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TematicheStati Uniti e Nord AmericaL’evoluzione delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e India

L’evoluzione delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e India

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Storicamente, le relazioni tra Stati Uniti e India sono state caratterizzate da alti e bassi. Le due nazioni hanno alternato periodi nei quali si sono schierate su posizioni complementari, a lunghe fasi di allontanamento, caratterizzate da forti contrapposizioni, o da tentativi falliti di migliorare le relazioni diplomatiche. Tuttavia, la recente ascesa della Cina ha comportato un drastico cambiamento nelle relazioni tra i due stati, i quali hanno cominciato a ritenere conveniente una partnership volta a bilanciare l’ascesa di un rivale comune.

   La storia

Sin dagli anni precedenti al secondo conflitto mondiale, gli Stati Uniti hanno sostenuto l’indipendenza indiana in ossequio alla loro storica opposizione al colonialismo europeo, nonché alla volontà di estendere la propria influenza verso le nazioni post-coloniali. Durante il conflitto, il Presidente Franklin Delano Roosevelt aveva già più volte fatto pressione su Churchill affinché avviasse un disimpegno dal subcontinente, ricevendo tuttavia un rifiuto. La sconfitta di Churchill in occasione delle elezioni del 1945 aprì la strada all’indipendenza dell’India, garantita dall’Indian Independence Act del 1947. Le relazioni tra Washington e Nuova Delhi furono subito caratterizzate da una forte contrapposizione sul Kashmir. Il Presidente Truman aveva infatti proposto una mediazione tramite terzi al fine di risolvere il nascente conflitto, un suggerimento che però venne rifiutato dal Primo Ministro Indiano Jawaharlal Nehru. L’anno successivo, Nehru condusse la sua prima visita estera proprio negli Stati Uniti, effettuando un lungo tour di diversi giorni attraverso varie città americane. A dispetto delle intenzioni, il tour si rivelò in ultima analisi fallimentare in quanto Nehru ribadì la scelta di mantenere una politica estera neutrale, divenendo uno dei leader del Movimento dei “non allineati”, posizione che indispettì gli USA. 

Tuttavia, l’appoggio indiano alla Risoluzione ONU voluta dagli USA e volta a condannare l’aggressione della Corea del Nord nell’ambito della guerra di Corea contribuì a migliorare i rapporti tra i due paesi. Inoltre, la vittoria del Partito Comunista nella guerra civile cinese e il conseguente espansionismo ideologico e militare di Pechino, culminato con l’occupazione del Tibet e l’avvio di numerose dispute territoriali tra India e Cina, segnarono l’ascesa di un rivale comune. Gli anni Cinquanta videro quindi un riavvicinamento tra i due paesi. L’Amministrazione Eisenhower inviò, ad esempio, numerosi aiuti economici in un periodo di crisi agraria per l’India, allo scopo di migliorare i rapporti con il gigante asiatico e impiegarlo come contrappeso alla Cina Comunista. La visita del Presidente Eisenhower nel 1959 rappresentò uno dei maggiori segni del riavvicinamento diplomatico del periodo.Anche l’Amministrazione Kennedy seguì la strada tracciata da Eisenhower supportando apertamente Nuova Delhi durante la Guerra Sino-Indiana del 1962. 

A seguito dell’assassinio del Presidente Kennedy, le relazioni si deteriorarono rapidamente in buona parte a causa di due fattori: le relazioni tra Stati Uniti e Pakistan, e l’avvicinamento tra India e URSS. A partire dal 1955, infatti, il nuovo Segretario Generale del PCUS Nikita Khrushchev avviò una politica di riavvicinamento all’India. Tale manovra rientrava nell’ambito della più ampia politica di Mosca volta ad avvicinarsi a nazioni post-coloniali nel Terzo Mondo guidate da partiti socialisti. La forte vocazione anti-colonialista di Nehru e il carattere socialista del Congresso Nazionale Indiano, facilitarono riavvicinamento con l’URSS, la quale fu in grado di fornire aiuti economici e militari all’India addirittura superiori rispetto a quelli forniti dall’Occidente. Anche la crisi sino-sovietica del 1961 favorì la naturale convergenza tra Mosca e Nuova Delhi portando l’India a divenire un contrappeso fondamentale alla Cina nell’ottica della politica estera sovietica. 

