Il nuovo libro di Alessandro Ricci: “La geografia dell’incertezza e la crisi di un modello”

Su incertezza e globalizzazione, riflette Alessandro Ricci nelle 236 pagine del suo nuovo libro, per comprendere meglio il mondo in cui viviamo.

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Tant’è vero che l’analisi economica non contrasta con quella geografica, neanche con quella storica o filosofica o scientifica. Questa crisi o meglio instabilità, che colpisce anche la sfera finanziaria e che ha caratterizzato un po’ tutta l’età moderna non ha risparmiato neanche il mondo attuale, travalicando così qualsiasi confine nazionale. La chiave di lettura dell’interessante volume di Alessandro Ricci sta sì nel titolo: La geografia dell’incertezza, ma soprattutto nel sottotitolo: Crisi di un modello e della sua rappresentazione in età moderna, ovvero quanto incidono le ripercussioni sulla società e sulla politica internazionale a partire dalla primissima modernità e dall’estensione ideale e fattuale dell’Europa al resto del mondo, concependo il globo nelle sue reali estensioni geografiche.

Non possiamo parlare di economia politica se non nell’ottica di una trasformazione sociale e quindi di globalizzazione nel contesto geografico.  Infatti, l’autore guarda la tematica da una prospettiva geografica (svolge attività di ricerca e docenza all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata) collegandola con la “prima apertura europea agli spazi globali”, e provando a “identificare il passaggio dal mondo medievale a quello moderno come una prima manifestazione dell’incertezza in geografia”.

“Nel libro si mostra che per risolvere il problema della certezza e dell’incertezza si è dapprima cercato di farlo cartografando la realtà, – scrive nella sua prefazione  Franco Farinelli –  capendo però alla fine che tutto questo aveva lanciato sul territorio il vero problema: l’impossibilità di riprodurre la realtà sociale rispetto ai modelli cartesiani. La genealogia della cultura moderna è tutta presente in questo passaggio.”

Dalla scoperta dell’America al pensiero di Machiavelli, fortemente intriso di incertezza geopolitica, fino alla visione cartografica medievale, passando per il pensiero religioso e della Chiesa dell’epoca, è questo il cammino storico, geografico elaborato da Alessandro Ricci. E alla domanda che si pone a conclusione di questo avvincente saggio: Esiste davvero una geografia dell’incertezza?  La sua risposta è alquanto convincente: “Dall’Evo all’epoca, dalla stabilità (ciò che sta) all’instabilità, dalla certezza all’incertezza: questo è sembrato essere il destino della storia dell’uomo, che vale tanto nella sfera individuale quanto in quella geografica, e che sembra ripresentarsi di epoca in epoca, di momento storico in momento storico”. 

Si sa, è l’uomo che fa la storia, con i corsi e ricorsi di vichiana memoria, ma è guardando alle mappe geografiche contemporanee che Alessandro Ricci ravvisa la presenza di un “senso della globalizzazione interrotta”.

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