L’esclusione di Taiwan dalla UNFCCC è una sconfitta nella lotta contro il Climate Change

L’ennesima esclusione di Taiwan a causa delle pressioni cinesi priva il mondo di un partner fondamentale per la salvaguardia dello sviluppo sostenibile e nella lotta ai cambiamenti climatici. Un comunicato del Governo taiwanese sottolinea la cruciale importanza della sinergia tra tutti gli attori internazionali per la lotta al Climate Change e descrive gli incredibili progressi di Taiwan nella tutela dell’ambiente. 

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Un appello del ministro del Ministro dell’ambiente di Taiwan Chang Tzi-chin, rilanciato dall’Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia nella persona dell’Ambasciatore Andrea Sing-Ying Lee, è stato promosso per supportare la partecipazione di Taiwan alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change). L’incontro era stato programmato in Cile nella prima settimana di dicembre 2019 ma è stato spostato a Madrid a causa delle violente proteste che stanno interessando il paese sudamericano. Taiwan è stata esclusa dall’importante incontro a causa delle solite pressioni cinesi, contraddicendo secondo il Ministro “lo spirito delle cause ecologista, che sollecita tutte le nazioni a lavorare insieme per combattere i cambiamenti climatici globali e trascura sia il concetto di giustizia climatica enfatizzato nell’Accordo di Parigi sia il significato di invitare tutte le nazioni a prendere provvedimenti per il clima. Questa violazione della Carta delle Nazioni Unite indebolisce il nostro quadro internazionale e danneggia il mondo intero”.

Il Ministro dell’Amministrazione per la protezione ambientale di Taiwan Chang Tzi-chin

Il cambiamento climatico è stato il tema centrale del dibattito politico mondiale nel 2019. Tutti gli attori internazionali hanno compreso il problema e avviato una serie di iniziative volte a garantire uno sviluppo sostenibile. La necessità di preservare le risorse naturali per le prossime generazioni è stata riconosciuta da tutte le nazioni. Il climate change consiste nell’aumento della temperatura atmosferica e secondo gli scienziati è indotto in gran parte da emissioni di gas a effetto serra, come anidride carbonica metano. Ossia le attività inquinanti dall’uomo sono la principale cause del cambiamento climatico. Per poter attivare delle strategie di medio e lungo termine volte a limitare e contrastare il cambiamento climatico è necessario una cooperazione tra tutti gli attori internazionali. Una dinamica che deve quindi essere condivisa e portata avanti in maniera congiunta, senza esclusioni dovute a interessi particolari dei singoli stati. Taiwan da anni è un vero e proprio esempio nel continente asiatico per lo sviluppo sostenibile. Taiwan ha un’incredibile percentuale di riciclaggio del 55%, mentre la percentuale per i rifiuti industriali è del 77 per cento. Secondo Plastics Technology, nel 2015 erano in funzione oltre 1.600 aziende di riciclaggio, con un fatturato annuo di circa 2 miliardi di dollari. Negli scorsi anni sempre più aziende si sono dedicate alla green economy, ma anche la legislazione taiwanese ha mostrato un interesse sempre più crescente nei confronti della tutela dell’ambiente. La Environmental Protection Administration (EPA) taiwanese ha recentemente avviato un processo di riconfigurazione degli imballaggi per lo shopping online insieme ai principali attori dell’e-commerce a Taiwan. E’ stato redato un documento per la riduzione degli imballaggi e la previsione per il primo anno dell’iniziativa è la riduzione degli imballaggi di 1.700 tonnellate. Taiwan è stato tra i primi paesi a bandire completamente le cannucce di plastica a luglio del 2019.

Il Ministro Chang Tzi-chin insieme al Presidente della ECCT (European Chamber Of Commerce Taiwan) Giuseppe Izzo

Nel comunicato il Ministro Chang Tzi-chin descrive gli sforzi taiwanesi per la salvaguardia dell’ambiente: “Come membro del villaggio globale, Taiwan sta lottando per combattere i cambiamenti climatici e proteggere la Terra. In effetti, stiamo svolgendo un ruolo indispensabile nel compito vitale di lasciare un ambiente sostenibile alle generazioni future. (…) Taiwan ha riunito le competenti agenzie del governo centrale per formulare un National Climate Change Adaptation Action Plan, costruendo un sistema resiliente che risponda agli otto aspetti del cambiamento climatico: catastrofi, infrastrutture di base, risorse idriche, sicurezza nazionale, coste, energia e industria, agricoltura, sanità. Nel campo dell’assistenza sanitaria, stiamo ponendo particolare enfasi su igiene sanitaria e prevenzione delle epidemie, riduzione delle catastrofi e capacità di emergenza e di recupero delle catastrofi, salvaguardando la salute nazionale e dando priorità alla protezione dei nostri cittadini più vulnerabili. In termini di conservazione, sosterremo le nostre risorse di produzione agricola e la biodiversità, rafforzeremo i meccanismi di monitoraggio e allerta tempestivo, rafforzeremo i sistemi di salvataggio e di assicurazione in caso di calamità naturali e integreremo le tecnologie progettate per rafforzare la resilienza delle industrie dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e zootecniche. Stiamo anche gestendo riserve naturali, istituendo sistemi di monitoraggio ecologico a lungo termine e rafforzando la conservazione e l’uso appropriato delle specie della nostra nazione e del materiale genetico associato. Tutto ciò mira a salvaguardare la sicurezza alimentare e a stabilire pratiche agricole sostenibili che siano ben adattate ai rischi climatici”.

Conclude il Ministro ricordando che ”Taiwan è un amico responsabile e sincero della comunità internazionale ed è pronto a contribuire. Saremo lieti di condividere la nostra esperienza in materia di buona governance ambientale, prevenzione delle catastrofi e sistemi di allarme rapido, aggiornamento a tecnologie ad alta efficienza energetica, innovazione ad alta tecnologia e sue applicazioni”.