I nuovi vettori intercontinentali dell’arsenale nucleare statunitense

L’arsenale nucleare statunitense riveste un ruolo fondamentale per la difesa del paese e la sua importanza non è andata scemando neanche con la fine della Guerra Fredda. Negli ultimi trenta anni vi è stata infatti una costante attenzione a mantenere delle forze nucleari efficienti al fine di avere, in prima istanza, un deterrente credibile, e quindi un’ultima risorsa in caso di attacco sul suolo degli Stati Uniti.

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L’arsenale nucleare è strutturato in una triade che comprende le forze aeree, quelle sottomarine e quelle terrestri. Mentre le prime due hanno visto nel corso degli ultimi decenni un processo di aggiornamento delle piattaforme di lancio (F-35 e SSBN Columbia), le forze strategiche terrestri sono ancora dotate dei vettori Minuteman III entrati in servizio nel 1970. Questi ICBM hanno avuto diversi programmi di aggiornamento ma l’architettura generale risente comunque del lungo periodo di servizio; ciò ha portato nel 2016 ad una request for proposal da parte del US Air Force Nuclear Weapons Center, dell’ICBM Systems Directorate e della GBSD Division per una nuova generazione di vettori ICBM e di nuove testate nucleari. Di fatto, a completamento del ciclo di procurement, le forze nucleari terresti saranno definitivamente rinnovate e con una permanenza in servizio prevista sino al 2075.

L’8 settembre 2020 la Northrop Grumman ha ricevuto una commessa di 13.3 miliardi di dollari dal Department of the Air Force per lo sviluppo di un nuovo ICBM ground based definito come GBSD (Ground Based Strategic Deterrent). Il contratto prevede lo sviluppo di tutta la fase ingegneristica e del vettore sino ad avere un modello testato e pienamente operativo. La durata prevista per lo sviluppo dell’intero progetto è di oltre otto anni suddivisi in diversi stadi: progettazione, qualificazione, test con valutazione del sistema d’arma e certificazione nucleare. Alla fine di questo ciclo di procurement si avvierà la produzione vera e propria sempre da parte della Northrop Grumman.

L’avvio della produzione dei nuovi GBSD vedrà il decommissionamento dei 450 Minuteman III attualmente in servizio presso l’USAF a partire dal 2027. Entro il 2029 è quindi previsto il raggiungimento del IOC (Initial Operational Capability) e la completa integrazione all’interno delle forze.

Con lo sviluppo del nuovo vettore sarà implementato anche un nuovo sistema d’arma. La testata equipaggiata sui nuovi GBSD sarà la nuova W87 mod 1 che andrà a sostituire l’attuale W78 dei Minuteman III. Il programma per l’ingresso in servizio delle nuove testate ha visto tuttavia dei rallentamenti che portano al 2030 la data di produzione della prima mod 1 facendo sorgere dubbi circa il sistema in dotazione fino a quella data; le scelte rimangono comunque limitate a due opzioni: equipaggiare le attuali W78 oppure le W87 mod 0. Da quanto espresso dalla NNSA (National Nuclear Security Administration) si può comprendere come le nuove testate “will not provide new military capabilities, yet it will provide enhanced safety and security.

In un momento in cui gli Stati Uniti vedono messa alla prova la loro tenuta sul piano sia interno che internazionale, l’aggiornamento delle capacità strategiche della “gamba” terrestre della triade nucleare, insieme alle componenti aerea e sottomarina, può essere letto come un chiaro messaggio verso i competitor internazionali. Nella NDS del 2018 infatti si fa più volte riferimento agli sforzi fatti dalla Russia e dai Rogue States come la Corea del Nord o l’Iran riguardo l’aggiornamento e lo sviluppo dei loro programmi nucleari. Questi sforzi, secondo l’ottica dell’amministrazione, se non contrastati porterebbero ad una “messa in discussione” del potere statunitense e all’emergere di nuove e più pericolose minacce.


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Nello specifico la modernizzazione della triade nucleare statunitense non si limita al solo aggiornamento dei vettori strategici intercontinentali ma ad una più ampia revisione delle infrastrutture C3 (Command, Control and Communication) e lo sviluppo di opzioni “to counter competitors’ coercive strategies, predicated on the threatened use of nuclear or strategic non-nuclear attacks”. Non a caso, nello stesso documento si parla di Global Operating Model il quale è punto di riferimento per la postura e l’impiego delle forze sia in guerra che non. Tra le capacità fondamentali di questo approccio sono incluse anche quelle nucleari a riprova di come questo settore sia uno dei nodi focali per la salvaguardia degli interessi americani.

Il deterrente nucleare è ancora oggi uno degli strumenti di primaria importanza per mantenere i rapporti di forza con le altre potenze e per mandare un messaggio rassicurante ai propri alleati ad ulteriore dimostrazione che “Inter-state strategic competition […] is now the primary concern in U.S. national security.

Emanuele Appolloni,
Geopolitica.info