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Finlandia: la “nuova era” della politica estera dopo l’ingresso nella NATO

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Il rapporto del governo finlandese sulla politica estera e di sicurezza definisce gli obiettivi e le linee guida della condotta di Helsinki nell’arena internazionale, ispirata da un “realismo basato sui valori”. Membership della NATO, difesa dell’Ucraina, salvaguardia dell’ordine internazionale, mantenimento di forti capacità di difesa e approccio della sicurezza omnicomprensiva si confermano tra i punti fermi.

L’ingresso nella NATO della Finlandia, così come della vicina Svezia, ha rappresentato una delle novità più rilevanti nello scenario europeo in seguito all’invasione russa dell’Ucraina del 2022. Una scelta storica, in quanto pone fine a uno status di neutralità mantenuto per lungo tempo dal Paese, compiuta in virtù di un largo consenso diffuso sia tra l’opinione pubblica, sia all’interno della classe dirigente finlandese. La fondatezza di questo assunto è stata confermata dalla prevedibile continuità che ha caratterizzato la politica estera finlandese nel corso dell’ultimo anno a dispetto degli avvicendamenti nelle cariche politiche di vertice: nel giugno 2023, infatti, il governo di Sanna Marin (artefice dell’ingresso nella NATO) è stato sostituito da quello guidato dal centro-destra e presieduto da Petteri Orpo, mentre Alexander Stubb è diventato Presidente della Repubblica succedendo a Sauli Niinistö.
Lo scorso 20 giugno il governo finlandese ha pubblicato un rapporto sulla politica estera e di sicurezza, nel quale viene offerto un quadro non solo dell’ambiente internazionale e delle sfide che il Paese si trova a dover affrontare, ma anche dei fondamenti, degli obiettivi e delle linee fondamentali della politica estera di Helsinki.

Le sfide nell’ambiente internazionale

Il documento descrive l’ambiente internazionale attuale come caratterizzato da una crescente competizione strategica tra democrazie e potenze autoritarie, in primis tra Stati Uniti e Cina, la quale si svolge non solo sul terreno economico e militare, ma anche economico e tecnologico. Da ciò scaturisce non solo la frammentazione e regionalizzazione della cooperazione multilaterale, ma soprattutto la messa in discussione dell’ordine internazionale basato sulle regole e del diritto internazionale, aspetto particolarmente enfatizzato nel testo.

Tra gli sfidanti dell’ordine internazionale, la Russia viene prevedibilmente considerata con grande attenzione. La Federazione russa viene descritta come un attore revisionista impegnato a riaffermare il proprio status di grande potenza; una tendenza di lungo periodo, di cui l’invasione su larga scala dell’Ucraina costituisce una delle manifestazioni. In questo contesto, Mosca mirerebbe a restaurare in Europa un regime di sfere di influenza, superando in questo modo l’ordine securitario basato sulle regole e mostrando sostanziale disinteresse per i principi di sovranità e integrità territoriale degli Stati. La Russia ha intrapreso un’opera di destabilizzazione dell’Europa orientale che, nel contesto nordico e baltico (ma non solo), si manifesta attraverso una serie di attacchi ibridi; nel caso della Finlandia, le cui relazioni con il vicino orientale si sono inasprite a partire dal 2022, Mosca ha agevolato un flusso migratorio che ha riguardato il confine russo-finlandese a partire dall’estate 2023 e che ha indotto Helsinki a chiudere a tempo indeterminato la frontiera. Sebbene il testo escluda la presenza di minacce militari imminenti da parte della Russia, viene affermata la necessità di preparare il Paese a questa eventualità.

Realismo basato sui valori

Secondo il documento, il fondamento della politica estera finlandese è da ricercare in un “value-based realism”, espressione tra l’altro utilizzata da Stubb nel suo discorso di inaugurazione da Presidente per descrivere la sua visione delle relazioni internazionali. Questa concezione, appunto, da un lato presenta una componente realista (necessità di mantenere solide capacità di difesa, consapevolezza di dover risolvere le grandi sfide globali anche attraverso l’interlocuzione con attori non “like-minded”), dall’altro considera gli aspetti istituzionali e valoriali (appartenenza a UE e NATO, importanza dell’ONU e necessità di riformarla e rafforzarla; valori della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani, cooperazione nell’ambito del sistema internazionale basato sulle regole).

Vengono identificati tre obiettivi chiave della politica estera e di sicurezza. In primis, la salvaguardia dell’integrità territoriale e dell’indipendenza del Paese; il non coinvolgimento in conflitti militari; infine, il miglioramento della sicurezza e del benessere della popolazione.
La salvaguardia della sicurezza viene perseguita in virtù di tre pilastri: in primo luogo, il mantenimento di forti capacità di difesa, a partire dallo scorso anno anche nel quadro della difesa e deterrenza della NATO; poi, l’appartenenza all’UE e alla stessa Alleanza atlantica; in terzo luogo, la cooperazione bilaterale in materia di politica estera e di sicurezza con una serie di alleati chiave e di partner. 

