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Come funzionerà il Piano Mattei per l’Africa

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Fa sul serio il governo Meloni sul Piano Mattei per l’Africa. The Watcher Post ha preso visione della bozza di decreto che approderà in Consiglio dei Ministri oggi per mettere a terra un progetto di cooperazione a tutto campo di notevole ambizione. La bozza di decreto è composta da 7 articoli che ne sostanziano: durata (4 anni), struttura (Cabina di regia) e dettagli sulla missione che verrà creata ad hoc.

Articolo precedentemente pubblicato su The Watcher Post e qui consultabile.

Ambiti di intervento
“Cooperazione allo sviluppo, promozione delle esportazione e degli investimenti, istruzione e formazione professionale, ricerca e innovazione, salute, agricoltura e sicurezza alimentare, approvvigionamento e sfruttamento sostenibile delle risorse naturali incluse quelle idriche ed energetiche, tutela dell’ambiente e adattamento ai cambiamenti climatici, ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture anche digitali, valorizzazione e sviluppo del partenariato energetico anche nell’ambito delle fonti rinnovabili, sostegno all’imprenditoria e in particolare quella giovanili e femminile, promozione dell’occupazione, prevenzione e contrasto dell’immigrazione irregolare”. Sono gli ambiti di intervento previsti dalla bozza di decreto. Un piano d’azione a tutto campo, che propone all’Africa un partenariato strategico di alto livello “volto a promuovere uno sviluppo comune, sostenibile e duraturo nella dimensione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza. Il Piano Mattei favorisce la condivisione e la partecipazione degli Stati africani interessati all’individuazione, alla definizione e all’attuazione degli interventi previsti dal Piano, nonché l’impegno compartecipato alla stabilità e alla sicurezza regionale e globale”.

Meloni a capo della Cabina di regia
Sarà la stessa Premier, Giorgia Meloni, a presiedere la costituenda Cabina di regia per il Piano Mattei. Vicepresidente sarà il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. Della Cabina di regia faranno parte anche gli altri Ministri, il Presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Massimiliano Fedriga, il Direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (in attesa di nomina), il Presidente dell’ICE, Matteo Zoppas, il Presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini, il Presidente SACE, Filippo Giansante. Fanno parte della Cabina di regia del Piano Mattei anche “i rappresentanti di imprese a partecipazione pubblica, del sistema università e ricerca, della società civile e del terzo settore, rappresentanti di enti pubblici o privati, esperti nelle materie trattate (individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri)”. Tra i compiti della Cabina di regia quello di promuovere il coordinamento “tra i diversi livelli di governo, gli enti pubblici nazionali e territoriali e ogni soggetto pubblico e privato interessato”. Nero su bianco un ambizioso obiettivo di politica interna.

La Missione ad hoc
La struttura di missione è composta da “due unità dirigenziali di livello generale, tra cui il coordinatore, due unità dirigenziali di livello non generale e da 15 unità di personale non dirigenziale, individuate tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e tra il personale dei ministeri e di altre amministrazioni pubbliche”. Oltre ad un contingente di esperti, cui destinare un limite di spesa annua di mezzo milione di euro.

Relazione annuale al Parlamento
Entro il 30 giugno di ciascuno dei 4 anni previsti, il governo trasmette alle Camere una relazione sullo stato d’attuazione del Piano Mattei, “previa approvazione da parte della Cabina di regia”. La relazione indica le misure volte a migliorare l’attuazione del Piano e ad accrescere l’efficacia degli interventi rispetto agli obiettivi perseguiti. Il decreto sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.   

La ratio del Piano e i competitor in Africa

Il Piano Mattei si basa sulla “straordinaria necessità e urgenza di potenziare le iniziative di collaborazione tra Italia e gli Stati del Continente africano, al fine di promuovere lo sviluppo economico e sociale e di prevenire le cause profonde delle migrazioni irregolari”. Restano sullo sfondo le numerose crisi politiche e sociali africane, che si uniscono alle nuove sfide internazionali poste dai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina. L’Africa vede sempre più protagoniste notevoli influenze internazionali, soprattutto da Cina e Russia. La sfida dell’Italia in questa fase è quella di dimostrare ai partner africani di voler favorire al meglio lo sviluppo di un Continente non soltanto amico, ma molto di più.   

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