Di cosa hanno parlato Trump e Biden nel loro primo dibattito presidenziale?

Questa notte, fra le 3 e le 4:30 del mattino (ora italiana) si è tenuto il primo dibattito presidenziale tra il presidente uscente Donald Trump e l’ex vicepresidente Joe Biden. L’incontro è avvenuto  presso la Case Western Reserve University a Cleveland, Ohio. Il ruolo di moderatore è stato affidato a Chris Wallace, uno dei pilastri di Fox News, che tuttavia è simpatico anche al pubblico democratico per l’intervista di pochi mesi fa in cui ha tenuto testa al presidente in piena pandemia.

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In un’ora e mezza abbondante di dibattito — in cui in particolare Trump ha interrotto e parlato sopra Biden più volte, rifiutandosi di rispettare i tempi assegnati — Chris Wallace ha fatto del suo meglio per guidare i due candidati attraverso sei macro-temi:

  1. La Corte Suprema (e per estensione la sanità e l’aborto);
  2. La risposta alla pandemia;
  3. L’economia nazionale;
  4. La questione dell razzismo e le proteste contro le ingiustizie;
  5. I risultati dei due candidati (e le loro opinioni sul cambiamento climatico);
  6. La questione delle modalità e della transizione presidenziale.

Si può dire che sia stato un dibattito in cui i candidati principalmente hanno ripetuto dal vivo quello che si erano detti a distanza, sia online che nei rispettivi comizi, nei mesi precedenti. Prevedibilmente, non sono mancati gli attacchi personali: Trump ha spostato varie volte l’attenzione sul figlio di Biden, Hunter, oltre ad interrompere spesso l’ex vicepresidente nella speranza di farlo confondere, puntando sul problema di balbuzie che lo affligge sin da giovane. Il candidato democratico si è concentrato invece sulla gestione della pandemia e sulla recente inchiesta del New York Times riguardo alle dichiarazioni fiscali del presidente, arrivando a chiamarlo un “clown”, un “bugiardo”, il “cagnolino di Putin” e il “peggior presidente che l’America abbia mai avuto”.

Il comitato di fact-checking del New York Times ha rilevato che moltissime delle affermazioni del presidente in carica erano false, molto esagerate o ingannevoli. Inoltre, si è molto parlato della mancata condanna di Trump ai gruppi di estrema destra a cui ha detto in diretta nazionale di “stand back and stand by” (stare indietro e stare a guardare/in guardia), ribadendo che il vero problema dell’America sono i gruppi di sinistra estrema come Antifa.

Tuttavia, nessuno dei due candidati è apparso più in difficoltà dell’altro, ed entrambi probabilmente rivendicheranno di essere il vincitore della serata. Nei prossimi giorni i sondaggi mostreranno, invece, se l’evento avrà avuto effetti sostanziali sui consensi.

Cosa hanno detto argomento per argomento?

La Corte Suprema, la sanità e l’aborto

La prima domanda della serata ha riguardato l’opinione dei due candidati sulla nomina di Amy Coney Barrett, argomento che però è stato velocemente superato per passare a parlare di quali conseguenze avrà la Corte sul piano della sanità: Biden ha affermato che Trump vuole liberarsi dell’Affordable Care Act (Obamacare) e che proprio per questo motivo ha nominato una giudice che lo reputa incostituzionale; Trump ha insistito sul suo diritto di nominare la giudice nell’ultimo anno della sua presidenza e ha nuovamente affermato che l’ex vicepresidente vuole trasformare gli Stati Uniti in un paese socialista, cosa che quest’ultimo ha smentito vigorosamente, ribadendo che, nella sua implementazione dell’Obamacare, l’inserimento una “opzione pubblica” per i più poveri non costringerà affatto coloro che non lo desiderano a chiudere la loro assicurazione privata.

