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06/12/2024
Cina e Indo-Pacifico

L’ecologia della Cina: ieri e oggi

di Simone Casoni

La Cina in campo ecologico è da sempre stata al centro dell’attenzione, sia in senso negativo, che in senso positivo. La Repubblica Popolare Cinese (中华人民共和国, Zhonghua Renmin Gongheguo) è una super potenza che si è formata molto tardi rispetto a colossi economici come gli Stati Uniti, la Germania o la Gran Bretagna e che quindi non ha avuto il tempo di applicare determinate politiche di gestione della crescita economica. Con la morte di Mao Zedong (毛泽东, Máo Zédōng) e con la fine della Rivoluzione culturale (文化大革命, Wénhuà Dàgémìng), dopo un periodo di considerevole frizione politica si concretizzò il progressivo consolidamento della leadership de facto di Deng Xiaoping (邓小平, Dèng Xiǎopíng). Proprio a lui si deve l’avvio delle politiche di Riforma e Apertura (改革开放, gǎigé kāifàng), in conseguenza delle quali venne inaugurato un periodo di crescita economica, urbanistica e tecnologica senza precedenti per la Repubblica popolare cinese.

La Cina in campo ecologico è da sempre stata al centro dell’attenzione, sia in senso negativo, che in senso positivo. La Repubblica Popolare Cinese (中华人民共和国, Zhonghua Renmin Gongheguo) è una super potenza che si è formata molto tardi rispetto a colossi economici come gli Stati Uniti, la Germania o la Gran Bretagna e che quindi non ha avuto il tempo di applicare determinate politiche di gestione della crescita economica. Con la morte di Mao Zedong (毛泽东, Máo Zédōng) e con la fine della Rivoluzione culturale (文化大革命, Wénhuà Dàgémìng), dopo un periodo di considerevole frizione politica si concretizzò il progressivo consolidamento della leadership de facto di Deng Xiaoping (邓小平, Dèng Xiǎopíng). Proprio a lui si deve l’avvio delle politiche di Riforma e Apertura (改革开放, gǎigé kāifàng), in conseguenza delle quali venne inaugurato un periodo di crescita economica, urbanistica e tecnologica senza precedenti per la Repubblica popolare cinese.

L’inizio del problema ecologico

A seguito del progressivo aumento del suo peso in materia economica, la Repubblica popolare ha registrato uno sviluppo particolarmente rapido, che ha determinato importanti trasformazioni. Tra il 1980 ed il 1990 il Paese è stato caratterizzato da un’autentica rivoluzione tanto in ambito urbanistico, quanto tecnologico. L’importante polo di Shenzhen (深圳, Shēnzhèn) è perfettamente rappresentativo di questo processo: in effetti, con l’ascesa di Deng Xiaoping la città divenne una cosiddetta “zona economica speciale”, ed in ragione di ciò venne interessata da un processo di modernizzazione straordinario che nel tempo l’avrebbe portata a divenire una delle metropoli più sviluppate del mondo. A partire dagli anni ’80, la Cina si è resa protagonista di un poderoso processo di urbanizzazione che, tra le altre cose, ha determinato un distacco marcato dalla tradizionale filosofia dell’armonia tra uomo e natura (天人合一, Tiān Rén Héyī). Tale processo ha portato alla vera e propria realizzazione ex novo di città e di imponenti infrastrutture industriali. In effetti, la spinta costruttiva in questione ed il relativo impatto ambientale da essa generato sono tematiche affrontate anche sul piano cinematografico. A questo proposito, si prendano in considerazione opere quali il film Still Life (三峡好人, Sānxiá Hǎorén), diretto da Jia Zhangke (贾樟柯, Jiǎ Zhāngkē), che documenta lo stravolgimento morfologico determinato dalla costruzione della diga delle Tre Gole. L’opera mette in luce le implicazioni sociali e ambientali di questa trasformazione, mostrando come interi villaggi siano stati letteralmente rasi al suolo ai fini della costruzione della “Diga delle tre gole”. La rapida crescita economica della Cina si è in discostata molto da quella che ha caratterizzato altre nazioni, quali ad esempio la Gran Bretagna. Da un lato, le riforme di Deng Xiaoping hanno aperto le porte a un afflusso senza precedenti di capitali, dall’altro tuttavia l’industrializzazione non regolamentata del Paese ha determinato effetti negativi sull’ambiente. Uno studio del Rhodium Group evidenziava come, a causa del consistente utilizzo del carbone come fonte energetica, già nel 2007 la Cina avesse superato gli Stati Uniti per emissioni di CO2. Ancora, nel 2021, a seguito dell’aumento demografico e della crescente domanda energetica, la Cina ha continuato a produrre il 60% della propria energia per mezzo della combustione di carbone, determinando gravi ripercussioni sull’inquinamento atmosferico. L’utilizzo estensivo delle mascherine, l’incremento dei tumori al polmone e fenomeni come la cosiddetta “tosse pechinese” sono manifestazioni plastiche di questa crisi ambientale.

