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TematicheItaliaG7 parlamenti: Mediterraneo e Africa al centro del dibattito

G7 parlamenti: Mediterraneo e Africa al centro del dibattito

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Nel 2024 sarà Verona a ospitare il meeting parlamentare. Firmato un protocollo fra la Camera e il Parlamento ucraino. Prima volta in un G7 per lo speaker repubblicano statunitense McCarthy.

Spostare baricentro e attenzione su Africa e Mediterraneo. Questo era l’obiettivo di Lorenzo Fontana al G7 Parlamenti di Tokyo. Un risultato raggiunto con un emendamento alle conclusioni, ma anche con i focus nei vari bilaterali con gli omologhi dei sette grandi, cui si è aggiunto anche il presidente della Rada ucraina Ruslan Stefanchuk.

Non era la prima volta che il presidente della Camera dei deputati portava il tema Mediterraneo in contesti internazionali. Lo aveva fatto in più incontri ospitati a Montecitorio e in sedi internazionali. Pochi mesi fa la proposta di avviare un percorso di analisi della situazione mediterranea coinvolgendo i presidenti dei Parlamenti europei interessati. Ora il rilancio. Un rilancio che prenderà forma fra un anno a Verona. Sarà la città scaligera a ospitare il prossimo G7 delle Camere basse. Il prossimo anno toccherà infatti all’Italia far gli onori di casa, a sette anni dal G7 voluto da Laura Boldrini a Napoli.

Per Fontana – in avvicinamento a quella tappa chiave – dopo le sedi multilaterali sarà importante approfondire temi e relazioni anche sul fronte bilaterale. In Europa è probabile questo avvenga dopo le elezioni europee della prossima primavera. Ma su altri dossier potremmo anche vedere novità dopo che le commissioni Esteri e Politiche dell’Unione europea completeranno il proprio compito di “apripista”: Spagna, Germania, Francia e Ucraina sono i Parlamenti con le interlocuzioni più intense, su cui lavora anche l’Unione interparlamentare.

Proprio i rapporti Italia-Ucraina si preparano a essere rafforzati, scacciando via le polemiche di inizio legislatura. Anche perché Fontana nei suoi mesi alla guida di Montecitorio non ha mai lesinato il proprio sostegno alla causa ucraina. E lo ha confermato anche a Tokyo. Durante l’incontro con Stefanchuk ha ribadito il pieno appoggio del Parlamento italiano all’Ucraina e l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulle ricadute del conflitto ucraino a livello globale. A margine del bilaterale, è stato siglato un memorandum di collaborazione tra le rispettive amministrazioni parlamentari. Un passo formale ma anche politico. A conferma di una volontà di tenere saldi i contatti fra le due assemblee. Un approccio più atlantista e marcatamente istituzionale, ma che va letto pure politicamente dal momento che Fontana – pur tenendo un basso profilo – resta il responsabile esteri della Lega. E sarà certamente un uomo chiave per le scelte dei prossimi mesi di via Bellerio.

Un altro protocollo in attesa di essere applicato in ogni suo aspetto è invece quello fra la Camera e l’Assemblée nationale francese. Sottoscritto nella scorsa legislatura, a ridosso del Trattato del Quirinale, prevede l’istituzione di un gruppo di cooperazione, i cui componenti dovrebbero essere indicati nelle prossime settimane. Fontana ne ha parlato con l’omologa macroniana Yaël Braun-Pivet. Al centro del bilaterale – svoltosi sempre a Tokyo – anche il fronte immigrazione e una discussione sui recenti colpi di Stato avvenuti in Niger e in Gabon. Italia e Francia hanno molto in comune, ma sussistono anche distinguo non marginali.

I meccanismi della diplomazia parlamentare restano però un prezioso fluidificatore. Anche laddove permangono differenze. Lo ha sostenuto anche Eugenio Zoffili, presidente della delegazione Osce e da poco rappresentante speciale per la lotta alla criminalità organizzata. Zoffili, uno degli uomini più ascoltati nella Lega, è anche presidente del gruppo di amicizia Italia-Giappone ed era a Tokyo nei giorni del G7. “In un contesto globale i rapporti bilaterali e la diplomazia parlamentare rappresentano la chiave per lo sviluppo di relazioni sempre più concrete sul piano istituzionale, economico e della cooperazione internazionale”, ha spiegato.

Tornando però al G7 parlamentare da sottolineare la presenza di tutti gli speaker, a partire dallo statunitense Kevin McCarthy. La più alta carica repubblicana – al suo esordio in un G7 – è sembrato voler dare un’enfasi relativa al meeting giapponese. Neanche una foto o un commento sul merito dei lavori. Fa eccezione un saluto con i marines di stanza all’ambasciata statunitense a Tokyo, ripreso con una foto sui social: “Il mio messaggio durante l’incontro del G7 dei Presidenti di Parlamento: l’energia americana – in particolare il gas naturale pulito – rimane il fondamento incrollabile per la sicurezza energetica nel mondo libero ora e in futuro”. Un messaggio di politica interna, nelle stesse ore in cui Biden si trovava al G20 di New Delhi.

Fontana e McCarthy hanno condiviso – come riporta il comunicato italiano – il ruolo di primo piano che svolge il nostro Paese sia in Europa sia nello scacchiere internazionale. Anche in questa occasione si è parlato di Africa (con l’ok all’emendamento Fontana approvato poco dopo), così come della volontà di rafforzare la cooperazione parlamentare, con particolare riferimento alla cybersicurezza e alle minacce ibride.

“E’ un bilancio positivo – commenta Fontana a SkyTg24 da Tokyo – perché siamo riusciti a focalizzare le riunioni sulle questioni che interessano prettamente l’Italia, in particolar modo le questioni del Mediterraneo e dell’Africa, non solo dal punto di vista delle migrazioni ma anche da un punto di vista economico e di cooperazione”. Adesso lo sguardo è rivolto a Verona 2024. Uno snodo importante per la diplomazia parlamentare italiana.

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