Il mantenimento di solide capacità di difesa si fonda non solo sulla coscrizione generale, ma anche sul noto approccio della sicurezza omnicomprensiva, consistente nel coinvolgimento della società nel suo complesso e sulla preparazione di quest’ultima alla difesa del Paese contro minacce esterne, creando anche i presupposti per il mantenimento delle sue funzioni vitali in caso di attacco. La sicurezza, inoltre, viene concepita in modo ampio, comprendendo gli aspetti economici, sociali e tecnologici. L’accento viene posto sulla necessità di assicurare la resilienza della società, evidenziata da fatti accaduti negli ultimi anni come la pandemia del Covid-19. La Finlandia, da questo punto di vista, può vantare una popolazione particolarmente propensa a difendere il Paese in caso di necessità. Inoltre, agisce attivamente per contrastare campagne di informazione ostili condotte da attori esterni al fine di destabilizzare la società, così come per evitare dinamiche di polarizzazione di quest’ultima.

Alleanze, istituzioni e partnership

Una funzione essenziale per la sicurezza della Finlandia viene ovviamente riconosciuta alla NATO. L’ingresso del Paese nell’Alleanza ha inaugurato, secondo il documento, una “nuova era” nella sua politica estera, rafforzandone la sicurezza. Helsinki, allo stesso tempo, si impegna a partecipare al “burden sharing” dell’Alleanza, contribuendo anche al rafforzamento della stessa mettendo a disposizione le sue capacità di difesa e resilienza.

L’espansione della NATO verso nord, secondo il testo, ha prodotto un cambiamento fondamentale nel panorama strategico della regione e riveste particolare importanza alla luce delle mire russe verso l’area del Baltico e dell’Artico. Nel documento viene trattata anche la questione delle isole Åland, caratterizzate da uno status di neutralità in virtù di convenzioni di lunga data e attualmente non militarizzate; si afferma, in particolare, che con l’ingresso della Finlandia nella NATO il loro status non ha subito un mutamento, ma anche che Helsinki si impegna a difendere questi territori in caso di attacchi.

Ampio spazio viene anche dedicato all’Unione europea, descritta come il quadro di riferimento nel quale si svolge la politica estera finlandese; viene espresso l’obiettivo di lavorare attivamente per approfondire la Politica Estera e di Sicurezza Comune e la cooperazione in materia di difesa, rafforzando allo stesso tempo il ruolo globale dell’UE. Nel contesto delle vicende attualmente in corso, inoltre, l’allargamento dell’Unione assume un carattere geopolitico, funzionale alla stabilità del continente.

Si afferma anche l’importanza della cooperazione in materia di difesa e sicurezza con una serie di alleati e partner. Nel contesto regionale, si conferisce ovviamente un ruolo di primo piano ai Paesi vicini, sottolineando l’obiettivo di rendere la regione nordica quella meglio integrata a livello mondiale; si considerano, poi, i Paesi baltici, con i quali sarà possibile approfondire la cooperazione di difesa in virtù della comune appartenenza alla NATO. Dal punto di vista istituzionale, si rimarca l’importanza del forum NB8, che riunisce appunto i Paesi dell’area nordica e baltica.
Rimarcato inevitabilmente il ruolo degli Stati Uniti, con i quali la Finlandia ha concluso un Defence Cooperation Agreement nel dicembre 2023; l’impegno di Washington per la sicurezza europea viene considerato come fondamentale.
Viene, infine, espresso l’auspicio di un approfondimento delle relazioni politiche ed economiche con paesi “like-minded” situati fuori dal quadro europeo, come Australia, Corea del Sud e Giappone.

Ampio spazio è stato dedicato all’Ucraina. Il testo afferma come, alla luce alle ostilità in corso, siano in palio non solo l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale del Paese, ma anche i principi fondamentali del diritto internazionale. Il supporto a Kyiv, con cui Helsinki ha concluso nel mese di aprile un accordo bilaterale di sicurezza valido per 10 anni, viene descritto come una priorità della politica estera finlandese, con l’obiettivo di porre fine all’occupazione illegale del territorio ucraino da parte della Russia; si dichiara, in questo contesto, la volontà di fornire questo supporto fino a quando ciò sarà necessario.

La questione ucraina si lega a quella della difesa dell’ordine internazionale basato sulle regole e dei principi del diritto internazionale, che la Finlandia intende salvaguardare. Da questo punto di vista, nel documento si afferma anche l’obiettivo di inserire la Finlandia tra i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel periodo 2029-30.

Conclusione

In conclusione, il documento del governo finlandese riafferma gli indirizzi che hanno caratterizzato la politica estera di Helsinki fin dal 2022, stabilendo una continuità con il governo precedente e confermando il consenso diffuso tra la classe dirigente del Paese sui punti fondamentali della condotta della Finlandia in un’arena internazionale caratterizzata da crisi molteplici e rapidi cambiamenti. Partecipazione alla NATO, difesa dell’ordine internazionale basato sulle regole, mantenimento di solide capacità di difesa, supporto all’Ucraina, cooperazione con gli attori regionali e linea di fermezza di fronte alla Russia sono alcuni dei tratti che, ragionevolmente, continueranno nei prossimi anni a segnare la politica estera della Finlandia.

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