Boko Haram non è ancora finito

Quando, nelle scorse settimane, è stato mostrato un video in cui Shekau  annunciava la fine, tutto il mondo aveva sperato che Boko Haram fosse stato sconfitto. Il gruppo terroristico che controlla parte del nord della Nigeria, ha perso molti uomini a causa dell’offensiva dei militari nigeriani aiutati dalla forza multinazionale che da circa un anno combatte i terroristi islamici guidati da Shekau. La sconfitta di Boko Haram purtroppo è stata un’illusione.

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Negli scorsi giorni il presidente francese Francois Hollande ha annunciato l’invio di truppe francesi in Nigeria per combattere i terroristi colpevoli nel 2015 di oltre 80 attacchi contro la popolazione e che spesso hanno sconfinato e provocato morte nei paesi intorno al lago Ciad, ovvero Camerun, Niger e Ciad. Il presidente Hollande si trovava ad Abuja, capitale nigeriana, per un summit con i presidenti africani e alcune delegazioni europee, tra cui l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Federica Mogherini.

Non è tutto. A destare forte preoccupazione è l’alleanza tra Boko Haram e i terroristi di Daesh che nelle ultime settimane sembra essersi fatta più solida tanto da far temere che alcuni jihadisti di Boko Haram corrano in Libia ad aiutare lo Stato Islamico.

A lanciare l’allarme è stato il consiglio di sicurezza dell’Onu, che ammette la “preoccupazione per i  legami tra Is e Boko Haram”. I terroristi non sono stati sconfitti, non sono in crisi e continuano a minacciare la stabilità non solo del nord della Nigeria, dove controllano diversi stati (tra cui la roccaforte nello stato del Borno) ma sono un pericolo serio per la stabilità di tutta l’Africa occidentale e centrale. Gli Jihadisti nigeriani, pur se ridimensionati e in difficoltà economica, sono ancora pronti alla morte e al martirio in nome di Allah, secondo l’ Onu molti guerriglieri sarebbero dalla Nigeria in marcia verso la Libia, in particolare verso Sirte, per aiutare lo Stato islamico.

Già lo scorso anno il leader di Boko Haram Shekau aveva solennemente giurato fedeltà al califfo Al Baghdadi, incitando i mussulmani di tutto il mondo a considerare il califfato “il sogno di ogni credente mussulmano”.