Pace in Colombia tra Governo e FARC: il popolo non approva, la diplomazia sì

A Bogotà soffia finalmente un vento di pace. Anche se il popolo colombiano ha votato no al referendum sullo storico accordo di pace tra governo e guerriglieri delle Farc, l’occidente accoglie con favore l’accordo.

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È notizia di pochi giorni fa la decisione di assegnare al presidente colombiano Manuel Santos il premio nobel per la pace 2016. “Il premio deve essere visto come un omaggio al popolo colombiano che, nonostante grandi difficoltà e abusi, non ha mai perso la speranza di una pace giusta, e a tutte le parti che hanno contribuito al processo di pace”, ha spiegato il comitato.

Anche l’Unione Europea ha accolto positivamente l’accordo di pace. In seguito alla firma dello storico accordo, avvenuta a L’Avana il 25 agosto scorso, Federica Mogherini ha annunciato la decisione di Bruxelles di rimuovere le Farc dalla lista internazionale dei gruppi terroristi. D’ora in poi, le Farc sono a tutti gli effetti un gruppo politico. “La Colombia manda un messaggio di pace. L’Ue dà il suo appoggio e sospende le Farc dalla lista delle organizzazioni terroristiche”, ha affermato la Mogherini nella cerimonia in cui è stato ufficialmente firmato l’accordo. A Cartagena, dove è avvenuta la storica firma, sono intervenuti, oltre al rappresentante della politica estera europea, il presidente colombiano Santos, Rodrigo Londono (rappresentante delle Farc), Ban Ki-Moon, il segretario di stato Usa Kerry, oltre ad altri esponenti internazionali.

La firma è stata apposta il 26 settembre dopo quattro anni di trattative, 52 anni e oltre 200 mila morti. Per la firma dell’accordo atteso da tutto il popolo colombiano è stata usata una penna ricavata da un pallottola.

Il gesto più importante della giornata, oltre alla firma, è stata la dichiarazione di Londono. Il rappresentante degli ex guerriglieri ha chiesto, a nome delle Farc, perdono a tutte le vittime per il dolore causato da questa guerra.

Ma qual è stata la guerra delle Farc? Sicuramente è stata la più lunga guerra armata dell’America Latina visto che le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, di ispirazione marxista, sono nate nel 1964.

Il più grande gruppo ribelle della Colombia può essere considerato il braccio armato del comunismo, data l’ispirazione marxista-leninista dell’organizzazione.

Nato inizialmente da un gruppo di contadini per combattere le disuguaglianze nel paese, nelle loro fila combattono  circa 7000 membri. Possono contare anche sul supporto dei civili. Loro principale nemico sono le forze di sicurezza colombiane. Si finanziano grazie ai sequestri di persona e al traffico di stupefacenti. Negli ultimi anni, grazie a ingenti sforzi delle forze di sicurezza colombiane, hanno perso forza e guerriglieri.

Le Farc sono nate dopo una guerra civile durata 10 anni e 200 mila persone morte in seguito alla repressione durante il periodo denominato “La Violencia”, innescato dall’assassinio del candidato alla presidenza, il liberale Gaitan.

Tra coloro che hanno combattuto la guerra civile, c’era anche Marulanda. È lui che nel 1964 a Marquetalia, nella Colombia centrale, fonda le Farc.

Al termine di un conflitto armato che ha coinvolto militari, civili, contadini e bambini e devastato un territorio a causa delle mine e delle bombe, il presidente Santos ha mantenuto la sua promessa.

Dopo 52 anni, migliaia di morti da ambo le parti, quattro anni di trattative,  un  vento di pace finalmente è tornato a soffiare in Colombia.