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“Geopolitica del Caucaso russo” di Giuliano Bifolchi (Sandro Teti Editore)

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“Un ponte naturale tra l’Europa e l’Asia”. Così viene definita dall’autore, Giuliano Bifolchi, la regione del Caucaso russo nell’introduzione al saggio “Geopolitica del Caucaso russo”, edito da Sandro Teti Editore. Tale regione, appartenente alla Federazione russa, rappresenta da sempre un crocevia strategico su cui convergono le attenzioni e gli interessi dei principali attori dell’arena internazionale. Una rilevanza che da sola è in grado di giustificare la lettura di questo saggio, il cui merito è quello di riaccendere la luce su un quadrante che, dopo la fine della Seconda Guerra cecena, è stata colpevolmente marginalizzata nella ricerca accademica, nella saggistica e soprattutto nella copertura mediatica italiana.

Il Caucaso russo, detto anche Caucaso del Nord o Ciscaucasia, è il soggetto protagonista del saggio scritto dall’autore. Si tratta di una regione stretta tra il Mar Nero e il Mar Caspio e oggi interamente ricompresa all’interno della Russia europea. Dal 2010 il Cremlino ha dotato di una specifica autonomia amministrativa tale regione, attraverso la creazione del Distretto federale del Caucaso del Nord. Il Caucaso russo rappresenta un crocevia geografico, storico, culturale e geopolitico su cui confluiscono dinamiche provenienti da almeno tre contresti differenti: l’Europa, il Medio Oriente e l’Asia centrale. Un’area geografica che, prima di assumere una rilevante veste strategica, sorprende per la ricchezza e la varietà di etnie, lingue e religioni. Un microcosmo del tutto originale andatosi a sedimentare nel corso dei secoli, in grado di rappresentare la principale peculiarità ma, allo stesso tempo, anche un fattore di fragilità e instabilità di tale regione.

Vari sono i piani analitici che Bifolchi utilizza per indagare questa complessa regione del mondo, in un saggio espressamente interessato a utilizzare un approccio multidisciplinare. Il punto di partenza non può che essere l’analisi del complesso humus sociale, culturale e storico di tale area. Solo avendo una sufficiente conoscenza di questa dimensione è possibile cogliere la rilevanza geopolitica a essa attribuita dalla Russia, ma anche da altri importanti attori come l’Iran, la Turchia, la Cina, i Paesi del Golfo e l’Occidente, inteso come Stati Uniti e Unione europea. Tra i temi indagati anche la minaccia terroristica, la centralità energetica e il posto che la regione caucasica ricopre nella dimensione interna della politica russa. Un peso crescente, in quest’ultima dimensione, se si guarda agli investimenti infrastrutturali, economici e turistici che Mosca sta concentrando lì.

Un punto di forza dell’opera, su cui vale la pena soffermare l’attenzione, è rappresentato da quello che l’autore definisce come il problema delle fonti, dedicandogli una specifica sezione all’inizio del saggio. Attraverso l’utilizzo di letteratura accademica, analisi specialistiche e articoli di giornale in lingua russa, inglese, italiana e francese, tale saggio ha il merito di presentarsi come un’opera bilanciata. Un’indagine, cioè, che ha l’ambizione di superare i limiti delle narrazioni di parte, fornendo una panoramica il più esaustiva possibile delle tematiche inerenti al Caucaso del Nord. In particolare, come rilevato dall’autore, l’obiettivo è quello di svincolare la conoscenza del Caucaso russo dal confronto narrativo e geopolitico che da decenni contrappone la Russia e l’Occidente. Nella sezione metodologica all’inizio del saggio, è possibile inoltre consultare un’apposita classificazione di “attendibilità delle fonti” e di “credibilità dell’informazione” con cui l’autore intende fornire una bussola dell’utilizzabilità di ciascuna fonte.

Il lavoro si articola in quattro capitoli principali Il primo capitolo intende presentare, attraverso una prima lettura generale, l’approccio geopolitico che caratterizza la Russia e la sua capacità di influenzarne la politica estera. Il secondo inserisce al Caucaso del Nord all’interno dello scacchiere geopolitico internazionale, evidenziandone il ruolo di “ponte” tra Europa e Asia. Il terzo prende in esame le ambizioni e le strategie dei diversi attori internazionali interessati alle dinamiche della regione, dagli Stati Uniti alla Cina, sino agli attori mediorientali. Il quarto capitolo, infine, concentra l’attenzione su un tema specifico, quello del terrorismo, prendendone in esame il profilo storico e dottrinale. Una sezione specifica, infine, è anche dedicata agli interessi e al ruolo che l’Italia può ritagliarsi nel Caucaso russo, soprattutto da un punto di vista economico.

Pietro Baldelli,
Geopolitica.info

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