0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

NotizieContinuità e cambiamento nella Strategia di sicurezza nazionale russa

Continuità e cambiamento nella Strategia di sicurezza nazionale russa

-

Lo scorso 2 luglio, il Presidente russo Vladimir Putin ha firmato la nuova Strategia di Sicurezza Nazionale, il documento strategico prioritario della Federazione Russa, che va a sostituire il precedente documento varato nel 2015. Con il nuovo testo Mosca va a ridefinire interessi nazionali, priorità strategiche e la propria percezione delle minacce, sanzionando alcuni elementi di interesse relativamente alla propria percezione del Sistema internazionale.

La Strategia di sicurezza nazionale è il documento cardine che guida la politica estera russa, descrivendone obiettivi e strumenti prioritari. A differenza della più nota National Security Strategy statunitense è però un documento più generale, al limite del generico, in cui vengono descritte le linee guida e gli obiettivi di medio-lungo periodo dell’azione internazionale di Mosca, tralasciando però un’analisi puntuale dei fini perseguiti. A conferma di ciò, tali documenti, a differenze degli omologhi statunitensi che sono varati all’inizio di ogni Amministrazione, sono stati approvati solo negli ultimi 10 anni con regolarità, partendo dalla Strategia del 2009, passando per quella del 2015 fino a arrivare alla nuova edizione del 2021, intervallati da un aggiornamento costante dei “Concetti di politica estera” e delle diverse “Dottrine di sicurezza nazionale”, che descrivono più nel dettaglio la politica perseguita dalla Russia su dossier specifici. Con il varo, lo scorso anno, dei Basic Principles of State Policy of the Russian Federation on Nuclear Deterrence, il documento strategico che esplicitava per la prima volta gli obiettivi e le modalità di impiego delle armi nucleari della Federazione Russa, molti osservatori avevano sostenuto che, verosimilmente, ci sarebbe stato un aggiornamento dei documenti in essere, al fine di renderli coerenti con un contesto di sicurezza che, sebbene non mutato strutturalmente, ha comunque subito cambiamenti significativi.

Il documento della paranoia

La nuova Strategia di sicurezza nazionale, in realtà, non apporta considerazioni rivoluzionarie rispetto a quanto già dichiarato nel 2015, ciononostante, il tono generale del testo è decisamente diverso. In via preliminare, il documento trasmette una mentalità da assedio che, sebbene tipica dell’attuale leadership russa, emerge esplicitamente, al punto che Mark Galeotti, uno dei più importanti esperti della politica estera e di sicurezza russa, ha parlato di un “documento della paranoia”, in virtù dei continui riferimenti alle ingerenze esterne e alle pressioni internazionali che rischiano di compromettere la solidità della Federazione Russa. Ulteriormente, emerge chiaramente un’accezione estremamente ampia del concetto di sicurezza, che non si risolve solo nelle dinamiche politiche internazionali, ma che coinvolge anche la sfera politica domestica, il cyberspazio, la dimensione informativa, i valori, la storia e lo stile di vita del popolo russo, integrando al suo interno anche l’andamento economico e, per ovvie ragioni, la sicurezza sanitaria. Strutturalmente, il documento descrive un sistema internazionale meno stabile, in cui il confronto con l’Occidente e con gli Stati Uniti in particolare è una realtà di fatto, che segnala, nella percezione russa, il mutamento del sistema internazionale verso una struttura multipolare o policentrica, come si usa dire più precisamente nella letteratura russa.

