Cooperate for a new water culture. La sfida italiana e globale della water governance
In occasione della Ventesima Giornata Mondiale dell’Acqua e nel contesto programmatico dell’Anno Internazionale della Cooperazione per l’Acqua istituito dall’Unesco, Inea – Istituto Nazionale di Economia Agraria – si è fatta portatrice del rilancio nel dibattito pubblico dell’uso consapevole delle risorse idriche nazionale e internazionali attraverso il workshop “#ShareWaterSaveWater. Cooperate for a New Water Culture”. 

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L’evento, ospitato negli ambienti della Società Geografica Italiana lo scorso 22 marzo, ha posto i riflettori su una tematica dal ruolo incontestabilmente centrale nelle grandi dinamiche geopolitiche di questo inizio di Ventunesimo secolo, ma che riveste al contempo una importanza eminente nel più ristretto ambito italiano. Appare a tal proposito quasi scontato sottolineare quanto le scelte in tema di governance nazionale dell’acqua si riflettano direttamente sull’intero comparto economico del Paese.

Il costante accesso ad un’efficiente rete di rifornimento idrico costituisce di fatti conditio sine qua non per il mantenimento e miglioramento di quell’industria agroalimentare che rappresenta nella più dura tra stagione recessive della storia repubblicana un vanto del Made in Italy nel mondo e un segmento fondamentale dei consumi interni. Non di meno, il funzionamento degli ordinamenti colturali irrigui assicura la preservazione del vasto patrimonio ecologico e paesaggistico della Penisola, punto di forza dell’industria del turismo dal nord al sud della Penisola. 

Simili premesse sembrano dunque suggerire a pieno l’importanza di un’iniziativa che si è posta come obiettivo la sensibilizzazione della tematiche dell’acqua tra quella nuova generazione di cittadini che sarà presto chiamata a difendere e sviluppare la ricchezza idrica dell’Italia. La globalizzazione dei mercati, l’adattamento alle mutevoli preferenze del mercato alimentare europeo, l’ottimizzazione delle performance ambientali, ovvero l’incentivazione del risparmio idrico, sono solo alcune tra le grandi sfide fronteggiate dal settore in questi anni e affrontate nel corso del dibattito in questione.

Il workshop ha di fatti offerto una prima sessione di lavori che nel corso della mattinata ha visto esponenti del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, dell’Ambi e delle autorità di Distretto idrografico del fiume Po e dell’Appennino meridionale confrontarsi con i partecipanti sul tema del global managing idrico. Punto di riferimento delle discussioni è stata la ricerca di nuove modalità di approccio alla questione in territori come la Palestina e la Giordania, dove la scarsità di una risorsa a ragione definita come “oro bianco” è fonte di contrasti di natura geopolitica, disagi igienici e problematiche di sviluppo economico.

Le attenzioni della tavola rotonda si sono poi spostate nel pomeriggio sul più specifico tema del riutilizzo dei reflui recuperati per aumentare la disponibilità idrica in zone afflitte dalla scarsità cronica di acqua e dalle problematiche che ad essa si connettono. Con competenza e passione Inea e il vasto specchio di soggetti patrocinanti hanno orchestrato una giornata di orientamento e formazione civica sulle molteplice sfaccettature politiche, ambientali e culturali delle più imprescindibile tra le risorse naturali.

Un impegno concreto ad accrescere la consapevolezza sull’uso parsimonioso ed etico della stessa che continua con la mostra “Bonifica idraulica, impianti e reti irrigue: da 150 anni insieme all’Italia”, ospitata proprio in questi giorni a Roma dalla Società Geografica Italiana.