Quando interrogato da Chris Wallace — con cui i rapporti sono stati tesi per tutta la serata — sulla mancanza di un vero piano per rimpiazzare l’Affordable Care Act, il tycoon ha affermato che questo arriverà presto e che si concentrerà principalmente sul taglio del prezzo delle medicine dell’80-90%, un problema molto sentito negli Stati Uniti, dove una fiala da 10 millilitri di insulina, senza assicurazione sanitaria, può arrivare a costare quasi 300 dollari. Riguardo all’abolizione di Roe v. Wade, il tycoon ha liquidato le preoccupazioni del suo rivale, dicendo che la legge non è davvero in pericolo.

La risposta alla pandemia

In questa sezione, il giornalista di Fox News ha domandato ai due candidati perché il popolo dovrebbe fidarsi di loro, piuttosto che del loro avversario, nella gestione della pandemia. L’intero dibattito sul Covid-19 è stato in realtà un dialogo fra sordi, molto di più che per le altre sezioni: Biden ha snocciolato i numeri della pandemia e ha insistito sul modo disastroso in cui secondo lui essa è stata gestita dal presidente in carica; Trump ha più volte ripetuto che il candidato democratico avrebbe fatto molto peggio di lui, che il suo è stato definito un “lavoro fenomenale”, e che il vaccino è proprio dietro l’angolo. Ha inoltre ricordato che paesi come Cina, Russia e India non danno le cifre esatte del contagio, e che questo porta gli USA molto più in alto nella classifica.

In questa sezione, l’ex vicepresidente si è rivolto spesso al pubblico, parlando direttamente in camera, cosa che il suo sfidante non ha fatto neanche una volta nel corso dell’intero dibattito. Solo il tempo dirà se questo tentativo di empatizzare con il popolo a casa, che ha “una sedia vuota a tavola perché ha perso un suo caro a causa del Covid-19”, abbia funzionato o meno.

L’economia nazionale

In questo segmento i due candidati sono stati portati a spiegare la loro visione sulla ripresa economica post pandemia. Trump ha sostenuto che, prima della pandemia, lui fosse alla guida della migliore economia che gli Stati Uniti avessero mai avuto. Inoltre, ha affermato che ci sarà una ripresa economica a forma di V, in cui il fondo è già stato toccato e che ora sta già risalendo. Secondo Biden, invece, la ripresa sarà a forma di K: la pandemia ha arricchito i già ricchi, mentre i più poveri hanno solo visto la loro condizione peggiorare.

Alla precisa domanda di Chris Wallace se Trump avesse effettivamente pagato solo 750 dollari nel 2016 e 2017 in tasse federali sul reddito, il tycoon ha negato categoricamente, ripetendo più volte di aver pagato milioni in tasse sul reddito. Egli non si è fatto mancare un attacco allo sfidante, affermando che molte delle leggi che permettono l’elusione fiscale ai grandi imprenditori sono state scritte durante la presidenza Obama per far fronte alla lenta crescita economica post crisi del 2008.

A Biden è stato chiesto se la sua proposta di alzare le tasse per coloro che guadagnano più di 400.000 dollari all’anno non danneggerà l’economia, ma egli ha negato, insistendo che ciò porterà ad un circolo virtuoso che creerà milioni di posti di lavoro e una impressionante crescita economica, fondata sul “comprare americano”.

Successivamente, c’è stato uno screzio fra i due candidati sui rapporti del figlio dell’ex vicepresidente con l’Ucraina, che il tycoon ha accusato di essersi intascato tre milioni di dollari. Su questo punto, che non è stato ancora provato, Chris Wallace ha ricordato ad entrambi che le famiglie americane preferiscono sentirli parlare dei loro problemi, e non vederli litigare sui rispettivi parenti.

La questione del razzismo e le proteste contro le ingiustizie

In questo segmento non c’è stata esclusione di colpi: Biden ha preso in giro Trump per il suo considerarsi “il presidente che più ha fatto per gli afro-americani dopo Lincoln” e ha ricordato di quando egli ha definito i suprematisti bianchi di Charlottesville “persone molto per bene”. Ha continuato poi citando il comportamento secondo lui inammissibile che Trump ha tenuto nei giorni successivi alla morte di George Floyd, quando, tra le altre cose, ha fatto sparare acqua da idranti contro la folla di manifestanti solo per andarsi a far fotografare con una Bibbia in mano davanti alla St. John Episcopal Church, una mossa rispetto alla quale la stessa vescova di Washington si è detta “indignata”. Ha inoltre ricordato quanto la pandemia abbia pesato sproporzionatamente sulle comunità afro-americane.