La dimensione interna della Strategia di sicurezza nazionale

Entrando nel merito dei contenuti del documento, la Strategia afferma chiaramente che la Russia è oggetto di azioni ostili da parte di alcune potenze che vorrebbero la disintegrazione dei processi cooperativi a guida russa nell’ambito della Comunità degli Stati Indipendenti, compromettendo la stabilità della Russia e dei suoi alleati. La principale minaccia identificata proviene quindi dal “desiderio dell’Occidente di conservare la propria egemonia”, mediante strumenti militari e non militari volti “ad isolare la Russia mediante una politica basata sul doppio standard”. Al fine di contrastare tali iniziative, Mosca rivendica quindi il diritto ad usare “misure simmetriche e asimmetriche per prevenire azioni che minaccino la sovranità e l’integrità della Federazione Russa”. Il documento riafferma inoltre la percezione russa che paesi ostili vogliano usare i problemi socioeconomici della Federazione “per distruggere la sua unità interna, istigare movimenti di protesta, radicalizzando il confronto politico, e supportare movimenti marginali per dividere la società russa”. L’estrema attenzione rivolta alle dinamiche politiche interne si è tradotta anche in espliciti riferimenti alla dimensione informativa del confronto tra le grandi potenze che potrebbe compromettere la coesione della società russa, sottolineando “i tentativi di erosione dei valori tradizionali, la distorsione della storia internazionale e del ruolo della Russia in questa, la riabilitazione del fascismo e l’incitamento a conflitti interetnici e interconfessionali”. Con riferimento esplicito all’Occidente, si afferma che “i valori tradizionali, culturali e storici della Russia sono sotto attacco da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati, come pure dei gruppi di pressione internazionali, delle organizzazioni non governative e delle organizzazioni estremiste e terroriste”.

Un sistema internazionale in mutamento

Guardando alle dinamiche internazionali, rispetto alla versione del 2015, scompaiono i riferimenti alla possibilità di una cooperazione con gli Stati Uniti e la NATO, rispetto ai quali relazioni competitive sono ormai l’unica forma di dialogo. Ulteriormente si afferma esplicitamente come il sistema internazionale si privo di “un’autorità morale in grado di rifondare un nuovo ordine globale”, disconoscendo l’attrattività dell’ordine liberale a guida statunitense, considerato invece apertamente in crisi. Analogamente, l’Ucraina e il conflitto nel Donbass non sono citati come tematiche di prioritario interesse, rilanciando invece gli sforzi verso India e Cina per arrivare alla creazione di meccanismi di sicurezza regionali nel Sud-est asiatico e nell’Asia-Pacifico. Nel documento è inoltre ribadito lo sforzo russo nel consolidare l’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai, i BRICS e le relazioni con paesi non occidentali, al fine di sostenere quel sistema policentrico citato in precedenza.

Ciò che emerge maggiormente è la grande attenzione attribuita all’influenza che le dinamiche internazionali, non solo politiche ma anche economiche, potrebbero avere sulla stabilità politica interna della Russia, segnalando il chiaro timore che la competizione tra paesi si traduca in uno scontro all’interno dei paesi e della Federazione Russa in particolare. Ulteriormente, si evince chiaramente il timore che, in una condizione di difficoltà dell’Occidente, gli Stati Uniti siano disposti a combattere più aspramente per conservare la propria egemonia, impiegando diversi strumenti di pressione contro la Russia, dal dispiegamento di sistemi antibalistici, alle pressioni economiche, ad azioni cibernetiche e la disinformazione. È quindi chiaro come per la Russia il fronte interno resti prioritario, poiché sarà su questo terreno che si giocherà la tenuta del sistema politico russo rispetto ai mutamenti del sistema internazionale.

Corsi Online

Articoli Correlati

I quattordici libri da leggere quest’estate in tema Energia e Infrastrutture

È arrivata la “Reading List di Energia e Infrastrutture” preparata dal Centro Studi Geopolitica.info, scopri i quattordici libri utili...

I cinque libri da leggere quest’estate in tema Spazio

È arrivata la “Reading List di Spazio” preparata dal Centro Studi Geopolitica.info, scopri i cinque libri utili per approfondire...

Kaliningrad: una miccia (forse) spenta

Il blocco di Kaliningrad da parte della Lituania è stata una delle crisi più pericolose dal 24 febbraio. L’aggiornamento...

I dieci libri da leggere quest’estate in tema Cyber e Tech

È arrivata la “Reading List di Cyber e Tech” preparata dal Centro Studi Geopolitica.info, scopri i dieci libri utili...