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TematicheItalia ed EuropaGrillo e la Danimarca che non esiste

Grillo e la Danimarca che non esiste

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L’esterofilia, per un popolo, può talvolta essere una qualità ma, molto spesso, se ha uno sguardo superficiale, risulta dannosa. L’Italia spesso guarda con occhi idealizzati oltre le Alpi, palesando un giudizio sin troppo negativo sulla propria situazione.

Un caso di esterofilia è rappresentato dalla pubblicazione sul blog del Movimento Cinque Stelle, poi ripresa in molti comizi, di una strana descrizione della Danimarca, nella quale si costruiva un’immagine del paese scandinavo non poco lontana dal vero.

Riprendiamo frase per frase il post del blog del Movimento Cinque Stelle, facilmente reperibile ancora oggi su internet e sulla pagina web di Grillo.

“In DANIMARCA non si paga la tassa sulla prima casa”.

Falso: si paga, dal 1%  al 3% , lo scorso anno c’è stato anche un aumento di oltre 80 euro.

La Danimarca sta attraversando un periodo di stagnazione economica e il governo a guida socialdemocratica ha aumento la pressione fiscale, ridimensionando al contempo molti servizi ai cittadini.

“In DANIMARCA non esiste il sostituto di imposta, i lavoratori dipendenti percepiscono la paga lorda e compilano una dichiarazione dei redditi di 2 paginette senza commercialista, CAF e menate varie.”

In Danimarca, come in qualsiasi altro paese in Europa, non si percepisce nessuna paga lorda. Il lavoratore dipendente danese percepisce a fine mese lo stipendio netto sul suo conto corrente.

In DANIMARCA ci sono – 20 gradi d’inverno…”

Gli inverni non sono particolarmente rigidi e la temperatura media nei mesi di gennaio e febbraio si aggira attorno agli 0 °C.

“…ma nelle case ci sono 25 gradi…”

In media sono soltanto 20 gradi, secondo l’istituto di statistica danese.

 “…perchè il riscaldamento delle abitazioni si fa con le acque reflue delle fogne depurate, inviate nelle abitazioni sfruttando come fonte energetica il gas prodotto….”

Nel mondo non e’ ancora stato inventato nulla di simile, né tanto meno in Danimarca. Il riscaldamento nel paese si ottiene con un utilizzo misto di centrali termoelettriche ed energie rinnovabili. Per quanto riguarda invece le fogne in Danimarca: nell’estate del 2011, un forte temporale estivo, molto simile a quelli che avvengono in Italia, ha completamente reso inoperativo il sistema fognario della capitale, uno dei più vecchi d’Europa, allagando la città e facendo danni per milioni a Copenghen. Difficile pensare perciò che i danesi possano utilizzare le acque reflue per produrre fantomatiche fonti di riscaldamento.

“ La spesa di una famiglia di 3 persone per scaldare un ambiente di 100 mq. per un anno è di 150 euro.”

Nel 2012, le spese di riscaldamento medio per abitazione, tramite riscaldamento termoelettrico, sono risultate di circa 1.800 euro in Danimarca, contro circa 1.700 euro in Italia.

“…In DANIMARCA i ministri girano in bicicletta…”

Tutti i ministri danesi hanno a disposizione un’auto blu che utilizzano periodicamente. Solo nel giorno d’insediamento  del governo attualmente in carica, i ministri si sono presentati in bicicletta a favore dei fotografi e della stampa.

Il numero dei ministri danesi in questo governo è di 23 per una popolazione di poco meno di 6 milioni di abitanti. Il numero dei ministri italiani nel governo attualmente in carica sono 21 per una popolazione di poco più 60 milioni di abitanti.

“…così come la gran parte della popolazione, indipendentemente dalle condizioni climatiche”.

Forse per i giovani a Copenhagen, anche se il traffico nelle ore di punta è decisamente intenso come in una città come Milano. Nel resto del paese, per la maggior parte campagna, è molto difficile muoversi esclusivamente in bicicletta visto le lunghe distanze e i collegamenti scarsi. Il prezzo medio del biglietto del treno in Danimarca è più alto di quello italiano, con un servizio spesso non dissimile. Non esistono treni ad alta velocità in Danimarca e si rischia di avere collegamenti di oltre 5/6 ore se si vuole raggiungere le estremità opposte del paese.  La  superficie della Danimarca è per km quadrati alquanto  simile a quella della Lombardia e del Veneto messi insieme, perciò il migliore mezzo per muoversi all’interno del paese risulta ancora l’automobile, anche se il centro nord ovest del paese è completamente privo di autostrade. Di conseguenza, i tempi di spostamento si dilatano anche con questo mezzo di trasporto.

