Forze leggere per Pechino

Al giorno d’oggi vi sono degli asset che bisogna possedere per essere annoverati nella cerchia ristretta delle grandi potenze. Per assurgere a tale prestigio sul mare occorre essere dotati del binomio portaerei-sottomarino nucleare. La PRC sta investendo ingenti risorse per tale scopo.

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Il programma portaerei procede speditamente e la Type001A (in foto), prima nave di questo tipo costruita interamente con know-how cinese, è prossima all’entrata in servizio. I sottomarini a propulsione nucleare al contrario, sia SSN che SSBM, si sono rivelati di qualità deludente. La tecnologia impiegata e le caratteristiche progettuali sarebbero adeguate agli standard sovietici della fine degli anni ’70.

Stante questa situazione sugli oceani del mondo, la PRC, con le sue quasi illimitate coste, deve i fare i conti con una serie di possibili minacce provenienti da vicini ostili.

Sempre crescenti tensioni hanno visto la Cina al centro di contrasti con il Vietnam per il golfo del Tonchino, con Le Filippine per lo stretto di Luzon, con gli USA e Taiwan per lo stretto di Formosa e con la Corea del Sud per via del suo programma di costruzioni navali che potrebbe dar luce ad un nuovo attore nel Mar Giallo. Per far fronte ad una situazione di tale complessità e per garantire gli interessi cinesi in quelle acque litoranee e mari stretti, tanto importanti per gli interessi di Pechino, la PLAN è decisamente ben equipaggiata.

Le acque costiere e poco profonde sono inadatte al grosso naviglio oceanico come le portaerei o gli incrociatori. Anche gli stessi sottomarini nucleari diventano più vulnerabili per via del rumore in acque basse. I cinesi ben consci delle loro capacità limitate nella costruzione di complesso naviglio di grosso tonnellaggio hanno dato il meglio nella produzione in numero impressionante di forze leggere. La grande semplicità ed economicità di motomissilistiche, corvette e sottomarini convenzionali li rendono ideali per l’industria cinese ma anche per la conformazione geografica del gigante asiatico.

La PLAN possiede più di trenta sottomarini a propulsione diesel elettrica o AIP, che sebbene siano meno sofisticati delle controparti tedesche o russe sono comunque perfettamente in grado di svolgere il loro compito di sorveglianza delle coste e spie silenziose dagli abissi. Le corvette della classe Type 056 sono piccole ed affidabili oltre ad esse prodotte su vastissima scala, più di cento. Ma particolare attenzione va posta alla motomissilistica Type 022(in foto). Benché prodotta in oltre 80 esemplari la sua particolare virtù sono i sistemi di comunicazione, dispone infatti di capacità C4 così che possa svolgere sia ruoli di combattimento che di ricognizione.

Sebbene non possieda ancora una Blue Water Navy la PRC è dunque in grado di proteggere la propria zona economica esclusiva così come il proprio traffico mercantile nei mari prossimi ai suoi porti. Nessun’altro attore della regione possiede un tale numero di scafi eccetto la Corea del Nord che però è uno stretto alleato della Cina. La USN gode sì di una superiorità netta in termini qualitativi ma di fronte ai numeri cinesi lo strapotere statunitense potrebbe trovare un valido avversario. Dopotutto Pechino sta intraprendendo una politica di piccoli passi e di progressiva rivendicazione di sempre maggiori spazi marittimi. Le forze leggere sono insostituibili per svolgere quei ruoli funzionali al perseguimento di una tale politica e la PLNA essendone ben dotata è in ultima analisi un valido strumento militare, adatto alle necessità politiche.

 

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