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“Frau Merkel” del giornalista Claudio Landi si rinnova con una seconda edizione.

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Ma partiamo con ordine. In quest’opera l’autore fa una disamina di quella che a tutti gli effetti si può definire un’epopea “merkeliana”. Partendo dalla figura di Alfred Herrhausen, banchiere tedesco ucciso dalla RAF a poco tempo di distanza dalla caduta del muro, si ripercorrono tutti quegli aspetti che hanno caratterizzato la politica interna ed estera della Germania post caduta muro di Berlino.

È dalla caduta del muro di Berlino, per molti tragedia per altri opportunità, che si instaura la visione Merkeliana, una visione che se da un lato raccoglieva i pezzi di un Paese spaccato in due, dall’altro lato lavorava alacremente affinché si formasse quella “Europa dai cerchi concentrici” teorizzata dal banchiere Herrhausen. 

Gli intricati rapporti con la Russia post-sovietica, le difficili comprensioni con gli alleati europei (Francia in primis), la costante ricerca di un’Unione Europea disseminata di ostacoli e di crisi economiche e politiche, hanno reso la Merkel, in qualche modo, figlia di un ‘secolo’ ancor più breve del XX, quello che va dalla Germania post-unificazione ai nostri giorni. 

Claudio Landi, giornalista economico per Radio Radicale, compie un lavoro di non facile struttura: concentrandosi prettamente sulla storia economica dell’operato della Merkel, ripercorre quelle che sono state le maggiori sfide della Cancelleria: dalla crisi del 2007 alla gestione della crisi greca ai difficili rapporti della Presidenza Trump al nuovo Challenger internazionale rappresentato dalla Repubblica Popolare Cinese. 

Nuovo aspetto, che ha avuto un ruolo pivotale nel suo discorso di addio al Budestag, è la gestione pandemica: una realtà che se da un lato ha creato ampie divisioni tra gli Stati dell’Unione Europea, dall’altra ha polarizzato lo scontro politico e sociale all’interno dei singoli stati. La Merkel questo lo sa: i cittadini europei sentono il peso di una crisi senza precedenti che non ha ancora mostrato la propria testa, lungi quindi dal vederne la cosa nel breve termine, che potrà essere una sfida molto più impegnativa di qualsiasi altra. 

La Merkel, che ha lasciato la presidenza della CDU, passando il testimone della Cancelleria a Laschet, ha rimarcato l’importanza del continuum politico-amministrativo, concretizzando quindi la sua di visione, quella stessa visione che ha caratterizzato i suoi due decenni di governo.

La seconda edizione di questo libro era quindi tanto doverosa quanto attesa: la Merkel lascia sicuramente delle sfide che dal 2019 (anno della prima edizione) saranno cruciali non solo per il destino della Germania ma anche della stessa Unione Europea. Dagli accordi con la Cina alla NextGen EU, ai cambiamenti climatici e ai rapporti con la Russia, rimasta saldamente nelle mani del presidente Putin nelle ultime elezioni svoltesi qualche giorno fa.

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