La “green economy” di Taiwan, opportunità presente e futura per l’Europa

La “green economy” rappresenta una grande opportunità non solo sul piano ambientale ma anche su quello industriale. In Europa il tema è di grande attualità. Da pochi giorni è entrato in vigore il cosiddetto “pacchetto sull’economia circolare” composto da quattro direttive che gli Stati membri dovranno attuare entro due anni. Ma ciò avviene non solo nell’Unione Europea: Taiwan ne è un esempio concreto per gli straordinari risultati raggiunti che la collocano all’avanguardia a livello mondiale nella produzione di tecnologie in grado di favorire l’efficienza energetica e nuovi modi di fare industria in modo sostenibile per l’ambiente. L’Isola è, infatti, il secondo Paese al mondo per la produzione sia di pannelli fotovoltaici sia di led.

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Fa impressione notare come, nel caso dei led, la sola quota percentuale della produzione taiwanese sul totale a livello mondiale (22 per cento) sia seconda solo alla Cina (24 per cento) e da sola rappresenti quasi il doppio dell’intera produzione nell’Unione Europea. Taiwan inoltre è al primo posto al mondo per produzione di PET, la tipologia di plastica destinata a venire a contatto con gli alimenti per le sue caratteristiche di sicurezza e riciclabilità. Taiwan – che a livello globale è la 22^ economia, 18^ per volume di esportazioni –  è un’eccellenza mondiale anche per il tasso totale di riciclaggio dei materiali e per le quota di mercato occupata nel totale di biciclette, mezzo ecologico per eccellenza, utilizzate all’interno dell’Unione Europea. Particolarmente importante – e significativa pensando all’Italia dove ancora si dibatte sulle possibilità o meno di riciclare gli imballaggi per le bevande tramite strumenti quali il “vuoto a rendere” – è l’industria taiwanese del vetro riciclato. Sul piano dei mezzi di trasporto, le capacità tecnologiche di Taiwan sono dimostrate dal fatto che da lì proviene circa il 70 per cento della componentistica utilizzata per i veicoli di Tesla. Infine, a Taiwan sono presenti circa ottomila aziende attive nella produzione dei sistemi più evoluti e moderni, che poi trovano applicazione in tutto il mondo, Europa compresa, per la purificazione delle acque ed il controllo delle emissioni di gas serra.

L’attività delle aziende private taiwanesi attive nei vari settori della “green economy” è forte del sostegno del Governo e di tutte le istituzioni pubbliche. Suggeriamo a tal proposito – anche tenendo conto, come prima richiamato, che l’Europa sta ancora lavorando per sviluppare la “green economy” – un sintetico video (CLICCA QUI PER GUARDARE) che presenta l’importante attività del Green Trade Project Office, istituito dal Dipartimento per il commercio estero al fine sia di promuovere prodotti e servizi Made in Taiwan attraverso diversi canali di marketing, sia di offrire servizi di consulenza a società di diversi Paesi e di rafforzare la competitività taiwanese nella “green economy”. Un ventaglio di attività, e anche una tempistica, che hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni e che dimostrano le capacità taiwanesi di guardare al futuro e di precorrere i tempi.

Ora il Green Trade Project Office sta studiando nuove soluzioni per un altro settore molto importante in chiave “green”: quello delle “costruzioni verdi”. Un settore su cui a livello europeo – a dimostrare le capacità di Taiwan di comprendere i trend mondiali e di lavorare per posizionarsi in posizioni all’avanguardia – è stato da poco approvato un regolamento che gli Stati membri dovranno applicare nei rispettivi territori. Un’ulteriore opportunità per Taiwan di esportare le proprie tecnologie ecosostenibili all’avanguardia e per la stessa Europa di giovarsi dell’expertise taiwanese.