Il riavvicinamento con l’URSS si incrociò con il progressivo miglioramento delle relazioni tra l’Occidente e il Pakistan. Gli Stati Uniti erano infatti il principale partner del regime militare di Islamabad guidato da Ayub Khan, il quale svolgeva un ruolo fondamentale nel prevenire l’ascesa di eventuali governi di sinistra nel paese, che avrebbero avuto altrimenti accesso all’importantissimo porto di Karachi. La posizione neutrale tenuta dagli Stati Uniti durante la Guerra Indo-Pakistana del 1965, accelerò l’avvicinamento tra Nuova Delhi e l’URSS. Dopo il deterioramento delle relazioni avvenuto durante l’Amministrazione Johnson, l’ascesa di Richard Nixon portò le relazioni al minimo storico. L’Amministrazione Nixon migliorò, infatti, ulteriormente i legami con il Pakistan, al fine di sfruttare gli ottimi rapporti di Islamabad con la Cina Comunista nell’ottica della politica di riavvicinamento con Pechino. Lo scoppio della guerra civile nel Pakistan Orientale, che condusse a sua volta alla Guerra Indo-Pakistana del 1971, segnò forse il punto più basso nelle relazioni tra Washington e Nuova Delhi. A dispetto delle atrocità commesse dal regime di Yahya Khan nel Pakistan Orientale, l’Amministrazione Nixon scelse comunque di supportare il regime di Islamabad (qui si consumò lo scontro tra il Presidente Nixon e l’Ambasciatore all’ONU George H.W. Bush, contrario supportare il Pakistan). Viceversa, l’URSS supportò attivamente l’India che riuscì infine a prevalere nel conflitto. Lo sviluppo del programma nucleare militare indiano, portato a termine nel 1974 peggiorò ulteriormente le relazioni con Washington che non era disposta a tollerare la proliferazione nucleare. 

In seguito, il Presidente Jimmy Carter cercò di migliorare i rapporti con Nuova Delhi, conducendo anche una visita nel paese, ma tale manovra non ebbe effetti particolarmente significativi. Al contrario, l’invasione sovietica dell’Afghanistan portò ad un nuovo peggioramento delle relazioni tra i due stati. Nuova Delhi, infatti, fornì un tacito appoggio alla manovra sovietica vista come un bilanciamento al crescente coinvolgimento del Pakistan nello stato afghano. Gli anni Ottanta videro quindi gli Stati Uniti fornire una limitata assistenza al gigante asiatico. Ciononostante, le relazioni rimasero piuttosto fredde a causa dell’appoggio fornito al Pakistan dall’Amministrazione Reagan nell’ottica del piano di sostegno ai Mujaheddin in Afghanistan volto a contrastare l’espansionismo sovietico in Asia Centrale. Il crollo dell’Unione Sovietica eliminò alcune delle ragioni d’attrito, ma ancora una volta, ciò non comportò cambiamenti significativi.  L’Amministrazione Clinton fece forti pressioni per la liberalizzazione dell’economia indiana e per un maggiore rispetto dei diritti umani da parte di Nuova Delhi. La sconfitta del Congresso Nazionale Indiano in occasione delle elezioni del 1996 comportò un ulteriore peggioramento delle relazioni diplomatiche, in quanto il nuovo Governo condusse diversi test nucleari portando gli Stati Uniti ad imporre diverse sanzioni economiche. Questo lungo periodo di fredde relazioni diplomatiche terminò con l’ascesa di George W. Bush. 

