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Elezioni in Nigeria: prova di democrazia per il paese africano

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Il 25 febbraio 2023 si sono tenute le elezioni generali in Nigeria. La Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (INEC) ha annunciato la vittoria del candidato del Partito Progressista, Bola Tinubu, nonostante le accese contestazioni dell’opposizione. Il nuovo governo sarà chiamato ad affrontare una serie di sfide per mantenere una crescita economica costante, migliorare le condizioni di vita della popolazione e promuovere la pace e la stabilità nel paese. 

La Nigeria, la nazione più popolosa dell’Africa, ha tenuto le elezioni presidenziali nel febbraio 2023. Le elezioni sono state significative perché sono considerate da analisti ed osservatori come prova della tenuta democratica del paese, arrivata alla quinta tornata elettorale dalla fine del dominio militare nel 1999.

Il paese africano è composto da 36 stati, ognuno con il suo governatore e la sua legislatura, e da un territorio federale con al proprio interno la capitale Abuja. La Nigeria è una repubblica federale presidenziale in cui il potere esecutivo è esercitato dal Presidente, che è sia capo di stato che capo del governo. Il presidente è eletto dal popolo per una durata di 4 anni, per un massimo di due mandati.

Uno dei principi sottostanti l’elezione del presidente nigeriano è la zonizzazione, o “zoning“: una pratica politica di alternanza al potere tra candidati del nord, prevalentemente di religione musulmana, e candidati del sud, a maggioranza cristiana. L’obiettivo è mantenere un certo equilibrio all’interno del paese, prendendo in considerazione le due maggiori religioni e la distribuzione geografica della popolazione come fattori determinanti in sede elettorale. La sola interruzione di questo principio, tra il 2010 e il 2011, portò a una pericolosa manifestazione di violenza politica post-elettorale.

I principali contendenti della tornata elettorale appena conclusasi erano Bola Tinubu per l’All Progressives Congress (APC), partito di governo delle precedenti elezioni; l’ex vicepresidente Atiku Abubakar del People’s Democratic Party (PDP); l’outsider Peter Obi, ex governatore dello Stato di Anambra e candidato del Labour Party (LP). 

Il 1º marzo l’INEC ha dichiarato Bola Tinubu vincitore delle elezioni, con 8,8 milioni di voti, mentre Atiku Abubakar del PDP ha ricevuto 6,9 milioni di voti e Peter Obi del LP con 6,1 milioni di voti. Tinubu, potente ex governatore dello stato di Lagos e figura di grande influenza nel partito di governo, rappresenta la continuità con il presidente uscente Muhammadu Buhari, giunto al limite dei due mandati previsto dalla Costituzione nigeriana. 

La vittoria di Tinubu è stata celebrata dai suoi sostenitori, mentre i suoi avversari hanno contestato i risultati elettorali, accusando di frode il partito vincitore. Peter Obi, in particolar modo, si è opposto fermamente all’elezione e ha dichiarato di voler perseguire la causa per vie legali.   

Le elezioni sono state fortemente contestate e segnate da accuse di brogli elettorali e altre irregolarità. Inoltre, sono state segnate da un certo grado di violenza, con notizie di morti e distruzione di proprietà in alcune parti del paese, in particolare nello stato di Lagos. Ci sono state anche segnalazioni di intimidazioni elettorali e acquisto di voti, che hanno sollevato preoccupazioni sulla credibilità delle elezioni anche tra gli osservatori internazionali. L’INEC ha riconosciuto alcune di queste questioni e ha promesso di indagare e perseguire i colpevoli di reati elettorali.

Le sfide che attendono il neo-eletto presidente sono numerose. La Nigeria è la maggiore economia in Africa Sub-Sahariana e ventiseiesima al mondo per PIL. La sua principale fonte di ricchezza è incentrata sull’esportazione di petrolio nei mercati internazionali. Dopo la crisi finanziaria globale del 2008-2009, tuttavia, è stato necessario adottare alcune riforme economiche con l’obiettivo di differenziare la propria economia e non dipendere troppo dal mercato energetico, mantenendo al tempo stesso una crescita costante. Ciononostante, il paese ha recentemente affrontato una recessione che ha impattato notevolmente sul potere d’acquisto della popolazione e sugli indicatori di sviluppo: la persistente povertà assoluta nel paese è considerata un paradosso rispetto alla crescita economica nigeriana, come affermato in uno studio dell’Università di Oxford. 

In secondo luogo, la Nigeria ha un altissimo livello di crescita demografica: le proiezioni per il 2050 vedono la popolazione nigeriana arrivare a circa 440 milioni di persone. Il precedente governo ha implementato una serie di politiche e programmi per gestire le sfide derivanti da questo fenomeno. Il nuovo esecutivo dovrà dunque concentrarsi sul supporto all’utilizzo di metodi contraccettivi moderni, allo sviluppo di programmi sulla salute e all’ideazione di piani familiari per mantenere il livello di crescita demografica sotto controllo. 

Infine, è importante sottolineare come il nuovo governo dovrà confrontarsi con una serie di problemi di sicurezza che si protraggono in Nigeria da diversi anni. In primo luogo, le autorità nigeriane sono impegnate in una campagna militare contro Boko Haram, gruppo militante islamico attivo dal 2009 e responsabile di rapimenti e attentati contro civili. In secondo luogo, negli ultimi anni sono aumentati gli scontri tra pastori e agricoltori, alimentati dalla competizione per risorse come la terra e l’acqua, oltre alle tensioni religiose ed etniche. Ultimo, ma non per importanza, la Nigeria è un importante hub per il contrasto alla pirateria nel Golfo di Guinea, una questione securitaria di grande importanza per la regione sub-sahariana

Nonostante le sfide considerate, i risultati delle elezioni del 2023 rappresentano una pietra miliare nel cammino democratico della Nigeria. Affrontare questi problemi richiederà uno sforzo concertato da parte del governo, delle organizzazioni della società civile e dei partner internazionali, con l’obiettivo di opporsi alle cause profonde di queste sfide e promuovere la pace e la stabilità nel paese.

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