I “Roaring Twenties” dell’Unione Europea nella corsa al digitale.

Alcuni tra i più significativi interventi sui quali Bruxelles fonda la propria Agenda Digitale, per confermarsi come leader in un mondo che si prepara ad affrontare le sfide presentate dalle crisi pandemica, economica e climatica.

I “Roaring Twenties” dell’Unione Europea nella corsa al digitale. - Geopolitica.info

Tre date chiave per comprendere l’orientamento dell’UE

Lo scorso 9 Marzo la Commissione Europea ha presentato le proprie conclusioni sulla strategia europea per il “decennio digitale” a venire, denominata Digital Compass 2030

Il documento rappresenta una tappa fondamentale nella pianificazione del tracciato che intende percorrere l’Unione Europea nella transizione verso la digitalizzazione. Si basa sulla strategia digitale presentata nel Febbraio 2020 e risponde all’appello della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen di adottare una visione paneuropea della trasformazione digitale. La strategia apre ad una nuova consapevolezza del ruolo di rilievo che il dominio cibernetico assumerà nelle relazioni internazionali degli anni ‘20 del XXI secolo, nella geopolitica post-pandemica e nella lotta al cambiamento climatico. 

La direttiva non è la sola testimonianza della direzione che l’Unione intende perseguire, Bruxelles si impegna attraverso numerosi progetti, con l’ambizione di prendere posto tra i presenti e futuri leader della rivoluzione digitale. Senza, tuttavia, rinunciare ai valori che contraddistinguono storicamente la governance europea: stato di diritto, democrazia, diritti umani e solidarietà.

Il 19 Marzo, in occasione della Giornata Digitale 2021 gran parte dei Paesi europei si è impegnata in tre distinte iniziative digitali, con l’intento di unire le risorse per sollecitare l’avvio del processo di trasformazione. In concreto, le tre dichiarazioni promuovono rispettivamente: la connettività internazionale (con un occhio rivolto al vicinato europeo, ai partner africani, asiatici e sudamericani), la diffusione di tecnologie digitali pulite e il rinnovamento del contesto normativo per le start-up.

A seguire, il 22 Marzo il Consiglio dell’Unione Europea ha presentato il proprio progetto di conclusioni sulla strategia dell’UE in materia di cybersicurezza. Un simbolo dell’attenzione rivolta alla salvaguardia dei processi democratici, dei valori e dei diritti che il cyberspazio, in mancanza di una normativa riconosciuta, rischia di mettere in pericolo.

Le conclusioni rimarcano l’importanza di “costruire un’Europa resiliente, verde e digitale”, il cui traguardo è rappresentato dal raggiungimento di obiettivi strategici nella difesa dalle minacce informatiche, nella protezione dei dati sensibili, nella lotta alle fake news e alle frodi online (cresciute esponenzialmente durante la pandemia da COVID-19), nella protezione delle infrastrutture critiche e nella cyber diplomazia. 

Tre certezze per la svolta tecnologica made in UE

La bussola digitale 

Per concretizzare gli obiettivi del decennio 20-30, la Commissione Europea propone quattro punti cardinali che vanno a comporre la bussola digitale con la quale l’Europa tenterà di traghettare se stessa nel dominio del digitale. 

Il primo punta allo sviluppo di competenze digitali di base e al raggiungimento di un grado sufficiente di istruzione in questo campo per almeno l’80% della popolazione compresa tra i 18 ed i 74 anni. Il secondo obiettivo è rappresentato dalla costruzione di una rete capillare di infrastrutture, sicure e ad impatto zero, che permettano la fruizione dei servizi internet ad alta velocità in tutti i centri abitati dell’UE e che affianchino la transizione ecologica verso la neutralità climatica a zero emissioni nette di gas a effetto serra, entro il 2050. Il terzo cardine è rivolto alla trasformazione digitale delle imprese, che intende avvicinare le aziende alle innovazioni offerte dai servizi di cloud computing, big data e intelligenza artificiale. Infine, il quarto pilastro guarda alla digitalizzazione dei servizi pubblici, che punta a snellire i processi di amministrazione pubblica e al quale si lega il raggiungimento dell’uso del servizio di identificazione digitale per un target fissato all’80% della popolazione del vecchio continente. I pilastri della bussola digitale concorrono inoltre all’obiettivo della neutralità climatica a zero emissioni, il cui termine ultimo è fissato al 2050.