                                                                  Il riavvicinamento  

I rapporti tra Nuova Delhi e Washington hanno visto un significativo miglioramento a seguito dell’elezione di George W. Bush. Due furono i fattori decisivi: la rapida ascesa della Repubblica Popolare Cinese e il comune timore circa l’estremismo islamico. Prima dell’insediamento ufficiale del Presidente Bush, la RAND Corporation pubblicò un paper intitolato “Taking Charge a Bipartisan Report to the President Elect on Foreign Policy and National Security” (https://bit.ly/3ieepHC) nel quale raccomandava di smettere di considerare India e Pakistan come un unico fattore nel calcolo della politica estera americana e di rapportarsi in maniera indipendente ad entrambi. Il Report proponeva di rimuovere le sanzioni economiche e gli impedimenti burocratici al commercio, e rafforzare la cooperazione diplomatica ed economica. Cogliendo tali suggerimenti, la National Security Strategy del 2002 indicava una chiara volontà di rafforzare i legami con l’India. Durante il mandato del Presidente Bush, quindi,le due nazioni si schierarono congiuntamente contro il terrorismo internazionale. L’Amministrazione Bush rimosse, inoltre, dopo pochi mesi di mandato le sanzioni economiche imposte dall’Amministrazione Clinton. Pertanto, il commercio tra le due nazioni crebbe passando da un volume di 13 miliardi di dollari a circa 43 e anche la cooperazione nel campo della difesa fece notevoli passi in avanti. 

Nel 2002 le due nazioni firmarono il General Security of Military Information Agreement, il primo dei cosiddetti “foundational agreements”, quattro accordi considerati alla base delle partnership militari americane. Nel 2004 il Presidente George W. Bush e il Primo Ministro Indiano Atal Bihari Vajpayee firmarono il Next Steps in Strategic Partnership, un’iniziativa diplomatica volta a favorire la cooperazione tra le due nazioni in settori strategici. L’anno successivo venne firmato lo US-India Defense Framework Agreement, unimportante accordo di durata decennale nel settore della difesa. Il più importante risultato ottenuto dall’Amministrazione Bush fu, però, certamente il raggiungimento dopo intensissime negoziazioni, di un accordo per la cooperazione nucleare civile, firmato nel 2006 e approvato dal Congresso nel 2008. L’accordo permise agli Stati Uniti di avere un maggiore controllo sul programma nucleare indiano evitando la proliferazione nucleare, e permettendo contemporaneamente all’India di migliorare la cooperazione con Washington su un settore strategico estremamente importante. 

L’istituzione nel 2007 del QUAD, iniziativa comprendente Giappone, India, Australia e USA in chiave anticinese, sembrò sugellare definitivamente la partnership strategica tra i due stati. Sebbene il recesso attuato dal Primo Ministro australiano Kevin Rudd provocò la fine del progetto, l’Amministrazione Obama proseguì la politica di avvicinamento verso Nuova Delhi avviata da Bush. La National Security Strategy del 2015 indicava l’India come un partner di assoluta rilevanza nell’ottica della politica asiatica degli Stati Uniti, raccomandando un incremento della cooperazione. Il contemporaneo peggioramento delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Pakistan, l’avvicinamento tra la Federazione Russa (principale partner di Nuova Delhi) e la Cina e l’ascesa del premier Narendra Modi,  favorirono un ulteriore miglioramento delle relazioni diplomatiche con l’India. In tale contesto l’Amministrazione Obama incrementò notevolmente la cooperazione militare con Nuova Delhi autorizzando la vendita dei Boeing P-8 Poseidon per la marina indiana e firmando nel 2016 il Logistic Exchange Memorandum of Agreement. Questo accordo, il secondo dei quattro foundational agreements,  garantiva agli eserciti dei due stati l’uso delle rispettive basi militari per i rifornimenti di carburante e le riparazioni. 

                                                             L’Amministrazione Trump

La National Security Strategy del 2017 varata dal Presidente Donald Trump indicava ufficialmente la Cina come potenza revisionista e ne contestava apertamente la politica estera. Il documento dichiarava il pieno sostegno al ruolo di Nuova  Delhi come partner globale degli Stati Uniti, raccomandando un rinnovamento della cooperazione quadrilaterale con India, Australia e Giappone. Durante il summit dell’ASEAN del 2017, i leader dei quattro paesi si accordarono per ripristinare ufficialmente il QUAD. Durante il mandato del Presidente Trump gli Stati Uniti sono diventati, inoltre, il primo partner commerciale di Nuova Delhi, superando la Cina, e hanno notevolmente aumentato l’export militare verso l’India. Il gigante asiatico ha, infatti, siglato diversi contratti per la fornitura di equipaggiamento militare, in particolare per rafforzare la forza aerea della Marina. Nello specifico, Nuova Delhi ha acquistato 24 elicotteri MH-60 Seahawk, 30 Droni MQ-9 Reaper, 6 elicotteri AH-64 Apache per il corpo d’aviazione della marina e 22 Ah-64 per l’aviazione.