“Se ti azzardi a comprare una macchina nuova ti bastonano di tasse, mentre se tieni la tua vecchia carretta (rinunciando a produrre CO2 per il ciclo produttivo d una nuova auto) hai agevolazioni fiscali.”

Falso, sarebbero più inquinanti, non avrebbe senso avere delle agevolazioni. Si è più tassati se si ha un’auto vecchia e inquinante. La Danimarca ha una politica non molto favorevole alle quattro ruote perchè non esiste nessuna lobby dell’automotive come in Svezia, Italia, Francia o Germania, non essendoci industrie di settore rilevanti nel paese, perciò l’acquisto di auto viene sfavorita da tasse decisamente alte se confrontate con altri paesi dove c’è un’industria automobilistica.

“In DANIMARCA paghi le tasse per avere la pensione, ma se decidi di rinunciare ti ridanno i soldi con gli interessi”

Solo per la pensione privata si può chiedere la liquidazione, con una trattenuta pero’ del 60%. Per quella statale non si può invece richiedere nessuna liquidazione. La pensione lorda sociale in Danimarca è meno di 800 euro, senza togliere però che il costo medio di vita è molto più alto di quello italiano.

“In DANIMARCA i crediti dello STATO verso i contribuenti sono liquidati per legge ENTRO 1 MESE ma nessuna amministrazione si azzarda a superare i 15 gg per una questione di efficienza”

L’agenzia fiscale danese chiamata SKAT non rimborsa i contribuenti mai entro quindici giorni, al massimo entro il mese successivo o a fine anno.

“ In DANIMARCA un operaio guadagna l’equivalente NETTO di 2.500 euro…”

Dipende come in tutti i paesi dalle mansioni, responsabilita’ o anzianita’ dell’operaio, ma difficilmente un operaio danese raggiunge i 2.500 euro. Bisogna valutare anche l’alto costo della vita in Danimarca che e’ nettamente maggiore che in Italia. In Danimarca poi non esiste la tredicesima o la quattordicesima o il trattamento di fine rapporto, presente in Italia, in molti contratti a tempo indeterminato.

 “…e un direttore di banca non supera i 7.000”

Anche dopo la grave crisi finanziaria che ha colpito il settore bancario danese, i direttori di banca danesi hanno in media uno stipendio decisamente superiore ai 7.000 euro, senza l’aggiunta di bonus o benefit,  non considerando che gestiscono generalmente banche nettamente piu’ piccole di quelle italiane.

“NON E’ VERO CHE IN DANIMARCA LE TASSE SONO PIU’ ALTE CHE DA NOI, in quanto la pressione fiscale (che è esente da addizionali locali) è inferiore al 42% TUTTO COMPRESO”

La tassazione sulla busta paga va dal 35% fino al 51%, in relazione al redditto del lavoratore. Nel 2012, la pressione fiscale escluse le imposte in conto capitale risultava in Danimarca del 49%  contro un 43,9% in Italia.

Su quattordici punti, qui sopra elaborati, descritti da Grillo ed esaltati dal movimento, quattordici sono risultati inesatti o completamente falsi e la maggior parte si sono rilevati piu’ favorevoli all’Italia che alla Danimarca.

La Scandinavia ha senza dubbio ottime qualita’ e diverse eccellenze, ma non bisogna idealizzare troppo una realtà che non esiste e neanche dimenticare le proporzioni della regione: insieme Svezia, Danimarca e Norvegia non raggiungono neanche un terzo della popolazione italiana. Va ricordato che per un indice molto significativo come l’aspettativa di vita, l’Italia è di gran lunga superiore a tutti i tre paesi scandinavi e questo non è certo spiegabile grazie al nostro clima, nel dopoguerra infatti eravamo di gran lunga indietro, ma è sopratutto da individuare nella nostra sanità pubblica, istruzione, alimentazione e benessere sociale. Stesso discorso per quanto riguarda gli omicidi, tasso di mortalita’ infantile o la violenza sulla donne dove primeggiamo come indice di gran lunga inferiore rispetto alla Danimarca. L’erba del vicino non è sempre più verde.

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