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TematicheMedio Oriente e Nord AfricaFIFA World Cup Qatar 2022 e geopolitica dei vaccini:...

FIFA World Cup Qatar 2022 e geopolitica dei vaccini: proiezioni di turismo post-Covid nel Golfo

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In un’atmosfera di generale eccitazione prodotta dalle classificazioni europee ai mondiali di calcio, risulta d’interesse apprendere le possibili dinamiche di viaggio nei paesi GCC per i tifosi di tutto il mondo. Di fatto, manca un anno e mezzo all’inizio della FIFA World Cup in Qatar e il Primo Ministro, Sheikh Khalid bin Khalifa bin Abdulaziz Al Thani, ha già comunicato che permetterà l’accesso nel territorio nazionale per le gare sportive solo a tifosi vaccinati – al contrario di chi, non vaccinato, non sarà ammesso negli stadi. Nonostante tali misure, il governo qatarino si sta altresì impegnando nell’ottenimento di un cospicuo numero (circa un milione) di dosi per coloro che non avranno avuto possibilità di vaccinarsi nei paesi d’origine, per consentire anche a costoro l’accesso alle gare.

Il Qatar ha investito moltissimo nella realizzazione di strutture che possano rendere le competizioni e la visione delle stesse un’esperienza unica per i turisti sportivi provenienti da tutto il mondo. Negli ultimi cinquant’anni, il Qatar si è di fatto trasformato da nazione dalle relativamente limitate risorse economiche (l’occupazione principale era la pesca delle perle) in uno degli Stati più ricchi del Golfo, anche grazie allo sviluppo delle sue abbondanti risorse di petrolio e gas. Il PIL pro capite del Qatar è oggi tra i più alti del mondo e la sua crescita economica ha avuto un andamento costante – nonostante l’embargo diplomatico, economico e logistico del 2017 imposto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto. 

Fino alla comparsa del Covid, il Qatar stava emergendo come destinazione per il turismo culturale, educativo, sportivo e crocieristico, oltre ad essere un attore chiave nel turismo leisure e degli eventi aziendali di lusso. Eventi globali ad alto impatto stanno di fatto guidando la crescita del turismo del paese e il Covid potrebbe non risultare un elemento di arresto il tal senso. In effetti, il Qatar ha ospitato quasi 80 eventi sportivi all’anno e il ​​programma fino al 2023 pare essere ancora aperto. Non bisogna dimenticare che la nazione qatarina è stata il primo paese del Medio Oriente ad ospitare i Campionati mondiali di atletica leggera 2019 e che offre una vasta gamma di esperienze autentiche con attrazioni che includono musei all’avanguardia, gallerie, installazioni di arte pubblica, siti archeologici, fortezze e organizzazioni e operatori turistici che creano e realizzano interessanti itinerari del Paese.

Attualmente il Qatar è in una fase di rigenerazione urbana con la massiccia costruzione di nuove strutture alberghiere, appartamenti di lusso per stranieri, sedi di grandi multinazionali, infrastrutture per eventi sportivi, ad esempio gli otto stadi in costruzione in vista della World Cup. Alla luce di ciò, un elemento da tenere in considerazione è il fatto che, oltre alle restrizioni di viaggio imposte dalla pandemia, anche a causa del fatto che il Qatar è attualmente un sito aperto, molti potenziali turisti rimandano il viaggio a quando il paese sarà “pronto” a presentarsi con tutte le sue attrazioni. Inoltre, una motivazione sul calo degli arrivi registrato dal 2018 è stata legata certamente all’embargo: in ​​Qatar il calo di turismo ha riguardato principalmente quella parte di viaggiatori provenienti dai Paesi GCC i cui arrivi totali sono diminuiti del 73% e gli arrivi di altri cittadini arabi sono diminuiti del 22% rispetto al 2017.

Tuttavia, gli arrivi di visitatori provenienti da ogni altra regione sono aumentati nel 2018. Lusail, la città ecosostenibile del futuro, a pochi chilometri da Doha, sarà la sede delle finali dei mondiali di calcio del 2022. Lusail è divenuta la città simbolo della strategia nazionale qatarina Vision 2030 e si prevede che ospiterà nei suoi centri commerciali, culturali, finanziari e soprattutto nei suoi centri sportivi, circa duecentocinquantamila abitanti e centosettantamila lavoratori, oltre a migliaia di visitatori. L’approccio del governo Al Thani è sicuramente quello di coinvolgere i turisti e la popolazione locale nell’evento e nelle pratiche sportive, pur mantenendo i turisti nelle strutture ricettive totalmente separati, in una sorta di segregazione spaziale, dai contesti residenziali qatarini. Gli stessi appartamenti di lusso sono pensati e realizzati per ospitare turisti, non qatarini. 

Così come una parte di Doha viene utilizzata solo per l’accoglienza di turisti leisure o business in un’atmosfera ibrida e artificiale, ove tendenzialmente non risiedono i nativi e residenti, lo stesso si immagina avvenire a Lusail e nelle “città dello sport” del Qatar, in cui tale segregazione spaziale risulterà, probabilmente, ancora più marcata. A Doha il turista abita nella zona The Pearl, frequenta le spiagge private di hotel o appartamenti secondo i propri canoni culturali, si reca in centri commerciali e fa escursioni ad hoc pensate per il suo tempo libero. Ma, quando il turista decide, ad esempio, di andare in una spiaggia pubblica, allora deve attenersi a quelli che sono i canoni della cultura locale: le donne, ad esempio, non possono indossare il bikini, così come gli uomini non possono indossare pantaloni corti e, naturalmente, non si può bere alcol per strada. In sintesi, come in altre realtà turistiche musulmane, il Qatar vuole evitare contaminazioni tra la cultura locale e quella portata dai viaggiatori. 

Un ultimo elemento, ma non meno importante, da tenere in considerazione è quello relativo ai flussi turistici in arrivo dagli altri paesi GCC, come ad esempio Oman, Emirati e Arabia Saudita che potrebbero essere scelti come “base” da parte dei turisti in arrivo per ragioni diversissime come ad esempio motivazioni di tipo economico (il Qatar risulta essere una destinazione di lusso e quindi molto costosa rispetto ad altri paesi GCC) o preferenze connesse al tipo di turismo prediletto dai viaggiatori (il Qatar presenta meno alternative di turismo outdoor rispetto, ad esempio, all’Oman ove anche il camping potrebbe essere una valida – oltre che economica – esperienza e possibilità di soggiorno).

Ammesso che la situazione pandemica lo permetta, il tifoso-turista che giunge in Qatar dai Paesi GCC avrà la possibilità di muoversi via aerea, marittima o terrestre – anche questa scelta dipenderà liberamente dalle preferenze e disponibilità economiche dei tifosi.

Come lo Sceicco Al Thani ha già anticipato, comunque, la Coppa araba FIFA 2021 che si terrà in Qatar tra il 1° dicembre e il 18 dicembre di quest’anno, comproverà la preparazione del Paese ad ospitare la FIFA World Cup 2022, uno degli eventi globali più attesi degli ultimi anni.

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