La transizione ecologica

 La Repubblica popolare ha reso l’ecologia e la salvaguardia ambientale un obiettivo politico di primo livello, come d’altro canto esplicitato dal 14esimo Piano quinquennale. Lo stesso Presidente Xi Jinping (习近平, Xí Jìnpíng) ha ribadito, in occasione del Leaders Summit on Climate, tenutosi il 22 aprile 2021, che: “La natura vale il suo peso in oro. Proteggere l’ambiente è proteggere le forze produttive; migliorare l’ambiente significa sviluppare le forze produttive. Questa è una semplice verità. È imperativo rifiutare metodi di sviluppo che danneggiano o addirittura distruggono l’ambiente e pratiche che mirano a interessi a breve termine a scapito dell’ambiente. Dobbiamo seguire la corrente della rivoluzione tecnologica e della trasformazione industriale di quest’epoca, cogliere le enormi opportunità di sviluppo generate dalla transizione verde e valorizzare il ruolo trainante dell’innovazione nei nostri sforzi miranti a favorire la ristrutturazione e la riqualificazione economica, energetica e industriale, al fine di garantire uno sviluppo economico e sociale sostenibile basato sulla protezione dell’ambiente a livello planetario”. Il concetto di “civiltà ecologica” (生态文明, shēngtài wénmíng) è in effetti diventato centrale nelle politiche di Pechino. In questo senso, la Repubblica popolare ha fatto passi da gigante per quanto concerne la trasformazione di sé stessa in “colosso Green”. Secondo i dati della Global Energy Monitor, Pechino sta sempre più consolidando la propria leadership nello sviluppo di energie rinnovabili. A testimonianza di ciò, si consideri che in Cina è stata installata una potenza di più di 180 GW di solare e di 159 GW di eolico. Per quanto riguarda le emissioni di CO2, la Nazione sta affrontando il problema incrementando la produzione di veicoli elettrici e sostituendo i mezzi pubblici con motore termico con quelli elettrici. Questo provvedimento ha permesso a città come Shanghai e Shenzhen di ridurre di molto il tasso di smog presente nell’aria. Inoltre, fondamentale è stata l’introduzione di nuove tecnologie come i cosiddetti “Air Cleaner”, torri di aspirazione che, filtrando e purificando l’aria, permettono di rimetterla in circolazione completamente pulita. Conseguenza diretta di queste applicazioni sono le significative migliorie che riguardano la qualità dell’aria nelle città. A Xian, per esempio, la costruzione di una di queste gigantesche torri ha permesso di purificare il 15% dell’aria all’interno della stessa. Questi risultati, estremamente positivi, hanno determinato la realizzazione di nuove torri di purificazione in altre città cinesi come Shanghai e Guangzhou. Per quanto riguarda invece l’ambito legato ai motori a combustione interna, nel 2024 l’azienda Weichai Power è riuscita a sviluppare un motore diesel avente un impatto ambientale inferiore rispetto ai modelli precedenti realizzati dalla stessa azienda. Questo ha determinato notevoli passi in avanti in termini di ricerca e sviluppo nel settore della sostenibilità ambientale. Il motore, infatti, ha un’efficienza termica pari al 53,09%, battendo così il precedente record del 2022. 


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