Caos Nigeria: elezioni presidenziali rinviate a marzo

Ha vinto la paura. In Nigeria, la scia di sangue e terrore causata da Boko Haram ha costretto le autorità nigeriane a posticipare il voto. La commissione elettorale nigeriana ha deciso di rinviare di sei settimane le elezioni presidenziali fissate per il 14 febbraio. La nuova consultazione che porterà a scegliere il successore dell’attuale presidente Goodluck Jonathan si svolgerà il 28 marzo.

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Ma perchè le elezioni sono state rinviate? Da diversi giorni in Nigeria è in atto una potente offensiva delle forze multinazionali (forze della Nigeria, Niger, Ciad e Camerun) contro Boko Haram, il gruppo terroristico che controlla gli stati del Borno, Yola e Yobe del paese. I militari sono impegnati a contrastare i terroristi per riprendere il controllo del nord est del paese e non riuscirebbero ad assicurare la protezione al personale e soprattutto ai cittadini chiamati al voto.

Da qui la decisione per il rinvio. Le elezioni potrebbero essere influenzate dalla paura e in tanti potrebbero non recarsi alle urne. Inoltre a pochi giorni dal voto previsto in origine per il 14 febbraio le schede elettorali non sono state ancora consegnate.

Saranno 68 milioni i nigeriani chiamati alle urne (su una popolazione di 160 milioni) ma, se nel sud ricco e cristiano del presidente uscente Jonathan (favorito per un nuovo mandato) la sicurezza e lo svolgimento delle elezioni non sono messe in discussione, nel nord del paese, povero e di religione musulmana, la tensione e la paura sono alle stelle. Il nord est del paese è in balia di Boko Haram che cerca in ogni modo di ostacolare il voto. Il governo nigeriano non è mai riuscito a contrastare il gruppo terroristico e la forte offensiva delle ultime settimane diretta a riprendere il controllo dei territori controllati da Boko Haram sembra arrivare tardi.

Nel nord est del paese, negli stati del Borno Yola e di Yobe, Boko Haram da mesi attua una feroce strategia per condizionare le elezioni. Il rinvio delle presidenziali è visto da più parti come l’ennesimo successo dei miliziani che in poco più di 5 anni hanno ucciso circa 12 mila persone.

Nelle ultime settimane i terroristi hanno intensificato i loro attacchi per incutere timore e paura alle popolazioni e influenzare il voto ma non solo, hanno superato i confini Nigeriani sconfinando in Niger, Ciad e Camerun. Gli assalti ai villaggi da parte di Boko Haram si sono fatti sempre più crudeli a partire dallo scorso gennaio con oltre 2.000 morti, villaggi incendiati e con l’utilizzo di bambini kamikaze di appena 10 anni.

È del 6 febbraio la notizia dello sconfinamento di Boko Haram in Niger, a Bosso, città al confine con la Nigeria che ha accolto 100 mila profughi in fuga da Boko Haram. Le forze militari nel tentativo di difendere i civili avrebbero ucciso 100 terroristi.

Non solo, lo sconfinamento di Boko Haram è avvenuto anche in Camerun: qui i terroristi avrebbero ucciso circa 80 persone prima di essere respinti dall’esercito camerunense. Non è la prima volta che Boko Haram prova ad entrare in Camerun. Incursioni da parte dei terroristi sono già avvenute a partire da agosto e almeno 80 ragazzi sono stati rapiti nelle prime settimane del 2015.

I vari sconfinamenti da parte di Boko Haram nelle regioni che si affacciano sul lago Ciad avrebbero un obiettivo. Una delle ambizioni del leader di Boko Haram, Shekau è quella di costruire un califfato modello IS nel nord est della Nigeria, califfato che ingloberebbe zone del Niger, Ciad e Camerun (zone intorno al lago Ciad). Davanti a una prospettiva terribile di imitazione del califfato islamico da parte di Shekau, l’Unione Africana ha deciso di impiegare oltre 7.000 soldati con l’appoggio Onu per combattere i terroristi e difendere i civili.

Quella della forza multinazionale è forse l’ultima speranza per poter contrastare e sconfiggere i terroristi. L’esercito nigeriano (minato al suo interno da corruzione e complicità con i terroristi) da solo non è mai riuscito a combattere Boko Haram, nemmeno quando questo era un piccolo gruppo di miliziani. Ora che i terroristi di Shekau hanno mostrato una crudeltà senza precedenti e possono contare su ampie zone di dominio la situazione è gravissima e senza ritorno.

Nelle ultime settimane poi, come già detto, i terroristi stanno portando distruzione e morte oltre i confini nigeriani, con ripetuti sconfinamenti in Niger, Camerun e Ciad. La situazione è ormai senza ritorno e gli 8.000 uomini della forza multinazionale rappresentano l’unico modo per respingere i terroristi e sconfiggerli.

In questo quadro drammatico il rinvio delle elezioni presidenziali è visto dagli osservatori internazionali come l’ennesima sconfitta per il popolo nigeriano e per la democrazia, a vantaggio del terrore e della paura che incutono i terroristi di Boko Haram.