Il NextGenerationEU

Durante la pandemia da COVID-19, la tecnologia digitale si è rivelata un pilastro a sostegno della società, evitando il totale blackout dell’operatività economica delle imprese, favorendo le operazioni sanitarie, permettendo il telelavoro, l’istruzione e il mantenimento dei legami sociali: laddove la presenza fisica non poteva arrivare, la tecnologia ha colmato buona parte del gap. La crisi ha però segnato in maniera irreversibile anche la consapevolezza dell’arretratezza in campo digitale, soprattutto per ciò che concerne la possibilità di accedere ad una rete internet ad alta velocità per tutti, oltre che delle competenze digitali di numerosi cittadini europei.

Anche in questa direzione l’Unione Europea ha mosso la sua prima controffensiva mirata a generare un forte impatto nel breve periodo, integrando la componente destinata al settore digitale del bilancio europeo 2021-2027 con lo Strumento per la ripresa. Il dispositivo contenuto nel NextGenerationEU (NGEU), prevede che ogni Stato membro investa nella transizione digitale il 20% dei fondi destinati al proprio Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tra le sue linee guida per gli Stati figurano la promozione del corretto funzionamento dei servizi pubblici digitali, della loro interconnessione e dell’espansione (Scale-up) delle capacità industriali di importanza strategica per l’agenda verde e digitale, come la produzione di processori più potenti e con un minore impatto ambientale.

Horizon 2021-2027 

Un ulteriore esempio concreto della crescente propensione all’innovazione che l’Europa ha deciso di imprimere in ambito digitale è rappresentato dal programma Horizon Europe 2021-2027, ufficialmente lanciato il 1° gennaio 2021, contenuto nel nuovo Recovery Instrument.

Horizon Europe 2021-2027 è il nono Programma Quadro di finanziamenti messo in campo dall’UE ed è il più ambizioso programma di Ricerca e Innovazione (R&I) di sempre, dotato di un budget di 95.5 miliardi di euro, finanziati dal bilancio comune europeo e dal NGEU.

Tra i target della prima parte del programma, il cui termine è fissato per il 2024, vi è il raggiungimento dell’autonomia strategica nel settore digitale, con l’istituzione di un’area di investimenti dedicata a digitalizzazione, industria e spazio

Il ruolo che l’Unione vuole assumere con questo disegno è quello di guida nel processo di trasformazione delle catene del valore in chiave tecnologica e trasversale del continente, stimolando la ricerca in settori quali la robotica, l’analisi dei dati, l’industria circolare, le energie rinnovabili, il quantum computing e l’intelligenza artificiale. 

Viene accolto nel quadro del programma Horizon anche il rinato Consiglio Europeo per l’Innovazione, dopo il successo conseguito dall’omonimo progetto pilota (2018-2020). Il Consiglio è dotato di un budget di 10.1 miliardi di euro e apre l’UE alla valorizzazione di possibili idee rivoluzionarie in campo tecnologico, seguendole dalle prime fasi di progettazione fino alla realizzazione.


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In prospettiva

Risulta difficile negare che l’attuale svolta digitale dell’Unione Europea sia importante: nuove regolamentazioni, stimoli economici mirati e un cambio di atteggiamento radicale in materia, sono le fondamenta su cui edificare la leadership digitale del domani. Questi traguardi assumono una significato maggiore, al netto della celebre lentezza di una comunità di stati basata sul consenso. La scelta di destinare il 20% dei fondi del NGEU alla trasformazione digitale delinea una rinnovata determinazione europea nella voglia di crescere e imporsi internazionalmente. L’unica certezza è che, per ridurre il gap, e reggere il futuro confronto con gli attuali giganti tecnologici del mondo, servirà uno sforzo titanico, in questi che promettono di essere gli anni ruggenti del digitale.