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Guerini vola negli States per riaffermare la vicinanza tra i due Paesi

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È terminata il 15 luglio la visita del Ministro della Difesa italiana Guerini negli Stati Uniti per rinsaldare la storica amicizia che lega i due Paesi, e di riflesso il Vecchio e il Nuovo Continente.

La visita a Washington ha permesso a Guerini di incontrare il numero uno del Pentagono, Lloyd Austin. Nel corso dell’incontro, che ha seguito il Summit NATO a Madrid, è stata ribadita l’importanza di uno sforzo comune per tutelare l’Ucraina, che passa anche dalla difesa dei valori della democrazia. A riguardo, il gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina è stato e continua a essere una risorsa per supportare la resistenza in Ucraina.

La cooperazione è testimoniata anche dal maggiore impegno nella difesa collettiva che ha caratterizzato gli ultimi anni. Tema altrettanto importante è stato la cooperazione nella difesa industriale. Guerini ha infatti visitato, tra gli altri, anche gli impianti di Bell e Sikorsky dove prosegue lo sviluppo delle tecnologie impiegate per la costruzione degli elicotteri di prossima generazione.

Gli Stati Uniti hanno riconosciuto il crescente impegno italiano nella difesa internazionale, oltre a quanto sta accadendo in Ucraina, ricordando i principali teatri in cui l’Italia è impegnata: Kosovo, Libia, Niger, Libano e Iraq, dove l’Italia ha assunto la leadership della missione nel maggio 2022.

D’altro canto, è risultata molto apprezzata anche l’attenzione statunitense al fianco sud della NATO, la cui importanza non è sempre percepita in egual modo dai membri dell’Alleanza. Stando alle dichiarazioni, al Mediterraneo è stato riservato un ampio spazio nel colloquio. Gli “Echi dell’aggressione russa si riverberano anche sul Mediterraneo, dove l’Italia sta consolidando proprio ruolo di riferimento a tutela degli interessi comuni di sicurezza” ha chiosato il Ministro italiano a margine dell’incontro bilaterale con il suo omonimo statunitense.

Il saldo legame che lega Stati Uniti e Italia è stato catturato anche nell’immagine delle due porta-aerei, Truman e Cavour, in navigazione fianco a fianco nel Mediterraneo.

La Strategia di Difesa e Sicurezza per il Mediterraneo

A rincarare la dovuta attenzione italiana al Mediterraneo, è stata recentemente diffusa la Strategia di Difesa e Sicurezza per il Mediterraneo, descritto come un sistema geopolitico multidimensionale complesso e una cerniera tra mondi diversi, quali l’area atlantica e indo-pacifica, la cui distanza di accorcia costantemente. L’importanza dell’area è rimarcata anche dalla crescente presenza militare in diversi domini. È pertanto interesse dell’Italia tutelare i propri interessi strategici e la sicurezza nazionale, proiettare stabilità in quegli scenari le cui ripercussioni sono avvertite in Italia, contribuire ai fora internazionali e al rafforzamento delle istituzioni.

Ciò che oggi prevale è una realtà sempre più complessa, in cui coesistono le grandi potenze, capaci di proiettare influenza su scala globale, attori “emergenti” o “ri-emergenti”, in grado di incidere sugli equilibri internazionali, nonché soggetti non statuali trans-nazionali che, per dimensioni e/o capacità di agire, esprimono un peso geopolitico paragonabile, e a volte superiore, a quello degli Stati.

Allo stesso tempo, non è passata inosservata la postura degli Stati Uniti di parziale disingaggio militare nell’area Middle East North Africa, a favore di una presenza più marcata nell’area indo-pacifica, divenuta di maggiore rilevanza strategica nazionale. Come di consueto, il riposizionamento statunitense ha creato un vacuum che ha richiamato vecchie e nuove competizioni che possono nuocere agli interessi nazionali e alla sicurezza del sistema Paese. Un attore sicuramente presente nella nuova competizione è la Cina, che sta attuando, stando alle parole del documento strategico, “un’efficace azione di penetrazione”.

Sussistono tuttavia altre minacce quali il terrorismo nazionale la cui componente territoriale si è largamente ridimensionata, l’evoluzione della situazione in Libia, e la pressione del fenomeno migratorio. Tutte queste ragioni sospingono l’Unione Europea verso una presa di coscienza importante, a lungo posticipata: il “Fianco Sud” dovrà divenire una priorità strategica.

Inoltre, il perseguimento di una più sostanziale autonomia strategica nazionale è funzionale al raggiungimento di un più elevato grado di autonomia strategica dell’Unione Europea in toto. I due concetti, complementari, prosegue il documento, vanno peraltro intesi quale contributo alla credibilità della difesa collettiva, nell’ottica di una condivisione degli oneri che intende rafforzare la cooperazione fra Unione Europea e NATO.

Tra le sfide future fondamentali per l’Unione Europea vi sarà quella di promuovere e sostenere l’impegno e l’attenzione sulla regione del Mediterraneo. Ciò rientra negli obiettivi di lungo respiro prefissati nello «Strategic Compass» europeo e nel prossimo Concetto Strategico della NATO. Da ciò emerge una forte dimensione cooperativa e altresì operativa.

Guerini alle Nazioni Unite

Al termine del viaggio di quattro giorni attraverso gli Stati Uniti, il Ministro della Difesa italiano ha incontrato il Capo del Dipartimento che si occupa delle operazioni di peacekeeping Jean-Pierre Lacroix presso il Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite, a New York.

L’incontro ha permesso di proseguire il tema della cooperazione italiana presso i fora internazionali, con particolare riferimento al peace-keeping e peace-building.

Inoltre, è emerso che il contributo dell’Italia è stato particolarmente risolutivo per la missione UNIFIL in Libano, nonché per “fondamentale per la stabilità del Paese”, e del Sahel, nonché per il conflitto in corso in Ucraina. Infatti in Libano, il contingente italiano ha condotto una serie di progetti sia in ambito civile che militare fondamentali per la società e il Paese tutto.

Pertanto, la posizione italiana portata negli Stati Uniti rispecchia quella di una media potenza – regionale – i cui interessi hanno carattere globale in quanto inerenti ai flussi energetici, rotte marittime, sicurezza del dominio spazio e cyber. In considerazione di ciò e in assenza di un chiaro leader europeo, gli Stati Uniti continuano a coltivare relazioni, bilaterali e multilaterali, con i Paesi del Vecchio Continente non più inteso come un fine in sé, ma in quanto ponte.

Elisa Maria Brusca

Geopolitica.info

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