Il nuovo Primo Ministro giapponese: la fine di Abenomics?

A seguito delle dimissioni di Shinzo Abe, che ricopriva la carica dal 2012, avvenute il 28 agosto di quest’anno, Yoshihide Suga è stato dichiarato vincitore alle primarie dei Liberal Democratici e successivamente, il 16 settembre, nominato Primo Ministro nipponico.

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Chi è Shinzo Abe? E in cosa consiste l’Abenomics?

Membro di un’importante famiglia di politici, a differenza del suo successore, studente di scienze politiche presso l’University of Southern California, finisce sotto la luce dei riflettori per la prima volta nel 2002, quando gestisce le relazioni con la Corea del Nord, che dichiarava di aver rapito 13 cittadini giapponesi tra il 1970 e il 1980. Nel 2003 diventa segretario del partito e nel 2006 succede all’allora primo ministro Koizumi Junichiro, il quale viene costretto alle dimissioni dallo stesso partito, a causa di regole interne relative alla durata dei mandati. Il primo mandato di Shinzo Abe finisce nel 2007. Nel 2012 viene nuovamente eletto a capo del partito; a dicembre di quello stesso anno, i Liberal Democratici ottengono la maggioranza in parlamento ed eleggono nuovamente Abe come Primo Ministro. Il pacchetto di riforme volute dl nuovo governo prende, appunto, il nome di Abenomics. Si basa su tre importanti pilastri: a) politica monetaria e b) fiscale espansiva e c) riforme strutturali, quali, ad esempio, liberalizzazione del lavoro e incentivi all’immigrazione. Queste tre “frecce”, come sono state chiamate dalla stampa, dell’Abenomics sono state scagliate contro due decenni di stagnazione economica e gli effetti di questo pacchetto di riforme è ancora discusso.

Quali sono le intenzioni del successore di Shinzo Abe?

La maggior parte della stampa internazionale è incline a considerare Yoshihide Suga come una naturale continuazione delle politiche di Abe e, quindi, dell’Abenomics. D’altronde, lo stesso Primo Ministro Suga parrebbe non appartenere ad alcuna corrente di partito, anzi, sembrerebbe essere il nome che abbia messo d’accordo tutti i leader Liberal Democratici. Quindi, il nuovo premier non sembrerebbe essere, al momento, una figura in rottura col passato, sebbene il suo background sia in totale contrapposizione con quello del suo predecessore. Figlio di un agricoltore e di una maestra, secondo il Vicerettore della Hokkaido University, Kazuto Suzuki, Suga deve ricominciare da zero per quanto riguarda la politica estera. “È uno sconosciuto”, in confronto alla capacità diplomatica di Shinzo Abe, così ha dichiarato Kazuto Suzuki in un’intervista alla CNN. E non è solo la politica estera una problematica prioritaria. Molti analisti si chiedono quale possa essere il ruolo giocato da Suga non solo nel tirare fuori solo il Giappone dalla crisi sanitaria, ma anche nel condurre il partito nelle eventuali elezioni che, nonostante siano previste per ottobre 2021, potrebbero anche essere anticipate per poter meglio gestire i Giochi Olimpici e Paraolimpici di Tokyo 2020, spostati di un anno a causa dell’emergenza sanitaria. La situazione per il nuovo capo del governo non appare affatto rosea. Gravato da una pesante eredità, quella di Shinzo Abe, il più giovane e il più longevo Primo Ministro nella storia del paese e rampollo di una famiglia con una lunga tradizione politica (nipote di ben due ex Primi Ministri), alle prese con un Giappone, ma come anche il resto del mondo, in ginocchio a causa del Covid-19, in uno contesto internazionale sconvolto da cambiamenti epocali (gli USA di Trump e la Cina di Xi Jinping), Yoshihide Suga sarà all’altezza della situazione?