I decessi per overdose causato dalla vendita del fentanyl nelle strade delle città americane e anche di quelle canadesi vede come attori da un lato due cartelli messicani, in particolare quello di Sinaloa e quello di Nuova Generazione Jalisco, i gruppi criminali più grandi dediti allo smercio di questa letale droga e dall’altro la vasta zona grigia delle aziende del settore chimico nei distretti industriali cinesi e di numerose imprese indiane.
Il fentanyl si è diffuso da diversi anni nel Nord America causando migliaia di decessi, una droga micidiale con altissimo tasso di letalità, cinquanta volte più potente dell’eroina. I numeri parlano da soli. Nel 2022 i decessi per overdose sono stati pari a 111.029 morti, nel 2023 sono stati 107.543. Questa droga ha delle caratteristiche che ne hanno reso, purtroppo, facilissima la produzione e la vendita: per la produzione massiva di pillole di fentanyl occorrono meno persone e meno risorse, rispetto all’eroina e cocaina. Il suo trasporto, date le dimensioni delle pillole, è nettamente agevolata, complicando moltissimo il lavoro delle forze di polizia e di frontiera.
La supply chain del fentanyl sia articola, in estrema sintesi, su questi passaggi: 1) acquisto dei precursori chimici, 2) preparazione in laboratori siti in Messico e in paesi del centroamericani, 3) consegna del prodotto agli uomini del Sinaloa e del Jalisco, 4) distribuzione nel Nord America alle loro ‘reti’ di vendita, che già smerciano cocaina ed eroina. I precursori chimici per produrre il fentanyl sono acquistati dalle industrie chimiche cinesi e in misura minore anche da imprese del settore chimico indiane.
L’acquisto dei precursori come avviene ? Dalle inchieste estremamente accurate di Insight Crime è questo lo scenario che emerge: i cartelli messicani di Sinaloa e Jalisco i più grossi produttori e trafficanti di fentanyl a livello globale attingono da un vastissimo ‘ecosistema’ di produttori di precursori chimici. Ecosistema che nonostante gli interventi delle autorità cinesi muta in continuazione, cambia pelle: dal semplice cambio del nome al passaggio da Internet legale a quella illegale cioè il dark web. Vengono impiegati più intermediari, si sono create delle catene logistiche ‘allungate’ al fine di mascherarne le tracce, successivamente via nave e via normali corrieri queste imprese spediscono i precursori ai ‘clienti’ che ne hanno fatto richiesta, dove dietro ci sono ovviamente i laboratori allestiti dai cartelli o ad essi collegati.
Un sistema davvero camaleontico che permette a queste imprese enormi guadagni elevati esentasse. Insight Crime ha individuato circa duecento aziende chimiche cinesi che producono precursori, concentrate per la maggior parte nelle province Hebei e Hubei, facenti delle province di punta dell’economia cinese. Sistema difficile da scardinare e che tuttavia evidenzia una minore efficienza negli ultimi dodici mesi. Il governo di Pechino pose delle restrizioni nel 2019 pressato dal Trump del primo mandato, poi su forte sollecito dell’amministrazione di Joe Biden ne ha introdotte altre lo scorso anno.
Nel 2024 vi è stata una accelerazione dei sequestri sia da parte messicana che statunitense, segnalando un leggero rallentamento nei flussi grazie ai divieti imposti dai cinesi. Le dogane degli Stati Uniti hanno sequestrato 10 tonnellate di pillole rispetto alle 12 tonnellate del 2023, dal canto loro le autorità di Città del Messico hanno sequestrato, nel luglio scorso, quasi 12 milioni di pillole rispetto ai soli 1300 milioni del 2023.
E’ stato anche individuato ‘l’antagonista’ del fentanyl, il naxolone che ha consentito di evitare molti decessi. I dati a fine 2024 indicano una riduzione del 17% nei decessi per overdose da fentanyl ed è la prima volta che si verifica.

