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Elezioni legislative in Russia: il partito di Putin vince con il 54%, ma l’astensione tocca un nuovo record.

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Domenica scorsa si sono svolte le elezioni dei deputati per la Duma, la camera bassa del parlamento russo, con una vittoria schiacciante del partito del presidente Vladimir Putin. La nuova Duma sarà costituita dagli stessi quatto partiti presenti nella scorsa legislatura: Russia Unita (ER – Edinaja Rossija), il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF – Kommunistìčeskaja Pàrtija Rossìjskoj Federàcii), il Partito Liberal-Democratico (LDPR – Liberal’no-Demokratičeskaja Partija Rossii) e il partito social-democratico Russia Giusta (RG – Spravedlivaja Rossija).

Il partito di Vladimir Putin, ER, ha ottenuto più della metà dei voti con la percentuale del 54,21% vincendo sia nella quota proporzionale che in quella uninominale del sistema elettorale in vigore dal 2015; un sistema elettorale misto che prevede l’assegnazione di metà dei seggi della Duma (255 seggi) sulla base di un sistema proporzionale e l’altra metà sulla base di collegi uninominali. La quota maggioritaria, inserita nella legge elettorale anche per tentare di frenare la disaffezione dei cittadini russi nei confronti della classe dirigente, potrebbe aver favorito ulteriormente il partito di Putin e i partiti con maggior seguito elettorale, data la quasi assente dimestichezza degli elettori russi con i collegi uninominali e la maggior visibilità dei candidati dei partiti maggiori.

Tornando ai risultati, i candidati del partito ER hanno vinto nel 90% delle regioni, sia nella quota proporzionale che in quella maggioritaria. I secondi sono arrivati i communisti del KPRF con il 13,35% dei voti, seguiti dai liberaldemocratici del LDPR con 13,16% e dal partito Russia Giusta con RG 6,21%. I partiti della opposizione extraparlamentare non hanno superato la soglia di sbarramento del 5%. Putin ha definito positivo questo risultato: «La gente si fida di noi. Davanti abbiamo le sfide da affrontare per il bene del paese». In totale, Russia Unita ha ottenuto 343 seggi su 450, battendo i risultati precedenti (238 nel 2011 e 315 nel 2007), ottenendo una maggioranza che consentirà al partito di Putin di cambiare le leggi costituzionali senza il consenso di altre forze politiche.

Nonostante il risultato, l’affluenza al voto è stata piuttosto bassa: la nuova Duma infatti è stata eletta dal 47% della degli aventi diritto al voto. Mosca e San Pietroburgo hanno registrato, rispettivamente, soltanto il 35,18% e il 32,47%. E per la prima volta anche la Crimea, annessa nel 2014, ha partecipato al voto. A Kiev si sono tenute manifestazioni di protesta nei pressi dell’ambasciata russa, che hanno portato ad alcuni arresti.

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