Evidenza

Dal 2004, il Centro Studi Geopolitica.info contribuisce allo studio delle Relazioni Internazionali e al dibattito sulla politica estera dell'Italia

Chi siamo
24/07/2024
News, Taiwan Spotlight

I tentativi di disegnare il sistema giuridico internazionale

di Redazione Taiwan Spotlight

Di seguito pubblichiamo un comunicato del governo taiwanese sui tentativi della Repubblica Popolare cinese di influenzare il sistema giuridico internazionale. Il documento esamina le recenti iniziative della Cina per estendere la sua giurisdizione su Taiwan e altri paesi attraverso la guerra legale (lawfare). Pechino cerca di ridisegnare il diritto internazionale per sostenere la sua "unica Cina", utilizzando leggi interne e linee guida che penalizzano i separatisti taiwanesi e chi collabora con Enti stranieri. Queste azioni violano i diritti umani fondamentali e i principi del diritto internazionale, minacciando la stabilità globale. Il documento chiede alla comunità internazionale di condannare tali pratiche, rifiutare le richieste di estradizione basate su queste linee guida e opporsi alla creazione di stazioni di polizia cinesi all'estero.

Di seguito pubblichiamo un comunicato del governo taiwanese sui tentativi della Repubblica Popolare cinese di influenzare il sistema giuridico internazionale. Il documento esamina le recenti iniziative della Cina per estendere la sua giurisdizione su Taiwan e altri paesi attraverso la guerra legale (lawfare). Pechino cerca di ridisegnare il diritto internazionale per sostenere la sua “unica Cina”, utilizzando leggi interne e linee guida che penalizzano i separatisti taiwanesi e chi collabora con Enti stranieri. Queste azioni violano i diritti umani fondamentali e i principi del diritto internazionale, minacciando la stabilità globale. Il documento chiede alla comunità internazionale di condannare tali pratiche, rifiutare le richieste di estradizione basate su queste linee guida e opporsi alla creazione di stazioni di polizia cinesi all’estero.

Contrastare l’autoproclamata giurisdizione della Cina sui cittadini di Taiwan e di altri Paesi

