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Rubriche#USA2024Come i Repubblicani hanno "conquistato" la Florida

Come i Repubblicani hanno “conquistato” la Florida

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La Florida, per molti anni, venne considerata come uno “swing state”, cioè uno Stato nel quale nessuno dei due partiti potesse contare su un sostegno storico tale da assicurare una vittoria elettorale; tuttavia, recentemente, questa tendenza è pressoché scomparsa.

Ad oggi, infatti, è diventata a tutti gli effetti un “safe-state” per il Partito Repubblicano e ciò lo si può constatare analizzando le ultime elezioni governative tenutesi nel 2022, che videro primeggiare il Repubblicano Ron DeSantis sul Democratico Charlie Crist con un margine del 19,4%.

Anche le elezioni presidenziali dimostrarono un repentino cambio di rotta dell’elettorato: dopo che Barack Obama vinse nel Sunshine State nel 2012, il Partito Democratico incassò una serie terrificante di sconfitte, con Hilary Clinton che  nel 2016 perse ai danni di Donald Trump, il quale verrà rivotato anche alle elezioni successive in misura addirittura più elevata.

Questi risultati sorprendenti sono frutto di una serie di scelte e azioni ben oculate da parte del Partito Repubblicano in questo territorio, che sommati ad una serie di circostanze favorevoli, hanno dato come esito un aumento di quasi 600 mila elettori dal 2018 ad oggi.

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sulle cause e gli avvenimenti che hanno portato la Florida a diventare un alleato fondamentale per i Republicans.

Influenza di Donald Trump

Non è certamente da trascurare l’operato dell’ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha fatto del Sunshine State la sua sede politica.

Infatti, grazie alla sua volontà, per due anni consecutivi, la più importante conferenza degli attivisti repubblicani, chiamata Conservative Political Action Conference, è stata organizzata in Florida, alimentando così la propaganda rossa nello Stato.

Inoltre, egli stesso ha deciso di trasferirsi in Florida nella sua lussuosa residenza di Mar-a-Lago, situata a Palm Beach, facendola diventare il centro nevralgico del partito Repubblicano, in quanto molti collaboratori ed esponenti del partito hanno deciso di seguirlo, intravedendo la possibilità di fare carriera in un territorio elettoralmente favorevole.

Aumento demografico e nuovi elettori repubblicani

Un altro dato da prendere assolutamente in considerazione, è quello legato all’aumento demografico verificatosi nell’ultimo decennio, infatti, dal 2010 al 2022 la popolazione della Florida è aumentata di oltre 3 milioni

Addirittura, l’anno scorso, secondo i dati del censimento statunitense, il Sunshine State ha ottenuto il primato di Stato con la più alta crescita demografica, con un incremento dell’1,9%.

Un tale fenomeno migratorio, tuttavia, non può essere causato solamente dalla volontà dei cittadini americani di trasferirsi in uno Stato con un clima più mite e delle spiagge stupende: proprio per tale motivo riteniamo che le motivazioni alla base siano più profonde.

In primis un fattore da non sottovalutare è il basso costo della vita rispetto ad altre zone: in Florida, ad esempio, non viene applicata l’income tax (imposta sui redditi), inoltre la sales tax (tassa sui consumi) è del 7%, quindi del tutto ragionevole anche considerando l’aliquota di altri Stati, come New York (8,52%).

Forse, però, la principale causa è imputabile alle molteplici opportunità dal punto di vista lavorativo che offre il Sunshine State, in diversi settori, che vanno ben oltre a quello del turismo; sono in ascesa infatti il comparto aerospaziale, grazie allo sviluppo del Kennedy Space Center e anche farmaceutico, tanto che si posiziona al secondo posto in tutta la nazione per numero di strutture sanitarie.

Non a caso questo Stato, dal punto di vista economico, secondo i dati del 2022 del Bureau of Economy, risulta essere uno dei più potenti, con un prodotto interno lordo di un trilione di dollari, dietro soltanto a New York, California e Texas.

Un tessuto economico forte e dinamico, in aggiunta ad un basso costo della vita e dell’impresa, ha spinto, quindi, molti lavoratori della east-coast appartenenti alla middle class americana, a trasferirsi, per aspirare a posizioni lavorative migliori, oltre che ad una qualità di vita più elevata: solo nel 2022 circa 62 000 New Yorkesi si sono trasferiti proprio in Florida.

