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Il G7 dei Trasporti: la mobilità di un mondo in continua evoluzione

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Tre giorni di confronto su temi rilevanti e sulle iniziative politiche per promuovere infrastrutture più moderne, efficienti e sostenibili, capaci di assicurare la continuità dei sistemi di trasporti ed il diritto alla mobilità individuale e collettiva. In questa cornice progettuale, si è svolta la riunione del G7 dedicato a questi ed altri argomenti.

All’evento svoltosi al Palazzo Reale di Milano dall’11 al 13 aprile, presieduto dal vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, hanno partecipato i ministri Pablo Rodriguez (Canada), Patrice Vergriete (Francia), Volker Wissing (Germania), Tetsuo Saito (Giappone), Mark Harper (Regno Unito), e il vice segretario ai Trasporti Polly Trottenberg (Stati Uniti). Unitamente a loro sono intervenuti anche la Commissaria europea per i Trasporti Adina Valean e il Segretario Generale dell’International Transport Forum Young Tae Kim, oltre al ministro delle Infrastrutture ucraino Oleksandr Kubrakov.

Le dichiarazioni conclusive hanno focalizzato l’attenzione sui delicati argomenti affrontati nel corso delle diverse sessioni, in particolare sul ruolo fondamentale degli investimenti strategici, finalizzati ad aumentare la sostenibilità e la resilienza di tutti i modi di trasporto. In questo senso programmi come il G7 Partnership for Global Infrastructure and Investment (PGII) intendono precisamente garantire l’affidabilità, l’efficienza e la resistenza agli shock dei sistemi di trasporto. Proprio rispetto a questo tema è stata sottolineata la necessità di effettuare delle valutazioni periodiche sulla vulnerabilità dei sistemi, delle infrastrutture fisiche e dei servizi di trasporto, con particolare riguardo alle catastrofi provocate dai cambiamenti climatici, sviluppando dei veri e propri disaster recovery che tengano conto dei rischi climatici e di altro tipo.

Un momento importante è stato quello che dedicato alla cooperazione con l’Ucraina. Infatti, insieme con il ministro Kubrakov, è stata ribadita l’importanza di ricostruire i sistemi di trasporto distrutti dalla guerra di aggressione della Russia. Lavori al centro di un tavolo di confronto cui hanno partecipato per l’Italia, tra gli altri, Fincantieri e Leonardo, così come Iveco, i costruttori Trevi, Pizzarotti, Mapei, i concessionari Autostrade per l’Italia e il gruppo Toto. Presenti gli enti Enac e Enav, l’azienda dei trasporti milanesi (ATM) e il Gruppo FS. Oltre a favorire l’economia ed il benessere dei suoi cittadini, sarà cruciale ripristinare la connettività del Paese con i trasporti internazionali, integrando i porti ucraini ricostruiti nei Green Maritime Corridor, recando in tal modo un notevole beneficio a tutto il commercio globale oltreché alle catene di approvvigionamento. A questo delicato argomento è stata dedicata parte della ministeriale, sottolineando l’importanza di migliorare l’efficienza operativa e l’attrattiva economica di alcuni corridoi trasportistici come quello transcaspico (corridoio centrale), il corridoio Lobito e altri corridoi economici sviluppati nell’ambito del G7 PGII.

Durante la giornata del 13 aprile dedicata proprio alla connettività marittima, il Presidente della Camera Internazionale dello Shipping (ICS), Emanuele Grimaldi, ha ribadito la necessità di difendere la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, minacciata dagli attacchi degli Houthi, già responsabili di sequestri, come nel caso dei 25 membri dell’equipaggio della nave mercantile Galaxy Leader e dell’uccisione di tre marittimi in seguito all’attacco missilistico contro la nave True Confidence. In questa prospettiva sono state molto apprezzate sia l’operazione marittima dell’UE “Aspides” che la “Prosperity Guardian” guidata dagli Stati Uniti per proteggere queste rotte cruciali per il commercio dell’Unione europea e segnatamente dell’Italia.

Per garantire la connettività di fronte ad una crescente instabilità globale, nel documento finale, si è fatta menzione della decisione di istituire un tavolo permanente con i relativi contributi economici dei diversi Paesi. Altro momento centrale è stato poi quello dedicato alla transizione verso trasporti a zero emissioni nette. Da questo punto di vista già il G7 dello scorso anno si era espresso in difesa dei biocarburanti, mettendoli sullo stesso piano degli e-fuel. I ministri hanno riconosciuto come la transizione debba essere socialmente ed economicamente giusta, conveniente e soprattutto efficiente, basata sui risultati e neutrale dal punto di vista tecnologico. Proprio perciò rivestiranno un ruolo centrale gli investimenti in infrastrutture per veicoli a zero e basse emissioni, nelle infrastrutture di ricarica e nei carburanti alternativi oltreché nella fornitura di carburanti rinnovabili e sostenibili, a patto che questi siano convenienti. Del resto, anche al G20 di settembre 2023, tenutosi a Nuova Delhi, l’Alleanza globale sui biocombustibili, ha inteso appunto favorire la produzione e la commercializzazione di questi carburanti in sostituzione di quelli derivati da fonti fossili.

Secondo il ministro Salvini il ruolo dell’Italia è stato determinante per giungere ad una dichiarazione che «conferma la transizione ecologica, priva però di ideologia e improntata al buon senso». Sulla mobilità elettrica il Ministro ha anche aggiunto che «non possiamo permettere che altri Paesi ci superino in questo settore strategico. Dobbiamo investire di più e accelerare il passo verso la mobilità sostenibile». Sulla stessa linea, anche la Commissaria europea Adina Valean, ha puntualizzato che «la politica deve dare certezze in un momento in cui di certezze non ce ne sono molte. Dobbiamo osservare con attenzione quello che sta accadendo e stare molto attenti: nel momento in cui decidiamo di avere solo veicoli elettrici, vediamo come i campioni dell’industria automobilistica nel mondo, ovvero i costruttori europei, non sono ancora capaci di essere abbastanza competitivi sul mercato». Durante il G7 non sono mancati i momenti per bilaterali importanti come quello tra Italia e Francia, in cui si è discusso fra i tanti progetti della nuova ferrovia ad alta velocità Torino-Lione, per la quale c’è la comune intesa di procedere con l’avanzamento dell’opera; altrettanto importante per la connettività italiana sarà la nuova convenzione sulla linea ferroviaria Cuneo-Breil-Ventimiglia e soprattutto la concordata stretta sui tempi per la riapertura del tunnel ferroviario del Frejus, chiuso dal 27 agosto 2023 e del tunnel stradale del Monte Bianco, che dovrà comunque essere sottoposto a importanti lavori di rinnovamento.

Infine, un altro argomento non secondario che ha occupato le dichiarazioni finali, è stato quello legato alla sicurezza ed in particolare agli attacchi informatici, scoppiati sulla scia della pandemia e dell’aggressione di Mosca all’Ucraina, che potrebbero estendersi al settore dei trasporti, sempre più dipendente dalle nuove tecnologie. L’importanza della cybersecurity è divenuta fondamentale alla luce delle considerazioni sugli effetti che attività dannose potrebbero provocare nel settore dei trasporti, sia per la movimentazione delle merci che per quella dei passeggeri. Un altro fronte per la mobilità di un mondo in continua evoluzione.

Raimondo Fabbri

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