Cosa ci dice il discorso di Matthew Pottinger sulle relazioni tra Washington e Pechino

Negli scorsi giorni Matthew Pottinger, il vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha partecipato a una conferenza, online come la maggior parte degli eventi in queste settimane, organizzata dal Miller Center sulle relazioni tra Washington e Pechino. 

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L’incontro dal titolo “U.S.-China Relations in a Turbulent Time: Can Rivals Cooperate?” ha ospitato l’intervento di Pottinger che ha affrontato un tema solitamente lontano dalle relazioni istituzionali tra i due paesi, il consigliere della Casa Bianca ha sostenuto che i valori democratici universali sono strettamente legati alla cultura cinese, ancor più che a quella occidentale. Pottinger ha affrontato il delicato tema, citando come l’esempio della democrazia taiwanese dimostri la totale congruenza tra la civiltà cinese e la cultura confuciana con le libertà civili. Si tratta di un evento inedito nelle relazioni tra la Cina e gli Stati Uniti, da molto tempo il dibattito istituzionale tra i due paesi si svolge su temi legati all’economia, al commercio e molti altri campi, incluso quello dei diritti umani. Raramente si assiste a una vera e propria disputa ideologica, sui valori fondanti di una delle due parti. Pottinger ha accusato le élite cinesi di aver conquistato degli immensi privilegi economici e politici proprio grazie all’assenza di libere elezioni. Nel suo discorso, evidentemente diretto al pubblico cinese, ha citato le omissioni di Pechino durante la lotta al Covid-19 e le continue repressioni a cui sono sottoposti i giornalisti nella Repubblica Popolare cinese. Si è trattato di un attacco diretto, che stupisce soprattutto per le modalità e i contenuti. L’intera conferenza è consultabile qui.

Anche se Pottinger non è nuovo a questo tipo di dichiarazioni. Durante un evento a settembre 2018 presso l’ambasciata cinese a Washington, DC aveva avuto un serrato confronto con l’ambasciatore Cui Tiankai 崔天凯 che sottolineava l’importanza della cooperazione tra la Cina e gli Stati Uniti. Il consigliere della Casa Bianca citò Confucio per sottolineare il nesso tra il linguaggio e la verità, in pratica accusando l’ambasciatore cinese di fare delle affermazioni senza contenuti reali o aderenza con la realtà. “Se i nomi non possono essere corretti, la lingua non è conforme alla verità delle cose. E se il linguaggio non è conforme alla verità delle cose, gli affari non possono essere portati avanti verso il successo” (名 不正 , 则 言 不顺 ;言 不顺 , 则 事 不成 míng bùzhèng, zé yán bù shùn; yán bù shùn, zé shì bùchéng). Come riportato da Sup China, Pottinger ha proseguito arrivando a dire che “negli Stati Uniti, la concorrenza non è una parola di quattro lettere“.

Chi è Matthew Pottinger?

Pottinger è un ex giornalista, con un passato nell’esercito statunitense, ed è uno dei principali ispiratori della politica di Washington nei confronti della Cina e della Corea del Nord sin dal 2017.  È considerato il principale attore nell’organizzazione dello storico incontro tra il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente statunitense. Un evento che, pur non avendo conseguito nessun risultato concreto nei rapporti tra Pyongyang e Washington, è rimasto indelebile nella memoria dell’opinione pubblica e probabilmente resta uno dei successi internazionali dell’amministrazione Trump. Pottinger ha una laurea in Chinese Studies conseguita presso l’Università del Massachusetts e parla correntemente in mandarino, come mostra il video. Ha lavorato come corrispondente per Reuters a Pechino dal 1998 al 2001 per poi passare al Wall Street Journal. Nel 2005 è entrato nel corpo dei Marines e ha prestato servizio come ufficiale dell’intelligence in Iraq e in Afghanistan. Pottinger era in Cina in veste di reporter nel 2003 e ha seguito l’epidemia della SARS, evidenziando da subito gli errori e le negligenze nella gestione della crisi.  Secondo il sito Politico, che ha tratteggiato in maniera dettagliata il suo percorso professionale, durante il suo periodo come giornalista in Cina: “Pottinger è stato molestato, arrestato e costretto a buttare giù gli appunti nel gabinetto per impedire il sequestro. Una volta è stato anche preso a pugni in faccia in uno Starbucks di Pechino da un funzionario che lo ha avvertito di lasciare il paese”. Pottinger è stato anche in prima linea nel sollevare la questione dell’origine del Covid-19, già a gennaio ha sollecitato le agenzie di intelligence nella raccolta di informazioni collegate a una possibile origine in laboratori del virus. Secondo Steve Bannon, Pottinger è “una delle persone più significative dell’intero governo degli Stati Uniti”. Mentre il professore di Harvard e stratega della sicurezza nazionale Graham Allison dice del vice consigliere per la sicurezza nazionale: “L’ho trovato variamente intelligente, perspicace, curioso e non dogmatico. È fedele alla squadra, ma ascolta.” Tuttavia, non si tratta di un falco dell’amministrazione Trump, è stato descritto come una persona equilibrata e preparata politicamente molto lontana dall’ala conservatrice dei repubblicani.