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LibriGuerra e Energia di Gian Piero Joime

Guerra e Energia di Gian Piero Joime

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Da quando l’uomo ha scoperto come controllare il fuoco, ha potuto pretendere il dominio su altre civiltà. In tutte le fasi della storia dell’uomo, la capacità di riprodurre l’elemento fuoco ne ha garantito non solo la sopravvivenza, ma anche la capacità di primeggiare e -quindi- di continuare l’inarrestabile processo di innovazione.

Il fuoco era da principio osservato come manifestazione di un Dio ancestrale che lo donava agli uomini, e per questo basterebbe vedere quanto fosse importante il fuoco vestale nell’Antica Roma e quanto fosse stato traumatico il suo spegnimento con l’imposizione, da parte di Teodosio, della religione Cristiana nel 394 d.C e quindi la fine della religione pagana. Una risorsa preziosissima e idolatrata, proprio perché rappresentava un asset strategico e di supremazia sugli altri popoli. Un asset strategico che ha permesso una continua ed inarrestabile evoluzione tecnica e tecnologica.

Nel suo volume, dall’evocativo nome di “Guerra e Energia”, l’autore Joime mette in risalto non solo l’importanza che l’approvvigionamento delle risorse energetiche ha nell’attuale scacchiere mondiale, ma anche di quanto sia importante il concetto di innovazione in ambito energetico.

L’Autore individua tre parole chiavi che tracciano il percorso concettuale del libro: “Globalizzazione”, “Sostenibilità” e “Cambiamento Climatico”. Queste sono intrinsecamente legate ad un contesto geopolitico e di sicurezza globale estremamente fragile.  

Viene tratteggiato molto chiaramente la corsa che paesi come il nostro, l’Italia, stanno facendo nel raccogliere, produrre ed immagazzinare energia elettrica per permettere non solo un salto qualitativo nell’innovazione, ma anche per aumentare il grado di indipendenza dell’Italia da fonti energetiche fossili come possono essere il petrolio e il gas. 

Allo stesso modo, l’orografia complessa italiana, non permette un veloce e rapido dispiegamento delle masse energetiche accumulate, specialmente nel caso di fonti rinnovabili quali eolico, idrico e solare. A queste difficoltà geografiche, l’autore suggerisce l’implementazioni di novità tecnologiche quali le grids in modo che complessi generatori di energia possano ottimizzare i flussi energetici abbattendo le perdite di potenza sulle linee e mantenere altamente operative queste infrastrutture.

È vero che, l’Italia, storicamente fondata sulla piccola e media imprenditorialità (a volte anche piccolissima), potrebbe avere dei problemi in nell’innovazione energetica di ogni singola impresa, dovere questo delegato ai grandi gruppi energetici del nostro Paese ai quali, in ottica di innovazione e sostenibilità energetica. Anche qui, Joime, lancia un forte suggerimento alle PMI: unitevi! Considerazione corretta se dobbiamo mettere in conto la potenza industriale italiana nel campo dell’innovazione applicata.

Un punto focale sul quale bisogna riflettere è l’entropia legata alla produzione di energia. Questa ci dice che ogni attività economica produce la progressiva degradazione di qualità crescenti di energia e, cito, “ponendo limiti alla tensione verso la crescita illimitata”. Da qui la difficoltà dell’uomo nel doversi costantemente innovare, ma allo stesso tempo fallendo la propria missione contro il cambiamento climatico o almeno, se non fallita, dall’esito altamente incerto.

“Guerra e Energia” deve essere visto come un approccio multi-disciplinare al mondo della produzione energetica. La capacità, quindi, di poter produrre energia elettrica senza allo stesso modo dover degradare il nostro pianeta in quella che ora, da cambiamento, viene vista come una vera e propria crisi climatica. Accendendo però i riflettori sulla “guerra” in atto tra le potenze, non solo per quanto concerne la produzione, ma soprattutto sull’accaparramento e sviluppo delle tecnologie volte a superare, in velocità, i propri avversari internazionali.

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