0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

TematicheCina e Indo-PacificoLa calda estate di Seul

La calda estate di Seul

-

La Terra del Calmo Mattino è conosciuta al mondo per il K-Pop e per i K-Drama, soap opere iconiche che fanno del drammatico il loro cavallo di battaglia. La politica non è da meno, ovvero non mancano prese di posizioni forti e decise. Le campagne elettorali sono feroci e i toni si scaldano con facilità. Nel 2022, vi sono state le elezioni presidenziali, che hanno portato il conservatore Yoon Suk-yeol a diventare Capo di Stato, con un margine molto esiguo. Nel 2024, invece, si terranno le elezioni parlamentari per eleggere i membri dell’Assemblea Nazionale, l’organo legislativo principale della Repubblica di Corea, attualmente costituita da una maggioranza progressista. Tuttavia, l’attuale amministrazione deve fare i conti con dei temi rilevanti per l’opinione pubblica, i quali molto probabilmente saranno determinanti per comprendere come sarà caratterizzata la politica sudcoreana da qui a un anno.

Thaad, componenti elettroniche e l’acqua di Fukushima

Mercoledì 21 giugno 2023, Seul ha rilasciato una valutazione d’impatto ambientale riguardo il sito sul quale verrà schierato un ulteriore Terminal High-Altitude Air Defense (THAAD), rispetto a quello del 2017. In quell’anno, la Cina ha boicottato diversi prodotti culturali coreani, nonché costretto alla chiusura diversi negozi della Lotte, multinazionale sudcoreana, che ha concesso i terreni sui quali è stato dispiegato il sistema missilistico.

La questione THAAD rappresenta un dossier caldo delle relazioni sino-coreane, in quanto il sistema missilistico, grazie al suo radar che permette di scansire un’area con un raggio di approssimativamente 3000m, viene ritenuto da Pechino uno strumento per spiare il territorio cinese. Inoltre, le capacità balistiche del THAAD lo mettono nelle condizioni di intercettare testate non solamente lanciate da minacce esterne verso la Corea del Sud, bensì anche eventuali missili lanciati da Cina e Russia verso gli Stati Uniti, che non necessariamente passino sopra il Paese.

Già nel mese di giugno le relazioni tra Pechino e Seul si sono inasprite, soprattutto nei toni, dal momento che il Dragone cinese guarda con molto disappunto alla politica estera securitaria del presidente Yoon Suk-yeol, il quale, a differenza del predecessore, sta riallacciando i rapporti con Tokyo.

Quelli con il Giappone sono rapporti molto travagliati, dal momento che il passato coloniale nipponico ancora gioca un ruolo rilevante nell’opinione pubblica dei Paesi che l’hanno subito. Per quel che concerne la Corea del Sud, attualmente il Paese del Sol Levante non desta le stesse preoccupazioni popolari che desta la Cina. Certamente, ciò non significa che l’opinione pubblica sudcoreana sia disposta ad accettare qualunque concessione a favore di Tokyo.

Infatti, all’accordo del 6 marzo 2023 tra i due Stati dell’Asia nordorientale, accordo che prevede la risoluzione di diverse controversie storiche e la rimozione delle quote d’esportazione di prodotti chimici giapponesi verso la Corea del Sud, sono seguite diverse proteste da parte dei cittadini e delle cittadine della Terra del Calmo Mattino. Detti componenti sono utilizzati nella realizzazione di microchip, elementi elettronici fondamentali per produrre a loro volta beni che vanno da autoveicoli a computer, da lavatrici a materiali d’armamento, di cui la Samsung e la SK Hynix sono compagnie di bandiera nazionali.

Come se non bastasse, il 10 luglio 2023 diversi parlamentari del blocco liberale, attualmente all’opposizione per quel che concerne il governo del Paese, sono volati in Giappone per unirsi alle proteste dell’opposizione giapponese in merito al rilascio delle acque radioattive di Fukushima. L’attuale amministrazione, guidata appunto dal conservatore Yoon Suk-yeol, come già accennato, ha improntato la propria politica estera sul miglioramento dei rapporti con Tokyo e in merito alla questione delle acque contaminate ha espresso una posizione favorevole. Dunque, la mossa dell’opposizione sembrerebbe una naturale evoluzione della postura antitetica della politica interna sudcoreana.

Infatti, in concomitanza degli accordi di marzo 2023, il Partito Democratico aveva proposto l’istituzione della “Giornata delle Dokdo”, le isole contese col Giappone, un neanche troppo velato tentativo di porsi appunto in contrapposizione con le iniziative amicali dell’amministrazione nei confronti del Giappone. Questa forte divisione tra partiti progressisti e partiti conservatori ha caratterizzato e continua a caratterizzare il dibattito politico sudcoreano, influenzando fortemente le decisioni degli uni sulla base delle azioni degli altri.

