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NotizieEvoluzioni controverse nella politica venezuelana

Evoluzioni controverse nella politica venezuelana

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La situazione politica in Venezuela è sempre più indecifrabile. Nel senso che gli avvenimenti sembrano andare in un’unica direzione, ma l’opinione pubblica nordamericana ed europea, in particolare, interpretano scenari che differiscono dalle notizie che ci giungono dal paese. Il 14 agosto l’Assemblea Nazionale ha approvato la controversa Ley Orgánica de Educación (LOE). La legge, come si evince facilmente dal titolo, si riferisce all’educazione e alla pubblica istruzione.

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In realtà Chavez ha inserito nella stessa molti articoli che avrebbero dovuto trovare posto nella cosiddetta nuova “Ley Mordaza”, legge bavaglio come la chiama l’opposizione, ossia una normativa volta a limitare la libertà di stampa tramite una sospensione della licenza a “quei media che promuovono, fanno apologia o incitano alla guerra, al delitto, alla discriminazione o siano in qualsiasi modo contrari alla sicurezza nazionale”. Già esiste una normativa del 2004 molto severa nei confronti dei mezzi di informazione difformi rispetto alla dottrina di stato, ma Chavez ha più volte anticipato di voler rivedere la stessa giudicata inadeguata rispetto alla “propaganda imperialista”. La stessa LOE contiene i prodromi della nuova legge “Mordaza”, all’articolo 50 si proibisce la “pubblicazione di informazioni che producano terrore tra i bambini, incitino all’odio, all’aggressività e all’indisciplina”.

Insomma una serie di limitazioni che non si rifanno a regole o canoni misurabili ma che si prestano facilmente come strumento di censura arbitraria. Il giorno stesso dell’approvazione della legge si sono svolte una serie di manifestazioni spontanee nella città di Caracas e un’assemblea degli studenti, che ha convocato una corteo di protesta per lo scorso 22 Agosto. Quando, il giorno prestabilito, la manifestazione giunse all’Avenida Libertador, essa fu dispersa dalla Polizia e dalla Guardia Nacional con i lacrimogeni, senza che nessuno dei partecipanti avesse in qualche modo attuata qualche forma di violenza. Le immagini della repressione della protesta furono trasmesse solo da Globovision e tutti i partiti dell’opposizione accusarono il capo della Guardia Nacional della violazione del diritto alla manifestazione pacifica, sancito dalla costituzione. Ma lo stesso presidente Chavez assume su di sé la responsabilità dell’intervento dichiarando che “chiamai Benavides(il capo della Guardia Nacional) e mi disse che stavano provocando lui e la sue truppe” e che la vera colpa era “dei borghesi e dei borghesucci che manifestano contro la dignità della patria”. Il 26 agosto 13 dipendenti del Comune di Caracas sono stati arrestati mentre protestavano pacificamente sotto il Tribunale Supremo di Giustizia proprio contro la decisione di trasferire tutte le competenze economiche dell’amministrazione cittadina ad una nuova autorità federale appositamente approvata da Chavez.. Le elezioni del novembre 2008 hanno eletto Ledezma come sindaco di Caracas, ma il governo di Chavez ha sempre ostacolato l’operato dell’esecutivo cittadino, prima negando l ‘accesso al Municipio, poi varando una serie di norme ad hoc che delegittimano l’autonomia della giunta municipale. Nella giornata seguente il Prefetto di Caracas Richard Blanco è stato prelevato da sei uomini armati ed arrestato. Blanco è a tutti gli effetti il vice di Ledezma ed è il presidente del partito politico del sindaco di Caracas.

Lo studente Julio Rivas ha passato 22 giorni in prigione sempre a causa della partecipazione ad una marcia di protesta. L’amministrazione di Chavez controlla sia la Corte Suprema che altri tribunali minori, e le proteste dell’opposizione non riescono a raggiungere l’opinione pubblica estera. La recente passerella del presidente venezuelano a Venezia in occasione della mostra del cinema, al di là delle solite e sterili polemiche politiche sull’opportunità della visita, non ha costituito un’occasione per parlare della situazione del paese. L’anomalia della democrazia in Venezuela è evidente e andrebbe affrontata dalla stampa estera in maniera serena e al di là delle differenze ideologiche. Purtroppo, le interpretazioni pregiudiziali fioccano ed occupano l’intero spazio pubblico destinato al dibattito, dove dovrebbero al contrario affermarsi analisi anideologiche. Un imperativo sempre più impellente, specie per l’Italia: dal nostro Paese salparono infatti i progenitori di molti dei venezuelani di oggi.

 

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