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Le Filippine cercano nuovi partner strategici: l’India come nuovo attore?

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Nel giro di chiamate post-elettorali, il neo eletto presidente Ferdinand “Bong-Bong” Marcos Jr. pare intrattenere rapporti cordiali con tutti i Paesi confinanti, Cina e Stati Uniti in primis. Tuttavia, vi potrebbe essere un altro player che sempre più si dimostra interessato ad un partenariato strategico con l’arcipelago, e potrebbe essere di estrema rilevanza per la strategia filippina, al di là del necessario e per quanto possibile cordiale dialogo con le Superpotenze dell’Indo-Pacifico. 

Nel normale scambio di congratulazioni post-elettorali, il presidente eletto Marcos Jr. ha incontrato personalmente alcuni ambasciatori e capi di stato di paesi limitrofi alle Filippine, tra cui Corea del Sud, Giappone, Australia, Singapore e India. È chiaro come sia essenziale per la nuova Amministrazione perseguire un dialogo di buon vicinato con tali paesi, con cui l’Arcipelago intrattiene importantissimi legami economici (specie Corea del Sud e Giappone). Tuttavia, occorre soffermarsi sulla particolare attenzione rivolta nei confronti dell’India. 

Nell’incontro svoltosi tra Marcos Jr. e l’Ambasciatore indiano, quest’ultimo ha espresso l’interesse da parte dell’India a costituire un partenariato strategico con l’Arcipelago in diversi settori, tra cui spiccano l’agricoltura e la difesa. Tali dichiarazioni si inseriscono nel solco di una primo passo verso una più stretta cooperazione militare: a gennaio 2022 è stato finalizzato l’acquisto da parte del Governo filippino di missili supersonici prodotti dalla Società indiana BrahMos, e forniti all’Esercito Filippino tramite un accordo intergovernativo di fornitura con l’India (c.d. Government-to-Government Agreements o G2G) del valore di circa 370 milioni di dollari. Tale investimento, per quanto di valore ed entità contenuta, rientra nel programma di ammodernamento delle Forze Armate Filippine per dotarsi di minime capacità di deterrenza entro il 2028. 

Le ragioni per cui tale sistema missilistico è rilevante sono duplici, sia di ordine tattico che di natura strategica. Innanzitutto, il fatto che tale missile abbia un raggio di azione pari a circa 300 km consentirebbe alle forze Armate Filippine di raggiungere le installazioni para-militari cinesi nell’isolotto di Mischief Reef nel Mar Cinese Meridionale, rendendo di fatto per il prima volta vulnerabile un’installazione cinese nell’area. Inoltre, è interessante notare come tale tentativo di deterrenza indigena non si sia materializzato attraverso l’utilizzo di equipaggiamenti statunitensi (alleato storico delle Filippine e maggior fornitore di armamenti), bensì attraverso un sistema Indiano: attraverso la cessione di un sistema d’arma complesso, l’India si inserisce come partner dell’Arcipelago nei suoi sforzi di contenimento dell’espansionismo cinese nel Mar Cinese Meridionale. 

Alla luce di tali sviluppi, appare evidente come la comunanza di interessi tra India e Filippine possa portare ad uno sviluppo dei rapporti tra le due nazioni in misure mai viste in precedenza. Dal punto di vista indiano, rafforzare i rapporti con i paesi del Sud-Est asiatico è essenziale nel perseguimento della propria strategia nell’Indo-Pacifico, e Nuova Delhi si presenta sempre più come un interlocutore alternativo di Pechino per tali paesi, per una serie di fattori: è un paese emergente nella stessa area geografica (per alcuni una futura grande potenza), presenta un’idea di ordine regionale alternativa alla pura egemonia statunitense, e allo stesso tempo non incombe sul Mar Cinese Meridionale come la Cina. Allo stesso modo, l’attuale amministrazione Marcos parrebbe consapevole dei limiti delle proprie capacità di contenimento nei confronti della Cina, ma allo stesso tempo non propensa ad una completa e totale dipendenza militare dall’alleato storico, gli Stati Uniti, spingendosi a cercare possibili alternative. 

In conclusione, è da sottolineare come tale tendenza si registri in diverse misure in molti paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico (ASEAN), ossia il tentativo di diversificare i rapporti con diversi interlocutori al fine di garantire la centralità degli affari regionali nel discorso di politica estera di ciascun membro, limitando l’influenza delle superpotenze. In quest’ottica, l’India potrebbe giocare un ruolo chiave per garantire la stabilità regionale e la libertà di navigazione nei mari della zona. Ciò anche in considerazione che, in quanto membro del QUAD, l’India potrebbe essere l’attore designato allo scopo, in un contesto come quello dell’Indo-Pacifico che appare sempre più una costellazione di relazioni dai contorni sfumati e ambigui. 

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