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Geopolitica dello spazio: perché lo spazio potrebbe diventare in futuro un nuovo terreno di scontro?

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Le recenti minacce nel panorama spaziale, dai satelliti spia alle armi nucleari, sembrano delineare un ambiente sempre più conteso e competitivo. Quali sono le ragioni che spingono gli Stati e i privati ad impegnarsi in questo sforzo?

I satelliti sono essenziali per le moderne operazioni militari, ma anche in ambito civile, comprendendo settori relativi alle comunicazioni, navigazione, traffico dati (Internet of Things IoT), telecomunicazioni e sorveglianza. L’estrema dipendenza che deriva da questi sistemi comporta da parte degli Stati una scelta volta principalmente a salvaguardare i propri interessi sia a livello civile che militare poiché una paralisi dei sistemi satellitari paralizzerebbe moltissime attività e servizi vitali per la nostra società. 

Di conseguenza, la difesa satellitare e la capacità di condurre operazioni nello spazio sono diventate questioni di sicurezza nazionale e di grande rilevanza geopolitica per tutti gli attori in gioco. Unitamente ai servizi più riconoscibili vi sono poi i satelliti incaricati di osservare la Terra, attività definita come Remote sensing. Questa attività, così come l’operatività stessa dei satelliti, rientra però in una definizione labile e sfumata tra civile e militare. 

Molti satelliti proprio per questo rientrano in un modello Dual-use”, che consente di svolgere attività sia civili che militari. Citando l’esempio del remote-sensing, l’invasione della Russia all’Ucraina del 24 febbraio 2022 ha dimostrato l’importanza di questa attività che è stata in grado di identificare il movimento di truppe e il loro ammassamento al confine, garantendo un’ottima prontezza di risposta da parte delle forze armate ucraine. Questo esempio riassume perfettamente l’estrema versatilità d’utilizzo e l’importanza dei satelliti nelle future campagne militari.

Nuova frontiera per l’economia e per il commercio; il nuovo ruolo degli attori privati

Le aziende private sono entrate nel mercato spaziale per gli ampi guadagni che questo settore è in grado di generare partendo dalla produzione fino ad arrivare alla vendita di servizi. Si pensi ad esempio che le stime di Morgan Stanley dicono che la Space Economy sarà un mercato da un Triliardo di dollari entro il 2040. Inoltre, la sempre maggiore presenza di aziende che operano in tutte le fasi dalla produzione ai lanci consente di abbassare i prezzi della costruzione e del lancio dei satelliti (le stime dicono che lanciare 1kg di materiale nello spazio, nell’orbita terrestre bassa, costa intorno ai 20’000$).

Infine, nessun governo nazionale ha autorità sui diritti di proprietà nello spazio (non esiste ancora la sovranità nello spazio), garantendo di fatto al momento un ambiente con bassissima regolamentazione e con un controllo ancora più difficile e sfuggente. Il Congresso americano ha emanato diverse leggi per facilitare le missioni di commercio nello spazio la più recente delle quali è l’Asteroid Act.

Quest’ultimo documento consente ai privati l’uso, lo sfruttamento, il trasporto e la vendita di pezzi di asteroidi o altri elementi spaziali che sono in grado di recuperare o trivellare. L’affidamento ai privati della componente profittevole dell’esplorazione consente agli Stati Uniti di non restare fermi nel settore spaziale, progredendo in influenza ma non gestendo direttamente le operazioni e non rischiando ripercussioni a livello internazionale.

Il ruolo e gli obiettivi degli Stati nel panorama spaziale

I recenti sviluppi di attori quali gli Stati uniti e la Cina, sono orientati a costruire un dominio che consenta di sfruttare tutti gli interessi di questo nuovo settore. La strategia degli Stati Uniti prevede il mantenimento di una posizione di leadership indiscussa nello spazio. L’azione si espleta tramite il “Progetto Artemis” e lo “Space Force Capstone”. Il progetto Artemis ha come obiettivo di riportare gli Stati Uniti sulla Luna e successivamente su Marte. Questi piani hanno una timeline molto rigida e accelerata, per garantire il raggiungimento degli obiettivi prima di altri avversari. 

