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Corsa allo spazio tra satelliti e minerali preziosi

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Le risorse spaziali rappresentano l’oggetto di contesa nella nuova corsa allo spazio: da circa dieci anni, le dinamiche inerenti all’attività spaziale hanno subito una rapida accelerazione promuovendo una crescente attenzione verso la dimensione extra atmosferica. L’ingresso di nuovi attori privati e l’emergere di nuove potenze hanno favorito un avanzamento inarrestabile in questa direzione innescando una sfida sempre più serrata per dominare il lancio di satelliti o l’estrazione di minerali rari presenti in questo ambiente.

Lo spazio come dimensione di contesa

Un tempo considerato un ambiente quasi ignoto e sconosciuto, lo spazio rappresenta oggi un territorio da esplorare e dominare. Questa particolare dimensione presenta delle specifiche caratteristiche che lo rendono unico: si tratta di uno spazio differenziato e gerarchizzato dal momento che solo pochi attori hanno mostrato la capacità di superare la forza di gravità e affermare la propria presenza in un luogo così ostile. L’ambiente extra-atmosferico è ancora scarsamente antropizzato e quasi agli albori in termini di occupabilità e di esplorazione, ma è già determinante per lo svolgimento di diverse attività umane.

Le orbite terrestri si dividono in diverse tipologie: le orbite basse sono situate vicino alla terra per l’osservazione dettagliata del pianeta a scopo informativo e di natura militare, mentre quelle geostazionarie sono destinate soprattutto alla comunicazione. Queste orbite sono posizionate più lontano dalla superficie della Terra ma si muovono però alla stessa velocità di rotazione. Le orbite stabili sono quindi le più ambite dal punto di vista commerciale e delle comunicazioni in quanto non richiedono un uso eccessivo di carburante poiché sono in grado di rimanere fisse in relazione allo stesso punto sulla terra. Esse rappresentano l’ambiente più antropizzato dove viene a crearsi maggiore attrito tra gli stati. 

Inoltre, la maggior parte dei satelliti è posizionata sull’orbita geostazionaria ricoprendo un ruolo essenziale nello svolgimento dell’attività umana: comunicazioni, condizioni meteorologiche,  telerilevamento ambientale, osservazioni astronomiche etc. Negli ultimi decenni si è verificato un affollamento di queste orbite dovuto alla capacità dei razzi di posizionare i satelliti. La loro presenza in orbita è quadruplicata evidenziando una certa rilevanza strategica a livello geopolitico. Questa tendenza è destinata a crescere in relazione ai continui sviluppi nel campo delle telecomunicazioni e alla necessità di attuare un controllo sempre più mirato dal punto di vista militare e ambientale.

Oggi è in atto una corsa all’occupazione dello spazio alimentata da ragioni di natura commerciale, di ricerca e militare. Tra le principali motivazioni che incitano all’esplorazione dello spazio rientra la possibilità di sfruttare le risorse extraterrestri costituite da minerali preziosi, come: oro, platino, elio e titanio. Sebbene l’estrazione di minerali rari appaia come tecnicamente possibile, i costi elevati di questa operazione rappresentano l’ostacolo principale. Per quanto questa opportunità sia sempre più realistica, è inevitabile fare i conti con implicazioni di carattere legale ed etico in relazione al diritto di appropriazione e di sfruttamento delle risorse spaziali. La pietra miliare del diritto sullo spazio è costituita dal Trattato sullo spazio extra-atmosferico (Outer Space Treaty) del 1967, il cui secondo articolo afferma che: “lo spazio extra-atmosferico, compresi la luna e gli altri corpi celesti, non è soggetto ad appropriazione da parte degli Stati, né sotto pretesa di sovranità, né per utilizzazione od occupazione, né per qualsiasi altro mezzo possibile”. 

Il rapido sviluppo delle attività spaziali e il crescente ruolo di nuovi attori operanti in questo settore evidenziano la necessità di una disciplina giuridica adeguata in grado di regolamentare diverse zone d’ombra. Nel mentre, la logica di potere è già mutata per adattarsi alle caratteristiche intrinseche che contraddistinguono questa particolare dimensione. 

La logica di potere 

Come l’aria e l’etere, lo spazio si presenta come una dimensione di potere con delle proprie caratteristiche che lo rendono unico. In questo ambiente lo Stato moderno, legalmente delimitato, si confronta con logiche d’azione universali che danno vita ad una dimensione globale dello spazio. Proprio per sua natura, lo spazio non è in grado di replicare quella conflittualità che si afferma sulla terraferma o sul mare. Controllare uno stretto o un passo consente di imporre un regime di esclusività che nello spazio non può venirsi a creare a causa delle sue caratteristiche specifiche. 

Si tratta, però, di uno spazio globale che consente di esercitare una certa influenza sul globo in relazione alla posizione occupata in questo territorio. Il fulcro dell’intesa è da rinvenire nella competizione tecnologica che consente di svolgere il proprio ruolo nello spazio delineando una certa condizione di superiorità. Fino ad oggi, solo una decina di paesi e pochi privati hanno mostrato la capacità di lanciare nello spazio. La forza di gravità rappresenta un ostacolo che non tutti riescono a superare. In queste circostanze il raggiungimento di un elevato livello e sviluppo tecnologico rappresenta la chiave per fare la differenza e guadagnarsi un posto sicuro. In questi termini le relazioni di potere sono orientate oltre i classici vincoli geografici fisici comportando una proiezione di potenza che mira a rafforzare coloro che sono già forti in partenza.

Tipologie di attori nello spazio 

Come si evince da questa breve trattazione, lo spazio non è un ambiente che si presta ad essere frequentato da tutti. Le sue caratteristiche fisiche necessitano di specifici requisiti e capacità per accedere con successo a questa dimensione. 

Tra i soggetti che occupano una posizione di rilievo troviamo gli Stati, i principali attori che investono nella ricerca e nello sviluppo a favore di ambiziosi programmi promossi attraverso le Agenzie spaziali nazionali. Un’altra fonte di finanziamenti è rappresentata dall’industria della difesa e dell’Aerospazio sia pubblica che privata che promuove ingenti progetti. 

Un ruolo rilevante è svolto anche dai soggetti internazionali, come per esempio l’Unione Europea che opera attraverso l’Agenzia spaziale europea. 

Non per ultimo, una posizione di rilievo è occupata dalle compagnie private (Space Exploration Technologies, Virgin Galactic, Blue Origin) che offrono determinati servizi, come il lancio dei razzi ma anche il turismo spaziale.

Se in passato l’esplorazione spaziale era riservata esclusivamente al dominio da parte delle agenzie governative progressivamente le dinamiche stanno mutando. La possibilità di sperimentare nuovi tipi di carburante, i razzi riutilizzabili e i lanci meno costosi hanno aperto la strada a nuovi attori, come: aziende private, start-up e visionari intraprendenti che stanno cercando di ritagliarsi il proprio ruolo nello spazio. La conquista dello spazio sembra diventare un obiettivo sempre più comune e condiviso anche se necessita di cospicui finanziamenti e importanti innovazioni tecnologiche per riuscire ad imporsi sulla scena.

Il futuro di questo ambiente dipenderà dai progressi tecnologici e dalla capacità della comunità internazionale di sviluppare un quadro normativo che garantisca un uso pacifico e sostenibile dello spazio.

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