Il sostegno della comunità internazionale ai diritti di Taiwan

Le reazioni italiane all’esclusione taiwanese dall’Assemblea Mondiale della Sanità.

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L’Assemblea Mondiale della Sanità (AMS), che si è conclusa il 31 maggio a Ginevra, è stata al centro dell’attenzione di parlamenti, di governi e della stampa internazionale per ragioni purtroppo lontane dagli obiettivi che si prefigge – che dovrebbe prefiggersi – l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

L’esclusione di Taiwan dall’AMS pretesa e ottenuta dal governo cinese – dopo 8 anni di partecipazione taiwanese da tutti apprezzata per l’apporto scientifico e per la efficace cooperazione – ha suscitato polemiche e proteste in tutto il mondo. Le dinamiche che hanno portato a questa sconcertante situazione sono state ampiamente descritte nei precedenti articoli apparsi su “Taiwan Spotlight” e vari media, nazionali e internazionali, hanno dedicato articoli di approfondimento e di critica alla vicenda. Essa è, in effetti, molto grave per il “bando”, dai connotati di razzismo e di odio politico, da parte cinese nei confronti del popolo taiwanese a motivo dei risultati delle libere elezioni del 2016 che hanno democraticamente portato al Governo dell’Isola, fino al 2020, la Presidente Tsai e il DPP. Ma la gravità dell’evento si estende alla clamorosa violazione delle norme statutarie dell’AMS/OMS che escludono categoricamente le questioni politiche, razziali, religiose ed economiche dalle sue modalità di condotta e dalle sue finalità. Durante i lavori dell’Assemblea decine di oratori, in rappresentanza di paesi di tutti i continenti – tra i quali i Ministri della Sanità di Stati Uniti, Germania, Giappone, Australia, Canada e di numerosi altri stati asiatici, latino-americani e africani, sono intervenuti manifestando il loro appoggio a Taiwan e ribadendo il dovere dell’AMS/OMS di non escludere nessun paese e nessun popolo, come stabilito da suo statuto. Mentre questo avveniva in sede di riunione plenaria, fuori dalla sala dell’Assemblea il Ministro della Salute taiwanese aveva incontri bilaterali con colleghi Ministri di 31 paesi e con i vertici direttivi di 28 organizzazioni che operano nel mondo nel campo sanitario.

Anche in Italia, al Senato e alla Camera dei Deputati, sono state numerose le voci di esponenti politici della maggioranza e della opposizione – PD, FI, AP, Lega, Conservatori&Riformisti, Fare, gruppo Misto – che, con interventi e interrogazioni ai Ministri degli Esteri On. Alfano e della Salute On. Lorenzin, hanno sottolineato la gravità dell’esclusione taiwanese e delle assurde motivazioni con le quali essa è stata imposta da Pechino, in contrasto con la natura inclusiva, e non discriminatoria, della AMS/OMS. I parlamentari italiani  – tra i trenta senatori e deputati intervenuti vi sono il Presidente della Commissione Esteri della Camera On. Cicchitto (AP), il Presidente del Gruppo di amicizia Italia-Taiwan Sen. Malan (FI) e i Vice Presidenti On. Galperti e On. Romanini (PD) e Sen. Divina (Lega),  il Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Senato Sen. Marinello (AP), il Capogruppo della Lega al Senato Sen. Centinaio –  hanno messo in evidenza la necessità e il dovere di una inclusione globale indispensabile al corretto perseguimento della prevenzione, profilassi e lotta a malattie, pandemie e virus che non conoscono confini territoriali né orientamento politico di regimi e governi come, invece, è stato grottescamente sancito, nei fatti, a Ginevra. Il Presidente Cicchitto, tra l’altro, ha ricordato al Ministro Alfano la Mozione, approvata alla unanimità dalla Camera dei Deputati nel maggio 2004 (e votata allora dallo stesso On. Alfano), che impegnava il Governo a sostenere Taiwan proprio nella sua partecipazione all’AMS/OMS.

