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Recensione di “Da Gambero a Balena. Corea del Sud, dalla guerra dimenticata al K-pop” di Ramon Pacheco Pardo (Add Editore, 2024)

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Professore di Relazioni internazionali al King’s College di Londra, Ramon Pacheco Pardo racconta nel suo ultimo lavoro l’evoluzione della Corea del Sud da Paese conteso a fine Ottocento, a nazione che può ora sedersi al tavolo con quelle stesse grandi potenze che ne disputavano il controllo. Da Gambero a Balena è una storia di redenzione e ambiziosi obiettivi di un Paese che ha subito una delle guerre civili più sanguinarie nella storia umana, ma che dalle sue macerie ha saputo rialzarsi in piedi con vigore e determinazione.

L’autore spiega immediatamente il significato del titolo, “Da Gambero a Balena”, ovvero un’espressione utilizzata verso la fine dell’Ottocento per descrivere la situazione politica internazionale dell’allora regno di Joseon: un gambero tra le balene. L’analogia si riferisce al fatto che l’allora gambero-Corea era contesa tra le balene Cina, Giappone e Russia imperiale, ma anche, in un certo qual senso, dagli Stati Uniti. Chiaramente, ad uscirne vincitrice sarà il Giappone, che dal 1910 al 1945 trasformerà la penisola coreana nel suo possedimento coloniale. Pacheco Pardo connette vari elementi di questo periodo a questioni contemporanee, come i ben noti crimini di guerra o le radici meno conosciute del cattolicesimo e del nazionalismo sudcoreani.

Il testo non attenua l’orrore della Guerra di Corea del 1950-53, ma fa comprendere quanto sia stata tragica a livello nazionale e personale. Numerose famiglie, alla fine del conflitto, si sono trovate divise e separate dal 38° parallelo, la linea delimitante scelta nel 1945 per separare le due zone di influenza delle superpotenze, la Russia comunista e gli Stati Uniti, e confermata nell’armistizio del 1953. Nel testo, l’autore analizza ripetutamente come questa tragedia abbia avuto un impatto duraturo nel tempo e abbia influenzato molte decisioni politiche nei decenni successivi.

Dal 1953 al 1987, la Corea del Sud ha attraversato diverse fasi di repubblicanesimo autoritario, a tratti fortemente dittatoriale. Il libro del Professor Pardo offre una dettagliata narrazione delle presidenze di Rhee Syngman e Park Chung-hee durante questo periodo. Per evidenziare l’importanza che il docente spagnolo attribuisce al secondo, basta notare un particolare: il nome del generale Park Chung-hee è l’unico di una figura storica coreana a comparire sia nella prefazione che nell’indice del libro. Il capitolo dedicato a lui non tralascia dettagli su uno dei momenti più cruciali nella storia della penisola coreana, rendendolo così uno dei testi più brillanti scritti su questo periodo.

Tuttavia, per necessità probabilmente legate alla lunghezza, l’opera non approfondisce alcuni aspetti interessanti. In primo luogo, data la dovizia di particolari profusa in determinati periodi storici, in particolare quello riferito a Park Chung-hee, una menzione circa le diverse fasi dell’occupazione coloniale giapponese sarebbe stata utile a comprendere fino in fondo la formazione del nazionalismo e dell’identità sudcoreana. In secondo luogo, l’autore pone molta enfasi sull’importanza dei movimenti democratici nello scolpire la cultura sudcoreana attuale. È indiscutibilmente uno dei pilastri centrali dell’attuale sistema statale; tuttavia, il Paese del Calmo Mattino mantiene ancora una peculiare natura conservatrice e autoritaria che tutt’oggi si traduce in revisioni storiche dei dittatori passati o in repressioni dei diritti dei lavoratori, così come in polarizzanti questioni di genere.

Infine, il testo menziona il confucianesimo come “culto più diffuso” (pag. 28), pur costituendo tale dottrina più una filosofia che una religione strictu sensu. Se è pur vero che in Corea trovino molto spazio i riti confuciani, questa scuola di pensiero non pervade la sfera intima e personale come le altre religioni. Sotto questo punto di vista, il culto più diffuso è la non-religione. È importante sottolineare questo aspetto in primis poiché lo scontro tra le due religioni maggiori principali, il cristianesimo e il buddismo, è stato caratterizzato da toni aspri e in certi casi individuali anche violenti. Inoltre, come corollario di questi due aspetti, in un certo senso, è il proliferare di numerose sette e culti minori che non hanno risparmiato nemmeno la presidente Park Geun-hye, la cui vicinanza con la setta della famiglia Choi è stato uno degli elementi principali che l’hanno condotta all’impeachment. In questo caso, molto preponderante è stata l’influenza dello sciamanesimo coreano, l’unica religione, animista, autoctona.

Al netto di necessarie omissioni, il testo fornisce strumenti essenziali per comprendere la politica e l’economia di un Paese che ha vissuto una trasformazione accelerata in pochi decenni, una trasformazione che altri Paesi hanno sperimentato in secoli. Pacheco Pardo ci guida in un viaggio che inizia alla fine dell’Ottocento; sebbene lo straordinario miracolo del fiume Han si sia compiuto in un periodo relativamente breve, è stato necessario l’allineamento di diversi elementi che hanno avuto origine molto prima. Per chi fosse interessato a scoprire in maniera chiara, puntuale e appassionata la storia del Paese, “Da Gambero a Balena” è il libro giusto da cui partire.

È possibile acquistare “Da Gambero a Balena” qui.

Alessandro Vesprini

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