell’Iraq, la parte sud della Turchia e l’isola di Cipro- attraverso la formazione di uno stato laico unitario e transnazionale. Tre sono i suoi principi fondamentali: la riforma radicale della società attraverso la sua secolarizzazione, la disciplina autoritaria e la realizzazione della Grande Siria.

Attualmente il PSNS ha una diffusione territoriale differenziata. Non esiste più nei Territori Palestinesi, in Irak non ha mai realmente trovato una base sociale, mentre in Giordania, nonostante faccia parte della coalizione I’tilaf, solo a partire dalla crisi siriana del 2012 ha potuto realmente reclutare membri.

Il partito si è impegnato a più riprese in una taqiyya (dissimulazione) di natura ideologica, adottando molteplici ‘sovraidentità’ ovvero il pansirianismo pragmatico, il patriottismo locale, la retorica di sinistra fino ad arrivare al panarabismo. Il PSNS in Siria è diviso in tre rami – PSNS Centrale, PSNS Intifada e l’ Ala di Rinascimento Nazionale Sociale – e la guerra e le realtà miliziane hanno dato nuovo vigore alle due correnti principali.

Il Partito e la Guerra Civile

A fronte delle prime manifestazioni popolari del marzo 2011, onda lunga delle Primavere Arabe, il PSNS si è diviso sull’atteggiamento da tenere con il regime. Dall’inizio dei disordini in Siria, nessun membro PSNS centrale ha partecipato alle manifestazioni contro il regime, organizzando persino delle contro-manifestazioni pro Asad, alzando bandiere siriane e pubblicizzando degli eventi pubblici nei qual sostenevano il governo siriano e l’esercito siriano. Al contrario il PSNS Intifada, scese in piazza per manifestare invocando la caduta del regime.

Il PSNS centrale fa da riferimento alla milizia delle Aquile del Tornado che dal 2012 collabora attivamente con l’Esercito regolare siriano negli scontri contro i ribelli al regime e le forze jihadiste intervenute nel conflitto Siriano. I membri del partito, libanesi e siriani, di tutte le fedi, sul campo nelle operazioni militari sono stimati a 80000, distribuiti nei distretti di Home, Idlib, Aleppo, Lattaquiè, Suwayda e nella periferia di Damasco.

Fedele alla dottrina di Saadé il PSNS si trova a combattere affianco di un regime, quello di Bachar al-Asad, per evitare con la sua caduta il protrarsi della guerra e la ‘libanizzazione’ della Siria. La guerra civile siriana, infatti, è interpretata dai membri del partito come un tentativo di dividere non solo la Siria ma l’Iraq e il Libano lungo linee etnico-settarie.

Hassan Sakr, capo del dipartimento per gli affari esteri del Partito riferisce che “la guerra in Siria non è una lotta tra il governo e l’opposizione, ma piuttosto una guerra contro la Siria stessa, che divide il paese e lo fa tornare al Medio Evo”[1].

Il regime, molto indebolito ha affidato, al braccio armato del PSNS, come ad altre milizie alleate, la sicurezza di alcune città dopo che sono stati cacciati i ribelli oppositori al regime. Lungo le strade principali di tutte le città in cui la milizia del PSNS ha combattuto e vinto sono appese bandiere del partito e attaccati al muro poster che inneggiano al partito e rappresentano i martiri che hanno perso la vita combattendo.

Oggi il PSNS non ha solo uno stretto rapporto con Assad, ma anche con il partito Ba’ath, concordando con la visione reciproca per la Siria, che attualmente è orientata a stabilizzare lo stato siriano e la coesione della società siriana. Il partito è anche in una posizione di forza negoziando accordi di riconciliazione con i ribelli attraverso il ministero di Ali Haidar, leader del partito e ministro della riconciliazione.

Di recente, inoltre, una delegazione composta da tre membri del SSNP ha tenuto colloqui con il viceministro degli esteri russo Mikhail Bogdanov a Mosca. Ali Haidar ha lavorato a stretto contatto con il Centro di coordinamento russo di Hmeimim come una squadra, per rafforzare le riconciliazioni locali in tutta la Siria. Tanto che dei combattenti delle Aquile del Tornado hanno ricevuto medaglie d’eccellenza dal Ministero della Difesa russo. Ulteriori prove della crescente alleanza tra l’SSNP e un altro potere con influenza sugli affari della Siria, come la crescente amicizia con Hezbollah.

Comprendendo l’amicizia intima delle parti con Hezbollah (che in tal modo tiene conto in Iran), e ora la Russia nell’equazione, oltre ad agli alleati interni, il Partito Socialista Siriano (SSNP) si trova in una posizione favorevole durante questo momento critico della storia della Siria.

 

Corsi Online

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