Elezioni turche: luci e ombre sul ritorno del Sultano

A cinque mesi dalle elezioni che l’avevano visto privato della maggioranza assoluta, l’AKP di Recep Erdogan torna il partito egemone del parlamento turco. I risultati della tornata elettorale appena conclusa consegnano al partito islamico moderato quasi il 50 percento dei suffragi in un voto che ha visto un affluenza elettorale altissima, pari all’87,2 percento dei 54 milioni di turchi aventi diritto.

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Distanti gli avversari socialdemocratici, con solo il 25,4%  dei voti, ma anche i nazionalisti, fermi al 12%. Non si tratta, però di una vittoria su tutti i fronti: perché la riforma costituzionale presidenzialista voluta dal leader turco possa essere approvata è necessario l’avvallo di almeno due terzi dei parlamentari o, alternativamente 330 voti, quindici in più dei seggi assegnati all’AKP.

Erdogan non è nemmeno riuscito a cancellare dal Meclis i rappresentati del partito curdo HDP che con il 10, 4 percento di voti supera di misura la soglia di sbarramento e conferma lo storico risultato delle precedenti elezioni estive.

Del resto, nodo irrisolto della pacificazione del Kurdistan rimane il principale dossier sul tavolo presidenziale. La ripresa degli scontri con il PKK, la gestione della crisi siriana e della conseguente crisi migratoria, ma anche il rischio di delegittimazione legato al perdurante ricorso all’uso delle forza e all’incapacità di prevenire episodi come il tragico attentato di Ankara testimoniano la permanenza di uno stato di incertezza che difficilmente potrà essere superato dai facili entusiasmi di una pur netta vittoria elettorale.