Tornando agli aspetti prettamente politici, però, ovviamente un fenomeno di tale portata comporta un aumento consistente dell’elettorato, e in un contesto socialmente dinamico e vario, come quello americano, può avvantaggiare uno schieramento piuttosto che l’altro.

Dal 2020 in poi, a dimostrazione di quanto detto, i sondaggi politici in Florida hanno messo in evidenza una crescita elevata dei consensi a favore dei repubblicani, rompendo, così, la situazione di equilibrio tra i due partiti.

Da una prima analisi risulta in apparenza scontato il motivo di questo drastico cambiamento: bisogna considerare che, all’epoca, in piena Pandemia Covid 19, Ron DeSantis non ha implementato misure anti-Covid troppo restrittive, come lockdown prolungati, e proprio per questo motivo più di 300 mila cittadini americani, tra Aprile 2020 e Aprile 2021, hanno deciso di trasferirsi nel Sunshine State, poiché contrari alle politiche sanitarie in vigore negli altri Stati, per lo più governati dai democratici.

Molte di queste persone, sostenitrici del Partito Repubblicano, hanno contribuito alla schiacciante vittoria rossa alle mid-term del 2022, che ha sancito la definitiva sconfitta democratica nel Sunshine State.

La Pandemia, quindi, ha giocato sicuramente a favore dei Republicans; tuttavia, non giustifica il repentino cambio di rotta a livello politico manifestatosi negli ultimi anni, considerando anche l’elevato numero di cittadini provenienti dalla east-coast, per lo più democratica.

Ron DeSantis e l’appoggio dei “Latino Voters”

Ciò che ha fatto davvero pendere l’ago dalla parte repubblicana della bilancia, soprattutto nelle ultime elezioni, sono stati i voti dei “latino Voters”, cioè elettori di origine latino-americana.

Nel 2016 alcuni sondaggi di NBC News, relativi all’andamento delle presidenziali in Florida, misero in luce che più del 60% dei latino-americani, supportò Hilary Clinton e di conseguenza il Partito Democratico; tuttavia, a distanza di sei anni, la situazione si è ribaltata completamente: alle mid-term il 60% della comunità latina ha appoggiato la fazione opposta.

Il merito di ciò lo si deve al Governatore Ron DeSantis e alla sua propaganda repubblicana indirizzata per lo più alle comunità latine in crescita sul territorio, come quella venezuelana, colombiana e soprattutto cubana.

Nel 2020, infatti, è stata trasmessa una campagna pubblicitaria completamente in lingua spagnola volta a screditare l’immagine dei Democratici e soprattutto del Presidente Joe Biden, etichettandolo come socialista e comparandolo ai leader politici che caratterizzarono la storia (in negativo) di alcuni Paesi latino-americani.

Facendo così Ron DeSantis si è garantito il supporto e anche la stima della maggior parte dei “Latino Voters”.

Divario tra i finanziamenti repubblicani e democratici

Probabilmente, però, l’aspetto che più preoccupa i Democrats del Sunshine State è quello finanziario.

Durante le elezioni governative del 2020, Desantis ha racimolato, grazie al suo comitato e all’aiuto del partito, 200 milioni di dollari, in confronto ai soli 32 milioni del candidato democratico Charlie Crist.

Questo “gap” ha permesso ai Repubblicans di investire una quota considerevole dei fondi (54,6 milioni) in campagne pubblicitarie; senza tali somme non sarebbe stato possibile svolgere un’azione di propaganda così estesa e di successo, come quella già precedentemente descritta.

La spesa del Partito Democratico in questo Stato è invece in netto calo: dai 10 milioni di finanziamenti del 2016, si è passati ai 3 del 2020.

Addirittura, nel 2022 i fondi stanziati erano quasi pari a zero e ciò fa pensare che la strategia del Partito sia quella di abbandonare politicamente questo territorio, investendo il denaro, invece, in Stati in cui vi è una maggiore probabilità di vittoria.

Insomma, un nuovo “red state” si è aggiunto alla lista e non sarà facile cancellarlo, finché la popolarità e l’appeal delle figure politiche Repubblicane in Florida continuerà a crescere, come quella di Donald Trump e di Ron DeSantis, i quali si sono entrambi candidati alla Casa Bianca per il 2024.

Gli swing-state, in un America sempre più divisa, sono sempre meno e il caso del Sunshine State ne è una dimostrazione.

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