Gli Stati Uniti stanno, inoltre, supportando l’iniziativa “Make in India” avviata dal Premier Modi. Tale iniziativa mira ad aumentare la produzione manifatturiera indiana, creando un ambiente competitivo per gli investimenti. Numerose aziende americane attive nei vari settori della manifattura hanno investito pesantemente nel paese e la Lockheed Martin è attualmente impegnata nella costruzione di caccia multiruolo F-16 per l’aviazione indiana. La crescita del commercio e l’ampliamento della partnership tra Washington e Nuova Delhi, è andata di pari passo con un declino nell’export di armamenti russi verso il gigante asiatico. La collaborazione nel campo della difesa è stata ulteriormente approfondita attraverso la firma del Communications Compatibility and Security Agreement nel 2018 e del Basic Exchange and Cooperation Agreement for Geospatial Intelligence nel 2020, i quali hanno completato i quattro foundational agreements. 

                 La pandemia e i possibili scenari

L’elezione di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti ha determinato un ulteriore approfondimento  della partnership già consolidata, indicando come ormai quest’ultima sia divenuta parte strutturale della politica estera americana. L’Amministrazione Biden ha presieduto una vasta espansione dei compiti del QUAD attraverso la creazione del QUAD Working Vaccine Group, del QUAD Climate Working Group e dell’Emergency Technology Working Group. L’obbiettivo di questi gruppi è rafforzare la cooperazione tra i membri del QUAD in settori altamente strategici. Il 24 settembre 2021 si è tenuto il primo incontro di persona del QUAD, durante il quale i vari leader delle nazioni coinvolte hanno dichiarato di voler cooperare per un Indo Pacifico “Libero e Aperto”, nonché nell’ambito delle catene di approvvigionamento manifatturiero e della distribuzione dei vaccini. In particolare, su quest’ultimo fronte, dopo un iniziale momento di tensione provocato dalla decisione americana di non esportare verso l’India materiale per la produzione dei vaccini ai sensi del National Defense Production Act, gli Stati Uniti hanno avviato la “QUAD Vaccine Partnership”, la quale ha promosso investimenti nella manifattura indiana con lo scopo favorire la produzione domestica di vaccini. I paesi parte dell’iniziativa hanno, inoltre, donato milioni di dosi di vaccino alle nazioni dell’Indo-Pacifico. In particolare, gli Stati Uniti hanno donato circa 236 milioni di vaccini a paesi del Sud Est Asiatico e dell’Asia Centrale.

                                                                        Possibili sviluppi

La partnership con l’India risulta ormai un elemento imprescindibile della politica estera americana, Nuova Delhi rappresenta, infatti, un importante contrappeso non solo alla Repubblica Popolare Cinese, ma anche al Pakistan, ormai considerato sempre più come uno stato “sponsor del terrorismo”da parte di Washington. Pertanto, è probabile che nei prossimi anni assisteremo ad un’ulteriore espansione di tale partnership. Tuttavia, vi è un importante elemento da tenere in considerazione. A dispetto del forte incremento delle relazioni militari, l’India non ha aderito ad alcuna struttura integrata a carattere militare con gli Stati Uniti e Washington rispettala tradizionale indipendenza della politica estera indiana. Ad esempio, la Casa Bianca ha evitato di applicare le sanzioni contro Nuova Delhi previste dal CAATSA Act a seguito dell’acquisto del sistema antiaereo russo S-400. 

La decisione degli Stati Uniti di creare una partnership strategica con una nazione preoccupata dall’ascesa cinese rispettandone la tradizionale politica estera si sta rivelando attualmente vincente. Tale strategia può potenzialmente essere replicata con altri attori dell’area, quali Vietnam e Indonesia, attori non facenti parte di sistemi di alleanze comprendenti gli Usa e non propriamente allineati alla politica estera americana, ma caratterizzati da una forte preoccupazione circa l’ascesa della Repubblica Popolare Cinese. In conclusione, la partnership con l’India è attualmente uno dei dossier più importanti nella politica estera americana e potrebbe potenzialmente rappresentare un modello per la costruzione di intese diplomatiche con altri attori ostili all’ascesa del principale rivale diplomatico degli Stati Uniti: la Cina. 

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