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Che significa per la Turchia se la NATO manda i missili antinave

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L’invio di missili antinave all’Ucraina, prospettato nel meeting NATO odierno, ha un significato importante per la Turchia. All’inizio del mese, la Presidenza turca aveva inviato in Russia Ethem Sancak, partner in affari dello stesso Presidente e direttivo del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, accompagnato da rappresentanti del maoista e filorusso Vatan Partisi alleato di governo.

In sintesi, il messaggio inviato ai russi e sintetizzato in un’intervista concessa dallo stesso Sancak all’emittente RBC il 4 u.s. conterrebbe i seguenti punti:

  • La Turchia non si assocerà alle sanzioni
  • L’appartenenza turca alla NATO è una realtà disdicevole 
  • I droni turchi sono stati venduti all’Ucraina senza sapere che li avrebbero utilizzati nel modo in cui sono stati usati
  • La Turchia userà la Convenzione di Montreaux in modo non ostile a Mosca
  • La NATO è dietro tutti i colpi di Stato svoltosi in Turchia compreso quello del 15 luglio 2016, indirizzato al rovesciamento del Governo Erdoğan. 

Qualche breve considerazione:

  1. La presa di posizione è stata affidata ad un uomo molto vicino alla Presidenza ma formalmente esterno alle strutture di governo ed a quelle diplomatiche. Sancak rappresenta semmai formalmente “parti” dell’Esecutivo (essendo un dirigente di Partito), e garantisce con la sua persona l’autenticità del messaggio inviato (e l’originalità della fonte) pur senza formalmente rappresentare lo Stato;
  1. La volontà conciliativa è espressa massimamente a livello simbolico: il parallelo fra i “colpi di Stato” subiti dalla Turchia ad opera NATO corrispondono alla fase storica russa dell’epoca Eltsin, spesso considerata in Russia come tentativo dell’Occidente di manipolare e sottomettere il Paese;
  1. L’aperta condanna dell’appartenenza turca alla NATO può leggersi in due modi opposti ed alternativi:
  1. È il tipico gioco di prestigio per recuperare una connessione con la Russia, senza l’energia della quale la Turchia si troverebbe in condizioni gravissime, dettate dalla già galoppante inflazione e dalla scarsità di materie prime – tra Russia e Turchia esiste poi un accordo sulla produzione di energia nucleare in Anatolia di estrema importanza -. La mossa è puramente tattica e l’approccio a Mosca sarà poi compensato con qualche altro escamotage volto a non perdere l’appoggio di Washington,
  1. Si tratta di uno shift verso Oriente seguente ad una vera presa di coscienza della Turchia di trovarsi fuori luogo nel contesto atlantico, dal quale Ankara ritiene di non guadagnare più abbastanza, da perfezionarsi con un rinnovato allineamento ad alcuni Paesi arabi ed all’Iran.

E’ difficile credere alla fattibilità dell’ipotesi b). E’ infatti importante sottolineare ancora come la vera relazione strategica di Ankara, nonostante tutta l’evoluzione nella sua politica estera sin dagli anni ’80 (e soprattutto dal 2002 in poi) e nonostante le sue tendenze post-kemaliste, è con gli Stati Uniti. Sebbene una certa autonomia di azione venga certamente concessa, la Turchia rimane imbrigliata in quelle relazioni che lo Stato turco non ha potuto non cementificare durante l’interezza della Guerra Fredda.  

Quale dunque lo specifico impatto sulla Turchia dell’invio dei missili antinave all’Ucraina? La NATO intende come la Russia vorrà insistere nel consolidare la sua posizione nella fascia costiera ucraina (da Mariupol) verso Sud, fino ad Odessa: l’obiettivo russo, costi quel che costi, è il controllo degli sbocchi ucraini sul mare, come le attività militari russe nella zona hanno reso chiaro. Questo significa avvicinarsi all’estrema linea di difesa esterna della NATO nella zona, le coste rumene. Questo la Turchia lo aveva inteso già da prima di inviare Sancak – ecco perché questi menziona apertamente Montreux che verrà usata “non in sfavore dei Russi”.

Coi missili, eventualmente, la cosa si complicherebbe. La Turchia, col fatto di controllare Dardanelli e Bosforo e data la sua qualità di alleato atlantico, si troverebbe a dover gestire una situazione difficilissima, quella di dover basicamente permettere l’uso di questi mezzi antinave nel proprio giardino (liquido) di casa, se non addirittura di gestirli proprio contro Mosca. Questo nel momento in cui si cerca di tranquillizzare la posizione verso il suo grande vicino.

La partita si farebbe difficilissima. Gli Stati Uniti avevano già fatto intendere alla Turchia di non creare con Mosca troppi flirt. Nel prossimo futuro, fantasismi a parte, Ankara dovrà prendere una decisione a carte scoperte.

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