Sul piano della difesa, la nascita degli Space Marines nel 2020 unitamente alla dottrina militare riassunta nello Space Castone definisce lo spazio come un dominio di alto interesse per gli Stati Uniti. La difesa dello spazio è fondamentale per salvaguardare tutti i sistemi satellitari che altrimenti esposti potrebbero compromettere la sicurezza nazionale. Dall’altra parte la Cina, riconosce un sempre crescente valore dello spazio in chiave securitaria, ma ha difficoltà nel mantenere lo stesso sviluppo degli Stati Uniti. 

Il piano strategico cinese

La Cina ha sviluppato la propria strategia spaziale (riassunta nei “White paper” sullo spazio), cercando di rispettare il piano del “Grande ringiovanimento della Nazione cinese” del 2049. La strategia prevede come uno dei pilastri per garantire il successo e il miglioramento della propria posizione internazionale risiede proprio nello spazio. 

La differenza principale però risiede nel distacco dalla spesa e dall’expertise degli Stati Uniti e dei suoi partner occidentali. Per questa ragione la Repubblica Popolare cinese ha sviluppato una dottrina che mira molto di più all’utilizzo di armi “contro-spaziali” (che vanno dal disturbo/Jamming, fino a missili veri e propri) che possano fungere da deterrente per gli avversari. Questa modalità d’azione è necessaria poiché la Cina fatica a mantenere il ritmo nei lanci spaziali e nel numero di satelliti in orbita rispetto agli Stati Uniti e ai privati. La stessa cosa si può dire per la Russia, citando ad esempio la fuga di notizie che parla di una possibile arma nucleare nello spazio.

La postura verso lo spazio definisce quindi due modalità diverse d’azione. Gli Stati Uniti stanno agendo cercando di accorciare il più possibile i tempi, rivolgendosi anche alle industrie private per ovviare agli investimenti ed ai tempi di realizzazione statali. L’obiettivo spaziale è per gli USA una priorità assoluta, poiché garantisce la proiezione dei suoi interessi senza incontrare difficoltà come invece avviene sulla Terra. Al contrario la posizione cinese è abbastanza salda, la sua necessità di raggiungere lo spazio rimane alta ma non ha urgenza. La sua priorità è quella di impedire che lo spazio possa diventare un ambiente ostile prima del consolidamento della sua presenza sulla Terra.

Conclusioni

Gli Stati si stanno muovendo nella direzione di uno sviluppo strategico e militare dello spazio, con lo sviluppo di dottrine militari e la formazione di nuove unità dell’esercito. Se lo spazio è un dominio operativo delle forze armate significa che la cooperazione è messa in secondo piano, al posto di un’azione unilaterale maggiore, volta all’ottenimento di una posizione e operatività di vantaggio. 

Il prestigio e la minaccia sono ancora degli elementi chiave che determinano lo stimolo all’azione degli attori statuali, generando però a loro volta un continuo aumento dell’incertezza e anche di possibili risposte spropositate.

La conclusione più importante riguarda la comprensione che lo spazio è un nuovo ambiente geopolitico, che si sta sviluppando sotto i nostri occhi. Le modalità d’occupazione ed uso stanno seguendo le medesime forme presenti sulla Terra. Gli Stati stanno trasformando un ambiente che seppur sviluppatosi durante della Guerra fredda aveva di fatto ottenuto la condizione di “Bene comune dell’Umanità” in un dominio economico e militare sotto tutti i punti di vista. Un ambiente che diviene sempre più congestionato e competitivo, con meno spazio verso l’esplorazione pacifica, ma con un focus sull’implementazione di modalità di sfruttamento economico e di leadership. Gli outsider di questo modello rimangono i soggetti privati che sono per il momento esclusi da un confronto diretto, ma si muovono nel settore per ottenere una larga parte dei profitti e crescere oltre il loro ruolo di semplici produttori, arrivando ad essere i protagonisti delle missioni di lancio. Per queste ragioni, saper comprendere le azioni degli Stati e dei privati nello spazio è una necessità chiave nel prossimo futuro.

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