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06/12/2016
Notizie, Osservatorio energia

NEWS ENERGIA – Cop 22, a Marrakech una Conferenza di transizione

di Fabrizio Anselmo

Si รจ chiusa in Marocco, senza provvedimenti concreti, la ventiduesima edizione della Conferenza Onu sul clima. Con gli Stati Uniti del futuro presidente Donald Trump quali convitati di pietra.

Quella che si รจ svolta in Marocco, con la partecipazione dei rappresentanti di 196 Paesi, รจ stata un Conferenza definita da molti, a ragione, di โ€œtransizioneโ€, dal momento che nessun provvedimento concreto ed immediatamente operativo รจ stato preso dai partecipanti. Una โ€œnon conclusioneโ€ che era nellโ€™aria giร  sin dallโ€™inizio dei lavori, che si sono quindi conclusi semplicemente con lโ€™individuazione dei prossimi passi e delle procedure per dare concreta attuazione agli impegni di Parigi del dicembre scorso.

Lโ€™Accordo di Parigi

La Conferenza di Marrakech รจ stato il primo incontro mondiale dopo la firma dellโ€™Accordo di Parigi. Un accordo, quello raggiunto nella capitale francese nellโ€™ambito della Cop21, ratificato da 111 nazioni ed entrato in vigore il 4 novembre di questโ€™anno. Il testo approvato lo scorso anno, che partiva dal presupposto del cambiamento climatico quale โ€œminaccia urgente e potenzialmente irreversibileโ€, prevede, tra i vari impegni, quello di contenere lโ€™aumento della temperatura mondiale ben al di sotto dei 2ยฐ, sforzandosi di fermarsi a + 1,5%.

Le decisioni della Cop22

In Marocco si รจ deciso, innanzitutto, di definire, entro il 2018, un regolamento che dovrร  stabilire in quale modo i Paesi membri dellโ€™Accordo di Parigi dovranno monitorare i loro impegni per il taglio dei gas serra (Nationally Determined Contributions) presi lo scorso anno nella capitale francese. Impegni che, peraltro, sono giร  stati definiti insufficienti dallโ€™Unep, lโ€™Agenzia dellโ€™Onu per lโ€™ambiente.

Il testo finale della Cop22, inoltre, invita gli Stati a continuare lungo la strada della creazione, entro il 2020, di un Fondo (il cd. Green Climate Fund) con una previsione di 100 miliardi di dollari allโ€™anno per aiutare i Pesi in via di sviluppo nella lotta al riscaldamento globale. Un tema alquanto spinoso, dato che i Paesi donatori pretendono di controllare come vengono spesi i soldi dati ai Paesi poveri, mentre questi ultimi non vogliono interferenze esterne nelle proprie politiche ambientali.

Trump convitato di pietra

Nel corso di tutti i lavori della Conferenza non รจ mancato di aleggiare il fantasma del nuovo presidente americano Donald Trump. In campagna elettorale, infatti, il successore di Obama ha piรน volte affermato di considerare il riscaldamento globale come una โ€œbufala inventata dai cinesiโ€ per arrecare danni alla competitivitร  dellโ€™economia americana. Trump ha quindi minacciato di far uscire gli Stati Uniti dallโ€™Accordo di Parigi (unโ€™uscita oggi altamente probabile, anche se sono ancora tutte da chiarire le eventuali modalitร  da seguire), creando grande allarme nella comunitร  internazionale tanto che proprio i partecipanti alla Cop22 hanno diffuso una Dichiarazione in cui definiscono lโ€™Accordo di Parigi come un processo โ€œirreversibileโ€. Una Dichiarazione, questโ€™ultima, firmata anche dagli stessi Stati Uniti di Barack Obama. Ma dal 20 gennaio del prossimo anno sarร  tutta unโ€™altra storia.

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