Trump ha affermato che tuttavia lui può contare sulla popolarità di cui gode fra le forze dell’ordine e si è vantato che lo sceriffo di Portland lo avesse pubblicamente appoggiato, affermazione completamente falsa che è stata smentita immediatamente dal diretto interessato sul suo account twitter.

Biden si è detto in favore di una riforma della polizia in cui non avvengono tagli al budget, ma solo una redistribuzione dei fondi in settori quali il supporto psicologico e un addestramento che renda le “mele marce” meno violente. Trump ha ribattuto che l’ex vicepresidente non ha a cuore “law and order”, tema invece caro ad una grande fetta del paese. Questo è stato il momento più chiacchierato della serata, in cui il presidente in carica si è rifiutato di condannare pubblicamente i suprematisti bianchi, ribadendo che il vero problema dell’America sono i gruppi di estrema sinistra.

I risultati dei due candidati (e le loro opinioni sul cambiamento climatico)

Trump ha affermato che nessun presidente ha raggiunto i suoi risultati in così poco tempo e si è vantato di aver eletto quasi 300 giudici ordinari e tre giudici alla Corte Suprema.
Biden ha ribattuto che, in politica estera, egli non è stato forte quanto ha fatto credere, specialmente nei suoi rapporti con Putin, con il quale non è mai andato in fondo alla questione dei militari americani uccisi dalle milizie russe di mercenari.
Quando sono stati chiamati a parlare del cambiamento climatico, Trump ha espresso la sua volontà di creare per i cittadini americani un’aria ed un’acqua pulite, ma ha ribadito di aver fatto la scelta giusta quando è uscito dall’Accordo di Parigi sul clima — un trattato che quasi la totalità del mondo ha firmato — perché aveva condizioni troppo punitive per il suo paese e troppo vantaggiose per la concorrenza, (in particolare per Cina e l’India).
Biden ha parlato del suo piano per traghettare l’America all’interno di un’economia totalmente verde, un piano molto diverso, a detta sua, dal Green New Deal della “socialista” Alexandria Ocasio-Cortez, e che non impatterà negativamente l’economia, che invece sarà danneggiata molto di più se questa trasformazione green non verrà messa in atto.

La questione delle modalità e della transizione presidenziale


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Il dibattito si è chiuso con un botta e risposta sull’integrità e l’attendibilità del voto per posta, sul quale il tycoon nutre forti dubbi e che, secondo lui, ha già mostrato i suoi problemi quando qualche giorno fa sono state ritrovate in un cassonetto nove schede elettorali — la maggior parte delle quali pro-Trump — inviate per posta da alcuni militari. Egli ha sostenuto che è impossibile che non avverranno brogli elettorali, e che molto probabilmente farà ricorso alla Corte Suprema se valuterà che ci siano state delle irregolarità nel conteggio, anche a fronte dell’enorme ritardo con cui molte schede arriveranno.

Biden ha fatto leva su come il voto per posta sia uno strumento che da sempre viene usato nella politica statunitense e su quanto bassa sia la possibilità di brogli. Ha ricordato che, anche nel 2018, decine di milioni di persone hanno votato per posta, insinuando che Trump si stia preoccupando di questa modalità solo ora che ha paura di perdere.

Alla finale domanda di Chris Wallace: potete confermare che inviterete i vostri elettori a mantenere la calma durante lo spoglio delle schede e che non dichiarerete vittoria prima che questa sia stata confermata da un organo indipendente? Trump ha affermato che non potrà garantire che ciò accadrà perché, se questa elezione avrà degli aspetti che lui definisce “fraudolenti”, non starà di certo a guardare, aumentando così la paura di molti su ciò che accadrà immediatamente dopo il 3 novembre.

Ginevra Falciani
Geopolitica.info