Le negative conseguenze per tutta la comunità internazionale di questo boicottaggio, contrario ai doveri dell’AMS/OMS, sono state rappresentate al Ministro Alfano dal Presidente Marinello (AP) che, anche quale medico, ha evidenziato il valido contributo taiwanese ai programmi di cooperazione sanitaria in tanti paesi in via di sviluppo. A sua volta il Sen. Malan ha chiesto al Ministro degli Esteri di assumere una chiara posizione contro la sconcertante strumentalizzazione politica dell’AMS, per ripristinarne la apoliticità e a sostegno dei diritti naturali dei 23 milioni di cittadini taiwanesi. Proprio nella giornata di chiusura dei lavori dell’AMS altri 6 deputati, primo firmatario l’On. Prataviera (Fare) hanno presentato una interrogazione ai Ministri della Salute e degli Esteri che, tra l’altro, afferma: “La esclusione di Taiwan dall’AMS rappresenta un evento inaudito, grave e inaccettabile, anzitutto perché totalmente contrario a quanto contenuto nell’atto costitutivo dell’AMS e dell’OMS che da essa dipende, nel quale atto è categoricamente stabilita la sola finalità della prevenzione, della tutela e della cura della salute dell’umanità intera, escludendo qualunque discriminazione di carattere politico, razziale, religioso ed economico”. In una delle interrogazioni precedenti (23 maggio) l’On. Fucci, (C&R), anch’egli medico, ha sottolineato i doveri istituzionali dell’AMS/OMS nei confronti della tutela della salute del genere umano, rinnegati dalla discriminazione operata nei confronti dei 23 milioni di taiwanesi, mentre in quella presentata il 26 maggio da otto deputati, primo firmatario l’On. Pagano (Lega), si legge che “La gravità e l’assurdità dell’evento è, poi, a tutti evidente per il fatto che malattie, virus ed epidemie non conoscono né confini nazionali, territoriali, marittimi ed aerei, né il colore dei Governi e dei regimi politici come invece irrealisticamente pretende e impone il Governo cinese”.

Gli interventi a favore della partecipazione taiwanese – che hanno visto dalla stessa parte politici di tutte le appartenenze partitiche nonché accademici, medici, scienziati, giornalisti e analisti delle più diverse ispirazioni – hanno messo in risalto le inaccettabili motivazioni politiche dei cinesi e la necessità di arrivare a svincolare le decisioni delle organizzazioni, direttamente legate alla Nazioni Unite, da dinamiche che richiamano alla mente gli anni della guerra fredda e “logiche” completamente fuori dalla realtà del mondo globalizzato. Nella seduta del Senato del 18 maggio il Sen. Arrigoni (Lega), intervenendo in Aula per annunciare una Interrogazione firmata con altri 4 colleghi, ha parlato senza mezzi termini della tracotanza di Pechino: “Taiwan ha partecipato per otto anni all’Assemblea Mondiale della Sanità come osservatore, convivendo senza problemi con la presenza cinese, mentre oggi Pechino pretende la sua esclusione per ragioni politiche contro un Governo, quello di Taipei, che ricordo essere stato democraticamente eletto lo scorso anno. È una vergogna che l’Assemblea Mondiale della Sanità si presti a questo diktat cinese e tradisca la sua natura”. Argomenti già evidenziati dall’On. Galperti (PD) proprio in una intervista per Taiwan Spotlight https://www.geopolitica.info/taiwan-ams-intervista-allonorevole-guido-galperti/. L’esponente del Partito Democratico, premesso che l’ostracismo a Taiwan “rappresenta una vera e propria violazione delle ragioni costitutive dell’AMS”, ha evidenziato le conseguenze della esclusione taiwanese prospettando “gravi difficoltà nel coordinamento della prevenzione e dell’eventuale contrasto a malattie ed epidemie. Non dimentichiamo – ha affermato l’On. Galperti –  quanto accaduto all’inizio degli anni 2000 con la SARS. Allora l’apporto di Taiwan fu molto importante e desidero ricordare la figura eroica del medico italiano Dottor Carlo Urbani al cui ricordo proprio Taiwan ha destinato un fondo per la ricerca scientifica”.

Questi parlamentari, dimostrando sensibilità e lucidità, si sono mossi in maniera netta e coerente con i valori umani che sono patrimonio italiano al di sopra di ogni differenza politica e partitica. Adesso attendono le risposte dei Ministri Alfano e Lorenzin per capire se e cosa ha fatto, e cosa ha intenzione di fare in avvenire, il Governo italiano. Nel frattempo il boicottaggio cinese per l’AMS non è il solo atto di ritorsione da parte cinese contro Taiwan: Pechino ha infatti dichiarato che non parteciperà alle “Universiadi” (la “Fiaccola” sarà, nei prossimi giorni, consegnata dal Sindaco di Torino al Sindaco di Taipei) che si terranno a settembre a Taiwan. Una “modalità” che riporta le lancette della storia indietro di quaranta anni. A questi eventi si affianca la continua e crescente repressione di ogni tentativo, anche flebile, di esprimere in Cina idee e opinioni diverse sui diritti civili, sulle fedi religiose, su ogni materia e aspetto della vita che comporti una riflessione filosofica e spirituale. Tra i casi più recenti ed eclatanti vi è quello dell’attivista taiwanese Lee Ming-cheh (李明哲) che è stato arrestato con l’accusa di sovversione contro lo Stato.

Va ricordato che in Cina gli imputati giudicati colpevoli di “sovversione” possono essere incarcerati a lungo, spesso subiscono torture e poi vengono condannati al carcere a vita; molto raramente i processi si concludono con una assoluzione dell’imputato. Per la prima volta un cittadino taiwanese si trova in una prigione cinese accusato di “sovversione”, una ulteriore dimostrazione della insensata volontà di quel regime di inasprire lo scontro politico con la pacifica Taiwan.