La crisi russo-ucraina vista dai media locali

Il fulcro del presente dossier è l’attuale situazione delle minoranze russofone nell’est dell’Ucraina, nello specifico nelle regioni di Donetsk e di Lugansk.

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Il materiale raccolto, punto di partenza e di riferimento della presente analisi, proviene in parte da passaggidi articoli e blog pubblicati dal giornale ucraino Den’ Kiev (disponibile in lingua ucraina, russa e inglese), più vicino al nuovo potere centrale ucraino e ostile alle violente sommosse che agitano l’est del paese provocate da individui denominati “terroristi”; e in parte da contributi provenienti dal giornale russo Pravda, da sempre fedelissimo alla visione del Cremlino.

Le regioni di Donetsk e Lugansk si trovano all’estremità orientale dell’Ucraina e da sempre occupano un ruolo di primo piano nell’economia del paese grazie tra l’altro agli importanti giacimenti di carbone del bacino di Donetsk.
Recentemente entrambe le regioni si sono rispettivamente autoproclamate Repubblica Popolare di Donetsk e Repubblica Popolare di Lugansk.

La loro autorità non è riconosciuta a livello internazionale, ma la loro influenza politica e militare non risulta esserne affievolita, anzi, stando a quanto affermato dal giornalista Serguei Grabovski in un articolo pubblicato il 30 giugno sul suo blog sul sito Den’ Kiev.ua, il recente cessate il fuoco proclamato dal nuovo presidente ucraino Petro Porochenko, avrebbe avuto come risultato, tra l’altro, quello di legittimare il nuovo potere russofilo insediatosi nelle regioni. Se prima la popolazione riconosceva le autorità ribelli come avversari che Kiev voleva annientare, ora vedrebbe in loro un potere capace di trattare alla pari con quello di Kiev. Secondo Grabovski, la volontà stessa di Kiev di scendere a patti per trovare una soluzione pacifica alla crisi avrebbe giovato ai rappresentanti delle neorepubbliche, legittimandone le posizioni.

La situazione per le popolazioni civili residenti nelle regioni orientali del paese è drammatica e non sembra prossima ad una svolta positiva. Come rende noto la testata ucraina in un articolo del 27 giugno, secondo quanto riportato in un rapporto stilato dall’Alto commissar