Luglio 2024

  1. Negli ultimi anni, la Cina si è impegnata in numerose istanze di guerra legale (lawfare) contro Taiwan e ha tentato di rimodellare a proprio favore il sistema giuridico internazionale prevalente. Ha inoltre continuato a travisare la Risoluzione 2758 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nell’intera arena internazionale, al fine di creare deliberatamente l’illusione che esista “una sola Cina”. Nel 2005, la Cina ha sancito il suo “principio dell’unica Cina” nel diritto interno attraverso l’adozione della legge anti-secessione, nella quale si afferma che la “questione taiwanese” sia un’eredità della guerra civile cinese. La Cina mira a ridefinire ogni questione relativa a Taiwan come parte dei propri affari interni e quindi scoraggiare o impedire alla comunità internazionale di intervenire nelle questioni relative alle due sponde dello Stretto. Il suo obiettivo finale è creare una base giuridica per una futura invasione militare e annessione forzata di Taiwan. Ciò rappresenta non solo una minaccia per Taiwan, ma mette anche a repentaglio la pace e la stabilità in tutta la regione dell’Indo-Pacifico e a livello globale.
  2. Il 21 giugno 2024, la Cina ha emesso quello che ha definito un insieme di linee guida giuridiche per imporre sanzioni penali agli irriducibili separatisti indipendentisti taiwanesi per la conduzione e l’incitamento alla secessione (關於依法懲治「台獨」頑固分子分裂國家、煽動分裂國家犯罪的意見). Le linee guida stabiliscono che gli atti che promuovono l’indipendenza e il separatismo di Taiwan sono crimini di stato riguaranti la secessione e l’incitamento al separatismo. Inoltre, secondo le linee guida, anche coloro che colludono con istituzioni, organizzazioni o individui stranieri o d’oltremare in tali questioni possono essere soggetti a punizioni severe. Le linee guida ignorano la realtà politica secondo la quale i due lati dello Stretto di Taiwan esistono separatamente e indipendentemente l’uno dall’altro, e sono progettate per limitare la libertà e la democrazia di Taiwan. Il tentativo della Cina di modificare unilateralmente lo status quo e minare la pace e la stabilità regionale attraverso atti di lawfare e altre azioni minacciose dovrebbe essere fermamente condannato dalla comunità internazionale.
  3. I riferimenti delle linee guida alla giurisdizione extraterritoriale (域外管轄), all’assenza di termini di prescrizione sui procedimenti penali (不受追訴時效限制) e al processo in contumacia (缺席審判) violano i principi generali del diritto penale, superano i limiti della giurisdizione nel diritto internazionale, e minano i diritti umani. Inoltre, il lungo braccio dell’autoproclamata giurisdizione della Cina non colpisce solo Taiwan ma anche i cittadini di altri paesi: secondo le linee guida, la Cina può condannare sia i cittadini taiwanesi che tutti gli altri cittadini non cinesi attraverso processi condotti internamente in contumacia. In tali casi, potrebbe quindi emettere un Red Notice attraverso l’Organizzazione Internazionale della Polizia Criminale (INTERPOL) richiedendo che le autorità di polizia degli Stati membri dell’INTERPOL in tutto il mondo localizzino e arrestino provvisoriamente tali persone con l’obiettivo di estradarle in Cina. Le linee guida violano i diritti umani fondamentali e la sovranità di altre nazioni e contravvengono il diritto internazionale e i principi fondamentali che governano le relazioni internazionali.
  4. Come detto sopra, le linee guida si applicano ai cittadini non cinesi. Si applicano anche alle organizzazioni non cinesi in tutti i settori, comprese quelle impegnate in affari politici, economici, educativi, culturali, storici o dei media. Ad esempio, i parlamentari di paesi like-minded che promuovono progetti di legge favorevoli a Taiwan, consolidando le sue alleanze diplomatiche o sostenendone la cooperazione internazionale o la partecipazione a organizzazioni internazionali, potrebbero scontrarsi con le linee guida. Inoltre, poiché finanziare la secessione è un crimine in Cina, chiunque faccia una donazione alle tipologie di organizzazioni sopra elencate potrebbe essere a rischio di essere accusato ai sensi della legge cinese. In questo modo, la lawfare cinese raggiunge il punto in cui potrebbe avere un effetto dissuasivo sulla libertà di parola su scala globale. Inoltre, l’annuncio da parte della Cina di sanzioni contro l’Hudson Institute e la Ronald Reagan Presidential Foundation and Institute nell’aprile 2023 – dopo che avevano ospitato l’allora presidente Tsai Ing-wen durante il suo viaggio negli Stati Uniti – fornisce una prova chiara e recente che la Cina cerca di applicare le sue leggi anti-secessione a cittadini e organizzazioni straniere.
  5. La Cina ha recentemente continuato a impegnarsi in azioni di lawfare, guerra cognitiva e coercizione da zona grigia in tutti i forum internazionali. Anche così, i tentativi del PCC di proteggere il suo governo totalitario e monopartitico portano tutti i tratti distintivi di un regime altamente insicuro. Di conseguenza, ha cercato continuamente di rafforzare le proprie norme per la sicurezza nazionale e le misure associate. Queste azioni violano i diritti umani fondamentali dei cittadini cinesi a livello nazionale e minacciano la sicurezza personale dei visitatori stranieri in Cina. Le nuove linee guida della Cina sono progettate per avere un effetto dissuasivo su Taiwan e sulle persone di tutto il mondo. L’emanazione di queste direttive totalitarie viola i valori universali della democrazia e dei diritti umani e dovrebbe suscitare grande preoccupazione e severa condanna da parte della comunità internazionale.
  6. Le nostre richieste:
  • Condannare le nuove linee guida della Cina: le linee guida della Cina sono ingiuste; violano i principi generali del diritto penale e internazionale. Inoltre, potrebbero colpire non solo i cittadini taiwanesi ma anche i cittadini non cinesi di paesi con idee simili, impegnati in qualsiasi attività. La Cina sta utilizzando come arma le proprie leggi nazionali e sta cercando di produrre un effetto inibitore che sopprima completamente la libertà di parola in tutto il mondo. Ciò rappresenta una grande minaccia per la democrazia e per l’ordine globale prevalente basato sulle regole.
  • Rifiutare le future richieste della Cina di estradare taiwanesi o altri cittadini: preghiamo di sostenere i relativi principi di estradizione nel diritto internazionale e di respingere fermamente qualsiasi richiesta avanzata dalla Cina tramite i Red Notice dell’INTERPOL di estradare in Cina coloro che definisce separatisti indipendentisti di Taiwan, o i cittadini stranieri che accusa di essere complici in attività simili.
  • Rifiutare la creazione e il funzionamento di stazioni di polizia cinesi all’estero: la Cina ha già creato illecitamente oltre 100 stazioni di polizia all’estero in dozzine di paesi in tutto il mondo allo scopo di intimidire, minacciare, arrestare, costringere e persino rapire dissidenti cinesi. La Cina potrebbe anche sfruttare queste nuove linee guida per giustificare l’uso di queste strutture per arrestare o rapire illegalmente coloro che ritiene siano separatisti indipendentisti di Taiwan. La condotta illecita della Cina mette a repentaglio la sovranità dei paesi che ospitano tali strutture. Vi preghiamo di respingere la creazione e il funzionamento di stazioni di polizia cinese all’estero e/o di avviare indagini su tali strutture.

Gli Autori