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TematicheMedio Oriente e Nord AfricaChi sono i Baloch (Baluci): crisi Iran-Pakistan

Chi sono i Baloch (Baluci): crisi Iran-Pakistan

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La decisione di Teheran di effettuare pesanti attacchi aerei contro il Pakistan il 16 gennaio 2024, mirando presunti centri militanti del gruppo Jaish al-Adl (ex Jandallah) in Balochistan, ha segnato un’escalation senza precedenti delle tensioni. La risposta del Pakistan il 18 gennaio 2024 con attacchi di droni e razzi sul territorio iraniano è stata altrettanto senza precedenti, portando a un congelamento, seppur momentaneo, delle relazioni tra i due Paesi.

L’Iran, Paese in maggioranza sciita, ha accusato in particolare il Pakistan di permettere a militanti del gruppo separatista sunnita Jaish al-Adl di operare liberamente dalla regione del Balochistan e di compiere attacchi contro le autorità iraniane. Ancora nel dicembre 2023, 11 poliziotti iraniani sono stati uccisi e molti feriti durante un attacco di militanti di Jaish al-Adl a una stazione di polizia nella provincia di Sistan e Balochistan. L’insurrezione militante è stata anche una fonte di tensioni durature tra il Pakistan e l’Iran, ciascuno accusandosi reciprocamente di ospitare terroristi separatisti. Oro: 5,9 milioni di once. Rame: 412 milioni di tonnellate. Carbone: 19,5 miliardi di tonnellate. Gas naturale: 34 trilioni di piedi cubi. Tali vaste riserve hanno un valore stimato di oltre 1 trilione di dollari. Questo è il Balochistan. I Baloch (Baluci) non sono omogenei dal punto di vista etnico. Attorno al XII-XIII secolo d.C. giunsero in parte dal nordest dell’altopiano iraniano e si stabilirono nell’attuale Balochistan. La lingua fa parte del gruppo iraniano delle lingue indoeuropee, ma la forma moderna ha incorporato elementi dal persiano, dal sindhi, dall’arabo e da altre lingue. I Baloch si considerano discendenti di un singolo antenato mitico che rappresenta il coraggio e la dignità del loro gruppo e della loro discendenza. Il Balochistan pakistano, che comprende il 42% della regione di Balochistan, è composto da diversi gruppi: i Pashtun o Afghani; i Baloch; i Brahoi; gli Indù; non hanno uno stato proprio, ma sono dispersi principalmente nel Pakistan occidentale, nel sud-est dell’Iran e nel sud dell’Afghanistan. I movimenti dei Baloch furono locali, regionali, periodici e temporanei, oltre che a lunga distanza, internazionali e globali in tutta l’Asia centro meridionale, il Golfo e l’oceano Indiano fino all’Africa orientale e centrale. A lungo la letteratura disponibile – affatto generosa su questo tema – ha descritto i Baloch come un gruppo monolitico di persone migrate in cerca di una vita migliore, reclutate principalmente come truppe in Arabia e in Africa orientale. Pertanto, le principali cause dei movimenti baluci attraverso realtà multilocali e translocali hanno contribuito alla graduale formazione della loro identità, essenzialmente un’identità culturale. Nel 1872, i britannici stabilirono un confine politico tra la Persia e il Balochistan britannico. Il ‘Grande Balochistan’ fu quindi suddiviso in Balochistan Persiano e Baluchistan Britannico (oggi pakistano). Il Balochistan Persiano fa attualmente parte della provincia iraniana di Sistan-Baluchistan. La provincia fu ulteriormente divisa nelle quattro regioni di Sarhadi, Sarawan, Bampur e Makran a causa delle loro differenze ambientali. Dopo la creazione dello stato del Pakistan nel 1947, il Balochistan divenne la sua provincia più estesa nel XX secolo. Il porto marittimo di Gwadar si trova sulla costa di Makran pakistano, strategicamente posizionato per le rotte di comunicazione terrestri e marittime tra il Medio Oriente e il subcontinente indiano. Il governo pakistano pagò tre milioni di sterline il Sultanato dell’Oman il 6 settembre 1958, per Gwadar, includendo la città, il porto e una base strategica che era stata sotto il controllo dei sultani omaniti dal 1784. I Baloch sono oggi un popolo di circa 8-9 milioni di individui, dispersi principalmente in Pakistan, nel sud-est dell’Iran, in Afghanistan, Oman, Bahrain, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, dove costituiscono una grande comunità di immigrati. La percezione dello stato pakistano come potenza occupante è stata particolarmente pronunciata nel caso del Balochistan. Dal 1973 al 1977, sono stati dislocati circa 80.000 soldati pakistani per combattere contro le forze locali. Nel 1973, a seguito della visita del Presidente Nixon (1913-1994) in Pakistan, il Primo Ministro Zulfikar Ali Bhutto (1928-1979) offrì il porto di Gwadar agli Stati Uniti come base navale per la loro flotta in cambio dello sviluppo di un importante porto commerciale tramite investimenti diretti. Gli Stati Uniti declinarono, e di conseguenza il porto rimase inattivo per quasi trent’anni. Nel marzo 1994, Benazir Bhutto (1953-2007), due volte Primo Ministro del Pakistan, tentò di sviluppare il porto di Gwadar come alternativa al porto di Karachi, considerato troppo vulnerabile agli attacchi indiani. Attualmente il porto marittimo di Gwadar, terminale della ‘One Belt One Road Initiative’, è in fase di sviluppo da parte della Repubblica Popolare Cinese a un costo stimato di 932 milioni di dollari mentre gli attacchi – e le sparizioni – contro la popolazione Baloch proseguono sia da parte pakistana sia iraniana nell’indifferenza regionale e internazionale per i continui abusi dei diritti umani di queste genti.

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