La situazione della politica interna 

Le iniziative del governo coreano a guida conservatrice sono costate molta credibilità al presidente Yoon Suk-yeol, il quale si troverà a breve a dover affrontare le elezioni parlamentarie di aprile 2024. Nel sistema politico sudcoreano, sia il presidente della repubblica che l’Assemblea Nazionale (il parlamento) hanno poteri legislativi. Il presidente, in realtà, può esercitare il proprio diritto di veto sulle decisioni dell’Assemblea, che a sua volta, con il voto di due terzi della maggioranza, può revocare il veto presidenziale.

Dall’inizio del suo mandato, il presidente Yoon ha esercitato il proprio diritto di veto due volte e l’ultima è stata nel maggio 2023, quando si è opposto al Nursing Act, legge voluta dal Partito Democratico di Corea. In sostanza, gli infermieri e le infermiere chiedevano una riforma del settore che andasse a migliorare le proprie condizioni lavorative e ne ampliasse formalmente le mansioni. Questa proposta ha incontrato l’opposizione di altre categorie di professionisti e professioniste del settore, creando una netta divisione tra chi è favorevole alla legge e chi non lo è.

Il Korean Health & Medical Workers’ Union (KHMU), il quale nell’aprile 2023 si era espresso insieme alla Korean Nurses Association (KNA) favorevole all’introduzione della legge, dal 13 luglio 2023 entrerà ufficialmente in sciopero generale (eccezion fatta, ovviamente, per quei reparti emergenziali ed essenziali alla vita delle persone). Stando al Korea Times, l’iniziativa del sindacato causerà inevitabilmente disagi al sistema sanitario.

Tuttavia, il quotidiano sudcoreano sottolinea anche come già nel 2021 il sindacato avesse chiamato lo sciopero generale e lo avesse revocato cinque ore prima dell’inizio ufficiale poiché il governo aveva trovato un compromesso alle loro richieste. Anche in questo caso, nonostante una diversa amministrazione, è stata formata una task force ministeriale per monitorare la situazione.

Come sarà l’autunno coreano quest’anno?

Cina vs Stati Uniti, passato coloniale e disastro di Fukushima, riforma del sistema sanitario nazionale: sono questi i dossier più caldi dell’estate coreana più calda mai sperimentata dal nostro pianeta (finora). L’attuale presidente è stato eletto con un margine inferiore all’1% nel marzo 2022; i consensi verso il suo operato sono stati generalmente in calo, sebbene non costantemente.

Da quella data, il Capo di Stato sudcoreano ha decisamente premuto l’acceleratore sulle iniziative di politica estera che si era prefissato in campagna elettorale, specialmente per quel che riguarda i rapporti coi vicini Stati, ovvero Cina, Corea del Nord e Giappone. Tuttavia, per quel che concerne la politica interna, l’operato dell’attuale presidente è difficilmente ascrivibile ad una traiettoria ben precisa.

Nonostante ciò, è possibile identificare una posizione precisa per quel che riguarda aspetti economici: Yoon Suk-yeol ha infatti precedente affermato che uno dei suoi obiettivi di politica economica è quello di aumentare la flessibilità del mercato del lavoro, ovvero permettere alle imprese di licenziare più agevolmente. Già per queste affermazioni aveva causato il malumore dei sindacati, i quali sono tuttora coinvolti non solamente sulle questioni menzionate (Nursing Act e liberalizzazione del mercato del lavoro), bensì anche per l’aumento del salario minimo, aumento che viene attualmente dibattuto aspramente nelle sedi politiche.

Se è certamente indubbio che manca poco meno di un anno alle elezioni parlamentarie, è senz’altro innegabile che l’attuale amministrazione dovrà fare dei conti con dei trade-off decisionali nella sua campagna elettorale. I conservatori dovranno di certo scegliere che strada percorrere per massimizzare le possibilità di ottenere la maggioranza in parlamento e governare così tout court il Paese.

Da che parte sceglieranno di andare? O per meglio dire: su cosa dovranno cedere per assicurarsi la vittoria?

Articoli Correlati

Le relazioni Stati Uniti – India alla prova del porto di Chabahar

Il 13 maggio scorso Iran e India hanno concluso un accordo per lo sviluppo del porto iraniano di Chabahar....

“New normality” in South China Sea: The erosion of Philippine sovereignty and China’s assertive projection into the region

During the 19th biennial meeting of the Western Pacific Naval Symposium, which took place in Qingdao, China in April...

L’India al voto tra sviluppo economico, nazionalismo indù e aspirazioni internazionali

Il 19 aprile hanno preso il via le elezioni nel Paese democratico più popoloso al mondo. Circa 968 milioni...

Il G7 dei Trasporti: la mobilità di un mondo in continua evoluzione

Tre giorni di confronto su temi rilevanti e sulle iniziative politiche per promuovere infrastrutture più moderne, efficienti e sostenibili,...