CIA: il controverso rapporto sulle torture dell’agenzia

Secondo la commissione, la CIA (Central intelligence Agency) avrebbe mentito al Congresso, nel Consiglio nazionale di sicurezza, al ministero della Giustizia sulla gravità delle torture perpetrate e sulla pertinenza delle informazioni ottenute dagli interrogatori brutali.

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La Commissione del Senato ha pubblicato un dossier composto da 535 pagine, un rapporto d’inchiesta di seimila pagini sul “Programma di arresti e interrogatori” della CIA. All’interno di questo documento dalle informazioni sensibili vi sarebbero omissioni circa le violazioni dei diritti umani condotte dalla CIA. Secondo il rapporto, l’agenzia avrebbe effettivamente mentito alla Commissione sui decessi dei prigionieri, sulle minacce proliferate ai membri delle famiglie dei prigionieri e sull’efficacia delle torture.

Il 9 novembre 2005, il direttore del servizio nazionale clandestino della CIA Jose Rodriguez, ha autorizzato la distruzione di novantadue video che riprendevano gli interrogatori esercitati con procedimenti violenti che esaminavano dettagliatamente l’interrogatorio di Abu Zubaida e Abderrahim Al Nashiri. Come pronta risposta alla distruzione di questi documenti la Commissione del Senato statunitense, attraverso un voto del 5 marzo 2009, ha iniziato ad esaminare il programma di arresti e interrogatori della CIA. La Commissione ha però fornito un resoconto superficiale senza coinvolgere direttamente i partecipanti o le vittime di queste procedure.

Dopo i tragici eventi dell’11 settembre 2011, il Ministero della Giustizia ha prodotto una serie di provvedimenti autorizzando con l’approvazione dell’allora amministrazione Bush, la tortura contro i terroristi e i combattenti nemici dell’America. Nel 2002 il procuratore generale aggiunto John Yoo ha emesso provvedimenti sulla tortura firmato dal procuratore generale aggiunto Jay Bybee: l’Autorizzazione all’uso della tortura diventa legale non tenendo conto della Commissione di Ginevra.

Abilmente nascosti dietro uno pseudonimo, due psicologi delle forze armate aeree in pensione, il Dottor Bruce Jessen e il Dottor James Mitchell, hanno ottenuto il via libera attraverso appositi contratti per sviluppare le tecniche d’interrogatorio della CIA. Nascono dunque, le pratiche violente sia fisiche sia psicologiche al fine di estorcere la verità.

Tra le pratiche più usate figura il “waterboarding”. Un’azione che simula l’annegamento, alla quale un detenuto, Abu Zubaida, è stato sottoposto ottantuno volte, come da lui stesso riferito all’FBI in convalescenza. I violenti interrogatori si ripetono con cadenza quotidiana. L’agenzia ha ritenuto che queste violazioni dei diritti umani erano un metodo efficace.

Secondo la Commissione, le tecniche d’interrogatorio brutale non sono assolutamente mezzi efficaci per ottenere informazioni sensibili. Sotto la tortura, i prigionieri diranno quello che l’interlocutore vuole sentirsi dire per porre fine alle atrocità. Nonostante la CIA affermi che le informazioni ottenute hanno salvato delle vite umane e reso possibile la cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden, la Commissione ha scoperto la falsità di queste dichiarazioni.

La maggior parte degli agenti della CIA implicati nel suddetto programma avevano precedenti penali di varia natura quali violenza sessuale, abusi e aggressioni. Come se non bastasse, durante gli interrogatori, i prigionieri venivano minacciati di possibili ritorsioni sulle loro famiglie e molto di loro sono stati privati delle cure mediche causando così una reidratazione e un’alimentazione rettale. Alcuni di loro erano forzati a rimanere in piedi per ore con le caviglie rotte, altri detenuti in stanze piccolissime al buio per ore con canzoni metal ad altissimo volume. Molti detenuti sono stati privati del sonno per giorni.

Il 20 giugno 2003, David Passaro colpì a morte un sospettato afgano con una torcia metallica. Nella prigione di Abu Grahib nel 2003, Manadel Al Jamadi è morto in un bagno durante un interrogatorio, aveva le braccia legate alla schiena. La foto di Charles Graner jr, che si esibiva calpestando il cadavere di Al Jamadi ha fatto il giro del mondo. Queste sono solo alcune delle atrocità commesse durante questi interrogatori.

Secondo la Commissione dunque, la CIA avrebbe mentito al Consiglio Nazionale di Sicurezza, al Ministero della Giustizia e all’opinione pubblica americana sulla gravità e sulla pertinenza delle informazioni, sul decesso dei prigionieri, sulle minacce ai membri delle famiglie delle vittime e sull’efficacia delle informazioni ottenute.

Dopo il sabotaggio informatico ai danni dei computer di alcuni membri della Commissione, il direttore della CIA John Brennan, in un tentativo di impedire la pubblicazione del rapporto, ha ingiustamente accusato la Commissione di furto di dossier confidenziali. Successivamente però, lo stesso Brennan sotto la pressione dei senatori chiese pubblicamente scusa alla Commissione.

Invece di assumersi le proprie responsabilità e i pagare per le atrocità perpetrate i medici Mitchell e Dressen hanno ricevuto ottantuno milioni di dollari fino alla risoluzione del loto contratto nel 2009. L’agente della CIA John Kiriaku è stato condannato a trenta anni di detenzione dopo aver rivelato il programma delle torture in un programma della ABC. L’accusa è di violazione della Identities Protection Act del 1982.

La Commissione, denunciando le bugie della CIA, ha tuttavia dimenticato di denunciare anche le violenze commesse in suo nome.