Dabiq: di cosa parla la rivista di propaganda dell’ISIS

 E’ appena uscito il nuovo numero di Dabiq, la nota rivista di propaganda dell’ISIS in lingua inglese che viene diffusa tramite forum, Twitter, Telegram e, anche se in misura minore, Facebook.

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Oltre alla solita qualità grafica ed al solito aspetto propagandistico, quello che colpisce maggiormente in questo numero è la copertina scelta: la foto di un uomo con una bandiera dell’ISIS che getta una croce dal campanile, sostituendola con la bandiera dell’ISIS ed il titolo: “Break the Cross”.

Analizzando con maggiore attenzione questo numero, vediamo come oltre alle foto di giubilo per i recenti attentati in Francia ed in Germania, lo stesso si concentri soprattutto sulla fede cristiana(l’articolo di copertina “Break the Cross” è dedicato interamente a questo tema).

La maggior parte della rivista fa riferimento a Papa Francesco e Paolo di Tarso, al quale viene dedicato un capitolo dell’articolo “Break the Cross”, chiamandolo “Paul the Imposter”, Paolo l’impostore; l’articolo inoltre contiene numerose citazioni dalla Bibbia. Leggendo con maggiore attenzione la rivista, scopriamo che il titolo “Break the Cross” riguarda un Hadith(detto/fatto attribuito al Profeta Muhammad) contenuto nelle raccolte di Bukhari e Muslim e narrato da Abu Hurayrah.

Inoltre, la rivista contiene una foto dell’incontro tra Papa Francesco ed Ahmed el Tayeb (quest’ultimo definito “apostata”), inserita nella rubrica “In the words of the Enemy”, dove viene attaccato il controverso tema della Trinità, sostenendo che i pontefici sono “fieramente contro il monoteismo”, per poi fornire numerosi esempi storici della guerra(a loro avviso inevitabile) tra cristiani e musulmani.

A questo scopo vengono usate le parole di Papa Callisto III e del Consiglio di Basilea del 1434 con il Papa Eugenio IV, predecessore di Callisto III, evitando accuratamente il periodo storico relativo alle Crociate per poter sostenere come le crociate non siano “relegate” ad un periodo storico, ma siano tutt’ora in corso(molto interessante a questo scopo la citazione, ovviamente strumentale, di Papa Benedetto XVI presa dal suo libro “Fede, verità e tolleranza. Il cristianesimo e le religioni del mondo”).

In tutto questo dibattito si inserisce un ulteriore articolo dal titolo: “How i came to Islam”, firmato da Umm Khalid al-Finlandiyyah(madre di Khalid la finlandese ndt) di cui è particolarmente  significativo il primo capoverso:

“Vengo dalla Finlandia. Una nazione “cristiana” dove la gente non aderisce con convinzione alla propria religione corrotta. Molti di loro dicono di essere cristiani ma non praticano veramente la loro falsa fede. Vanno in chiesa per un matrimonio o un funerale, ma molti di loro non conoscono la propria religione distorta, anche quando ne sono orgogliosi; io non ho visto il Cristianesimo vissuto apertamente nella vita di tutti i giorni”.

E’ interessante notare come anche questo “articolo-testimonianza” si concentri molto sul concetto di trinità; per poi raccontare la storia di questa donna e del marito arrestato per terrorismo e di quanto questo episodio l’abbia sconvolta ed uscito il marito dal carcere hanno deciso di andare in Siria e di aderire all’ormai dichiarato “Califfato”, incitando i lettori a compiere lo stesso passo.

Dal punto di vista dell’analisi risulta particolarmente interessante la volontà dell’ISIS di utilizzare la sua rivista ufficiale in lingua inglese per parlare direttamente ai cristiani, utilizzando citazioni della Bibbia e cercando di incoraggiare la loro conversione all’Islam; mentre prima i messaggi erano rivolti soprattutto alle comunità musulmane che vivono in Occidente.

E’ innegabile che l’Occidente soffra di una grave crisi spirituale e che il cristianesimo stia soffrendo della mancanza di partecipazione da parte dei suoi fedeli, una crisi ed una mancanza che, con questo numero di Dabiq, l’ISIS dichiara di voler colmare.